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Rifornimento in autostrada: alta potenza e con carta di credito?

7 Giu

Mappa aggiornata: https://www.freeto-x.it/charge

Stavolta sembra sia davvero la volta buona: dopo anni di inspiegabile ostruzionismo all’installazione di colonnine di ricarica, la Società Autostrade sembra aver finalmente dato il via al cambiamento, decidendo di installare una colonnina di ricarica veloce ogni 50 km:, col progetto Free-To-X si inizia con l’area di servizio di Secchia Ovest, sulla A1, in zona Modena, con una stazione di ricarica super veloce da 300KW di potenza: significa che è possibile ricaricare 250-300 km in 10 minuti; ovviamente è necessario che l’auto supporti questa potenza di ricarica, ma anche se ancora le auto che lo fanno sono ancora poche e costose, il fatto che la tecnologia sia disponibile e in fase di installazione evita che si formi il solito circolo vizioso che ha sempre afflitto le auto elettriche: “non fabbrichiamo auto elettriche perchè non ci sono colonnine, non installiamo colonnine perchè non ci sono auto elettriche”.

Queste nuove colonnine da 300 kW si andranno così ad aggiungere alle colonnine da 350 kW di Ionity:

Mappa aggiornata: https://ionity.eu/#

Evidentemente ormai le cose stanno cambiando in modo considerevole e veloce, come si evince anche dal fatto che stanno via via comparendo sul mercato auto con batteria da 80 o 100 kWh, taglio impensabile solo 10 anni fa. Se da una parte 100 kWh garantiscono 600 km di autonomia, dall’altro con una “vecchia” colonnina rapida da 50 kW servirebbero più di 2 ore ricaricarla, contro i 20 minuti di una colonnina da 300 kW.

Dal punto di vista tecnico, esistono due ostacoli alla “ricarica in 5 minuti”: per ricaricare 600km di autonomia (=100 kWh) in 5 minuti servirebbero:

  • una colonnina da 100/(5/60) = 1.2 MW
  • una batteria ricaricabile a 5C

Una stazione di servizio in grado di ricaricare 4 auto contemporaneamente dovrebbe avere una linea elettrica da circa 5 MW, cioè quella che servirebbe per un quartiere di oltre 1000 appartamenti; oppure, in alternativa, potrebbe servirsi di una linea da “solo” 1 MW, col quale ricaricare il “serbatoio” nottetempo con 10 MWh (1MW per 10 ore), da utilizzare poi durante il giorno per rifornire 100 veicoli.

Più complessa è la questione delle batterie: normalmente, per non rovinarsi, vanno ricaricate a 0.5C o al massimo 1C; per poterle ricaricare a 5C, serviranno forse nuove tecnologie come le batterie a stato solido (SSB), come quelle a cui stanno lavorando Toyota e Imec (2C-3C), ma che dovrebbero essere disponibili solo tra qualche anno, intorno al 2025. Ma non sono solo loro a svolgere ricerche sulle batterie SSB, come si vede da quest oelenco tratto dal rapporto “Solid-State and Polymer Batteries 2020-2030: Technology, Patents, Forecasts, Players“:

6.COMPANY PROFILES
6.1.24M
6.2.Ampcera
6.3.Blue Solutions
6.4.BrightVolt
6.5.Cymbet
6.6.EMPA
6.7.Flashcharge
6.8.FDK Corporation
6.9.Hitachi
6.10.Ilika
6.11.Ionic Materials
6.12.Johnson Battery Technologies
6.13.Kalptree Energy
6.14.Ohara
6.15.Planar Energy Devices
6.16.Polyplus Battery Company
6.17.Prieto Battery Inc.
6.18.ProLogium
6.19.QuantumScape
6.20.Sakti3
6.21.SolidEnergy
6.22.Solid Power
6.23.Solvay
6.24.STMicroelectronics
6.25.Thin Film Electronics ASA
6.26.Toshiba
6.27.Toyota Central Research & Development Laboratories, Inc.

Per quanto riguarda il metodo di pagamento, attualmente è universalmente applicato quello della tessera personalizzata del gestore, collegata a un contratto di fornitura di energia, ma l’articolo citato accenna anche alla possibilità di introduzione, per il progetto “Free To X“, della carta di credito come metodo di pagamento.

Fonti:

Varata la legge che dovrebbe portare all’installazione di 60.000 colonnine di ricarica entro marzo 2021

1 Ott

Ha iniziato l’iter parlamentare come decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, divenuto poi Atto del Senato n. 1883, quindi Atto della Camera n.2648, ed è infine stato approvato come  “Legge n. 120/20 del 11 settembre 2020, GU n. 228 del 14 settembre 2020 (suppl. ord.)”. Però leggendo la legge 120/20 non si capisce assolutamente niente, perchè contiene solo un’infinita lista di emendamenti alla legge originale; quindi per capire di cosa tratta questa nuova normativa, bisogna leggere la legge 16 luglio 2020, n. 76. L’articolo riguardante le colonnine di ricarica è l’art. 57.

Il comma 6 dice:

"i comuni [...] disciplinano l'installazione, la realizzazione e la gestione
delle infrastrutture di ricarica a pubblico accesso, di cui al
presente articolo, stabilendo la localizzazione e la quantificazione
in coerenza con i propri strumenti di pianificazione, al fine di
garantire un numero adeguato di stalli in funzione della domanda e
degli obiettivi di progressivo rinnovo del parco dei veicoli
circolanti, prevedendo, ove possibile, l'installazione di almeno un
punto di ricarica ogni 1.000 abitanti."

Di qui la notizia delle “60.000 colonnine di ricarica in Italia”, essendo gli abitanti circa 60.000.000.

Questa “disciplina” deve essere realizzata, dice la stessa legge, entro 6 mesi dall’entrata in vigore della stessa, quindi

 

Il comma 12 dell’art. 57 obbliga a fissare tariffe “che favoriscano i mezzi elettrici” e che siano più basse delle tariffe domestiche:

12. L'Autorita' di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) [...] definisce le tariffe 
per la fornitura dell'energia elettrica destinata alla ricarica dei veicoli[...] in modo da 
favorire l'uso di veicoli alimentati ad energia elettrica e da assicurare un costo dell'energia 
elettrica non superiore a quello previsto per i clienti domestici residenti.

Da notare che attualmente le tariffe domestiche oscillano tra i 5 e i 20 centesimi/kWh, contro i 40-50 delle colonnine pubbliche. Nel primo caso si tratta però del costo netto dei kWh, senza considerare i ricarichi di dispacciamento, abbonamento, perdite e quant’altro.

Interessante anche la modifica al codice della strada (già precedentemente modificato in tal senso) che regolamenta la sosta presso le colonnine di ricarica, stabilendo che un’ora dopo il termine della ricarica il veicolo risulta in divieto di sosta, se in orario compreso tra le 07:00 e le 23:00 e se la colonnina è a bassa potenza; il divieto di sosta scatta invece a qualunque ora in caso di colonnine ad alta potenza:

5. All'articolo 158, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, 
alla lettera h-bis), dopo le parole "in carica" sono aggiunte, in fine, le seguenti: "; 
in caso di sosta a seguito di completamento di ricarica, la sosta e' concessa gratuitamente
 al veicolo elettrico o ibrido plug-in per un periodo massimo di un'ora. Tale limite 
temporale non trova applicazione dalle ore 23 alle ore 7".

Il codice della strada diventa quindi così:

h-bis) negli spazi  riservati  alla  fermata  e  alla  sosta  dei
veicoli elettrici. In caso di sosta a  seguito  di  completamento  di
ricarica, possono essere  applicate  tariffe  di  ricarica  mirate  a
disincentivare l'impegno della stazione oltre un periodo  massimo  di
un'ora dal termine della ricarica. Tale limite  temporale  non  trova
applicazione dalle ore 23 alle ore  7,  ad  eccezione  dei  punti  di
ricarica di potenza elevata di cui all'articolo 2, comma  1,  lettera 
e), del decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257"

 

Il decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257 definisce così i punti di ricarica in base alla potenza:


d) punto di ricarica di potenza standard: un punto  di  ricarica,
che consente il trasferimento di elettricita' a un veicolo  elettrico
di potenza pari o inferiore a 22 kW, esclusi i dispositivi di potenza
pari o inferiore a 3,7 kW, che sono installati in abitazioni  private
o il cui scopo principale non e' ricaricare veicoli elettrici, e  che
non sono accessibili al pubblico. Il punto  di  ricarica  di  potenza
standard e' dettagliato nelle seguenti tipologie: 
      1) lenta = pari o inferiore a 7,4 kW; 
      2) accelerata = superiore a 7,4 kW e pari o inferiore a 22 kW;

e) punto di ricarica di potenza elevata: un punto di ricarica che consente il trasferimento 
di elettricita' a un veicolo elettrico di potenza superiore a 22 kW. Il punto di ricarica 
di potenza elevata e' dettagliato nelle seguenti tipologie: 1) veloce: superiore a 22 kW e 
pari o inferiore a 50 kW; 2) ultra-veloce: superiore a 50 kW;

 

Quindi riassumendo:

  • Standard:
    • Lenta: <= 7.4 kW
    • Accelerata: 7.4 kW < P <= 22 kW
  • Elevata:
    • Veloce: 22 kW < P <= 50 kW
    • Ultra-Veloce: P > 50 kW

Sfortunatamente, le due leggi non sono state “cortocircuitate” tra loro, quindi nulla vieta che tutte le 60.000 colonnine che saranno installate siano da 3 kW piuttosto che da 50 kW o 350 kW…

Una colonnina permette di ricaricare in 10 minuti una quantità di km pari all’incirca alla sua potenza: 3 km se la colonnina è da 3 kW, 50 km se la colonnina è da 50 kW.

Nel 2016 i benzinai in italia erano circa 14.000, nel 2017 circa 20.000.

 

 

 

 

Costi di ricarica

8 Ott confronto costi di ricarica benzina/elettrico

Un comodo grafico per confrontare a colpo d’occhio quanto costa utilizzare un’auto elettrica rispetto a un’auto a benzina/diesel:

confronto costi di ricarica benzina/elettrico

confronto costi di ricarica benzina/elettrico

confronto costo ricarica colonnine pieno benzina

 

Risulta evidente che la ricarica domestica con tariffa bioraria 0.06/0.20 euro/kWh è molto più conveniente della costosa ricarica pubblica, che rende invece i costi di utilizzo paragonabili a quelli di un’auto a benzina.

Il grafico è calcolato considerando un consumo di 0.150 kEh/km, consumo tipico di un’auto elettrica; questa pagina interattiva permette di personalizzare i dati in modo da effettuare un confronto più accurato caso per caso.

 

Quest’altro grafico è un po’ più complicato da consultare perchè ha due assi verticali, però è valido per qualunque prezzo dei kWh, indicati sull’asse verticale destro: partendo con una linea orizzontale e procedendo verso sinistra, quando si incontra una linea nera si può dedurre a che consumi di un’auto a benzina corrisponde quel prezzo per kWh:

confronto costo ricarica colonnine pieno benzina

Ad esempio, un costo di 0,60 E/kWh corrisponde a:

  • Auto da 15 km/L (linea con cerchi) ad un costo di 1,3 Euro/Litro per la benzina.
  • Auto da 20 km/L (linea con triangoli) ad un costo di 1,7 Euro/Litro per la benzina.

La ricarica domestica è ben lontana dai costi di qualunque auto a benzina, anche se il carburante costasse un euro al litro.

Energia solare e auto elettriche

12 Set

Riassunto

Servono circa 0.375 m2 di pannelli solari per ogni km di autonomia giornaliera richiesta.

Formula generica

m2 = (FattoreStagione / EfficienzaPannello) * autonomia * consumi

FattoreStagione vale 1/2 d’inverno e 1/4 d’estate

Esempio

Inverno, 20% efficienza, consumi 0.150 kWh/km:

(0.5 m2/kwh / 0.2) * 1km * 0.15kwh/km = 0.375

Spiegazione

Un pannello solare da 1kWp:

  • Produce in media, a Roma, 2kWh/giorno d’inverno e 4kWh/giorno d’estate
  • L’irradiazione solare in Italia è di circa 1kW per m2
  • L’efficienza tipica di un pannello è del 15%, i migliori arrivano al 20% (200W prodotti per ogni 1000W ricevuti)
  • Un’auto elettrica ha un consumo medio di 0.150 kWh/km

Con questi dati, risulta che sono necessari 0.375 m2 di pannelli per ogni km giornaliero di autonomia.

La formula generica, valida per efficienze diverse dei pannelli, consumi diversi del veicolo e periodo diverso dell’anno è:

m2 = (FattoreStagione / EfficienzaPannello) * (autonomia / consumi)

  • FattoreStagione vale 1/2 d’inverno e 1/4 d’estate
  • Efficienza = %
  • Autonomia = km al giorno
  • Consumi = kWh/km

Quindi: m2 = 0.5/eff * km/g * kwh/km


Dimostrazione

kWh giornalieri =

  • 2 * kWp inverno
  • 4 * kWp estate

Quindi kWp= 0.5 kWh/g o 0.25 kWh/g

  • I kWh giornalieri necessari dipendonondall’autonomia giornaliera necessaria e dai consumi:

kwh/g = km/g * kwh/km

  • L’efficienza indica i kW prodotti per kW ricevuto, ma 1 kW è l’irradiazione di 1 m2, quindi:

eff= kWp/ kWr = kWp/m2

Mettendo tutto insieme:

m2=kWp/eff=0.5 kwh/g / eff =0.5/eff * kwh/g = 0.5/eff * km/g * kwh/km

m2 = 2.5 * 0.15 * km/g =0.375 *km/g

Come il tuo impianto solare di casa può salvarti se resti a piedi con l’auto elettrica! :-)

24 Ago

Riassunto

Se si ha a casa un impianto solare a isola (=a batteria), si ha anche un sistema di ricarica di emergenza per auto elettriche, utilizzabile nel caso si rimanga a piedi in ambiente cittadino, dove le colonnine distano tra loro al massimo 1km;  è ovviamente impossibile percorrerlo “a spinta”, ma non è nemmeno indispensabile ricorrere a un costoso carro attrezzi o una costosa ricarica pubblica di emergenza: basta prendere l’inverter e un paio di batterie e portarli alla macchina in panne. Risulta infatti possibile ricaricare:

  • 7 km in 30 minuti (200 metri / minuto)  con ricarica a 6A/1.4kW
  • 5 km in 13 minuti (400 metri / minuto)  con ricarica a 10A/2.3kW

I conti

Consumi tipici:

  • Ciclomotore: 0.035 kWh/km
  • Scooterone: 0.060 kWh/km
  • Minicar: 0.100 kWh/km
  • Auto: 0.150 kWh/km

Tali consumi possono forse considerarsi dimezzati, per minicar e auto, se si procede a “velocità di emergenza” di 40-50 km/h.

Partendo da questi presupposti, si può considerare un generico grafico di una batteria al piombo:

Tabulando questi valori e aggiungendo un po’ di formule, si ottengono queste tabelle, per una singola batteria da 12V/50Ah o per due batterie che formano un sistema da 24V/50Ah:

 

12V

Specifiche batteria Utilizzabilità Ricarica
h C A W Ah Wh Ore Min km km emg
20 0,05 3 30 50 600 20 1200 4 6
9 0,1 6 67 50 600 9 540 4 6
4 0,2 10 120 40 480 4 240 3 5
1,5 0,4 20 240 30 360 1,5 90              2              4
1 0,6 30 360 30 360 1,0 60 2 4
0,6 1 50 600 29 350 0,6 35 2 4
0,22 2 100 1.200 22 260 0,2 13 2 3
0,12 3 150 1.800 18 210 0,1 7 1 2
0,05 4 200       2.400 10 120 0,1 3 1 1

 

24V

Specifiche batteria Utilizzabilità Ricarica Ricarica
h C A W Ah Wh Ore Min km km emg
20 0,05              3            60            50       1.200 20 1200              8            12
9 0,1              6          133            50       1.200 9 540              8            12
4 0,2            10          240            40          960 4 240              6            10
1,5 0,4            20          480            30          720 1,5 90              5              7
1 0,6            30          720            30          720              1,0 60              5              7
          0,6 1            50       1.200            29          700              0,6 35              5              7
        0,22 2          100       2.400            22          520              0,2 13              3              5
        0,12 3          150       3.600            18          420              0,1 7              3              4
        0,05 4          200       4.800            10          240              0,1 3              2              2

Le colonne di interesse sono le ultime 3.

Estrapolando i dati dalla tabella, si ottengono questi risultati:

  • 12V/50Ah/17kg (sconsigliato)
    • Ricarica a 6A/1.4kW: 3 km in 11 minuti estraendo 120A (2.3C)
    • Ricarica a 10A/2.3kW: 1 km in 4 minuti estraendo 200A (4C)
  • 24V/50Ah/35kg (fattibile)
    • Ricarica a 6A/1.4kW: 7 km in 30 minuti (200 metri / minuto) estraendo 60A (1.2C)   <—- Consigliato
    • Ricarica a 10A/2.3kW: 5 km in 13 minuti (400 metri / minuto) estraendo 100A (2C)

Nel primo  caso la batteria sarebbe sottoposta a un fortissimo stress e per di più servirebbero cavi molto grossi; nel secondo caso, specie nel caso di ricarica molto lenta a 1.4kW, la cosa sarebbe molto più fattibile


 

Nota aggiuntiva: sulle auto elettriche c’è un DC/DC converter che trasforma i 300 o 400 V della batteria di trazione nei 12V di quella dei servizi; si tratta cioè di un DC/DC converter monodirezionale di tipo “buck”; se invece montassero un DC/DC di tipo buck/boost, cioè bidirezionale, diventerebbe automaticamente possibile la ricarica di emergenza tramite batteria da 12V: basterebbe aggiungere temporaneamente una o più batterie da 12V in parallelo a quella pre-esistente, e caricare quei pochi Wh necessari per arrivare alla colonnina più vicina.

Sarebbe più economico che installare invece un apposito inverter per gestire questo tipo di emergenze.

Quali sono le potenze di ricarica possibili

26 Mag

A che potenza è possibile ricaricare un’auto elettrica a casa e alle colonnine pubbliche, e quanto tempo occorre per ricaricare tot km ai vari livelli di potenza?

Specchietto di riferimento

Tipo di ricaricaTensioneCorrentePotenza
Presa domestica230V10A2.3 kW
monofase 16A230V16A3.7 kW
monofase 32A230V32A7.4 kW
trifase 16A400V16A11 kW
trifase 32A400V32A22 kW

Tempi di ricarica

Quanto tempo occorre, coi vari tipi di ricarica illustrati nello specchietto, per ricaricare un certo quantitativo di chilometro?

Esiste una formula molto semplice per calcolarlo a mente:

Per ogni kW di potenza si ricarica 1 km in 10 minuti.

Quindi:

  • A 2.3 kW si ricaricano 2.3 km in 10 minuti (13 km in un’ora)
  • A 22 kW si ricaricano 22 km in 10 minuti (120 km in un’ora)

Sono tempi piuttosto lunghi, quindi si tratta di ricariche adatte solo per usi cittadini, non per lunghi viaggi, per i quali si rende invece necessaria la ricarica in corrente continua (DC), che è disponibile in vari tagli da 50 a 350 kW.

Note

L’effettiva potenza a cui si ricarica un’auto non dipende solo dalla colonnina ma anche dall’auto stessa: se si collega a una colonnina da 22 kW un’auto dotata solo di caricabatterie da 3.7 kW, si caricherà a 3.7 kW

Se la colonnina è trifase ma il caricabatterie dell’auto è monofase, la ricarica avverrà in monofase; quindi se la colonnina è da 11 kW (16A), l’auto si ricaricherà a 3.7 kW; se la colonnina è da 22 kW (32A), l’auto si ricaricherà a 7.4 kW.

 

Vedi anche Come calcolare a che potenza si sta caricando l’auto?

Mappe colonnine di ricarica

16 Feb

Le colonnine ricarica si stanno ormai diffondendo a macchia d’olio in tutta Italia, al punto che è diventato perfino difficile tenere il conto di quanti operatori e di quante colonnine sono.

Ecco lo stato delle mappe di vari fornitori a febbraio 2019:

mappe 2019 colonnine ricarica

(clicca l’immagine per ingrandire)

Se si possa ricaricare o no l’auto da una colonnina il cui operatore è diverso da quello di cui si possiede la tessera magnetica, dipende da una cosa che si chiama “roaming” o “interoperabilità“, ma purtroppo al momento non esiste un sito ufficiale che elenchi i rapporti di interoperabilità esistenti  tra i vari operatori, quindi per ora bisogna affidarsi alla buona volontà di qualche “pioniere elettrico”:

Qui un po’ di tariffehttps://docs.google.com/spreadsheets/d/1MQ_ML-vTZGnmJpc10QnSnKP42wsX1497yv5Xo2i2PrY/edit#gid=243067957

Questo l’elenco dei link dove trovare le suddette mappe, ordinate per quantità di colonnine al febbrario 2019, come nella figura:

  1. ENELX: https://www.enelx.com/it/en/electric-mobility/charging-stations-map
  2. HERA: https://mobility.gruppohera.it/home
  3. NEXTCHARGE: https://goelectricstations.it/colonnine-elettriche.html?lang=it
  4. REPOWER: https://energiachetiserve.repower.com/ricarica101/
  5. EVWAY: https://platform.evway.net/it/map
  6. DUFERCO: https://mobility.dufercoenergia.com/
  7. ALPERIA: https://www.alperia.eu/la-mia-casa/smart-mobility/punti-di-ricarica.html
  8. A2Ahttps://www.e-moving.it/home/cms/emv/rete-di-ricarica/
  9. DOLOMITIENERGIA: https://www.dolomitienergia.it/content/mobilita-elettrica
  10. IONITY: https://ionity.eu/en/where-and-how.html

UPDATE 17/2/2019: Ecoesco: http://www.ecoesco.eu/index.php/Roadmaps/roadmap

Ed ecco anche le mappe fornite dai rivenditori di auto elettriche; la maggior parte delle colonnine non sono fornite/gestite da loro, ma solo riportate nei loro siti… chiaramente per attirare clienti:

Da notare la poverissima mappa di Ionity… destinata però a diventare molto interessante: non solo è entrata in società con EnelX, che già dispone di colonnine su tutto il territorio nazionale, ma ha intenzione di installare inizialmente colonnine da 150 kW, per poi passare a quelle da 350 kW, che consentiranno di ricaricare 350km in 10 minuti; questa un’immagine presentata qualche mese fa:

Per avere un’idea, senza dover fare i calcoli, di quanti km si possono ricaricare in un certo tempo usando una ricarica con una certa potenza, basta fare riferimento a questo specchietto, valido per le auto. Per le istruzioni d’uso, e per specchietti per minicar, moto e scooter, vedere pagina apposita; in generale, comunque, basta ricordare che, nel caso di un’auto, per ogni kW di potenza si ricarica 1 km ogni 10 minuti; cioè a 11 kW si ricaricano 11 km in 10 minuti, a 50 kW si ricaricano 50 km in 10 minuti, e così via. (considerando consumi di 0.150 kWh/km)

specchietto per calcolo tempi di ricarica

specchietto per calcolo tempi di ricarica

 

Quanto ci vuole a ricaricare? Un comodo specchietto da attaccare sullo sportello o allo scooter

3 Gen

Per qualche motivo le colonnine indicano solo la quantità di kWh ricaricati invece che la potenza di ricarica o i km caricati al minuto o all’ora, quindi una volta collegato il proprio mezzo a una colonnina da tot kW non c’è modo di sapere se si sta effettivamente caricando a tot o magari a molto meno, o quanto ci vorrà a fare il pieno o a ricaricare tot km.

Un metodo ultraveloce e spannometrico per calcolare il tempo di ricarica per un’auto elettrica è semplicissimo: per ogni kW di potenza si ricarica 1 km ogni 10 minuti; cioè a 11 kW si ricaricano 11 km in 10 minuti, a 50 kW si ricaricano 50 km in 10 minuti, e così via. (considerando consumi di 0.150 kWh/km)

Per tutti gli altri veicoli, e per calcoli più “vari e assortiti”,ecco in aiuto un comodo grafico per calcolarlo rapidamente : basta osservare il contatore dei kWh, e vedere quanto viene ricaricato in 10 secondi, o meglio ancora in un minuto se si vuole un dato più preciso:

 

E’ meno complicato di quello che sembra:

  • o si cronometra un minuto e si vede quanti Wh sono stati caricati;
  • oppure si cronometra quanti secondi passano tra due letture di Wh sulla colonnina e si fa la differenza.

Esempi:

  1. Se dopo un minuto (60 secondi) si sono caricati  tot Wh (non kWh ma Wh, con 1 kWh = 1000 Wh), basta cercare il “60” in basso nel grafico, e poi salire su fino alla linea orizzontale che corrisponde ai Wh caricati; se per esempio sono circa 100, vuol dire che stiamo caricando a 7.4 kW (terza linea obliqua dal basso), se sono 40 vuol dire che stiamo ricaricando a 2.3 kW.
  2. Se a un certo punto leggiamo sulla colonnina “230 Wh” e lo scatto successivo avviene dopo, che so, 12 secondi e la lettura è “252 Wh”, la cosa è solo un po’ più complicata: 252-230 fa 22, quindi abbiamo caricato 22 Wh in 12 secondi; cerchiamo quindi il 12 in basso nel grafico (non è indicato, ma ovviamente è poco dopo il 10), e saliamo finchè non incontriamo la linea dei 22 Wh; risultato: stiamo caricando a 7.4 kW.

 

Va bene, ma una volta ricavata la potenza, come faccio a sapere quanto ci vuole a ricaricare?

Usando questa tabella (valida per automobili, consumi medi 150 Wh/km):

L’immagine che segue riporta i dati per le varie famiglie di veicoli:

specchietto velocità di ricarica e tempo di ricarica mezzi elettrici

Riportato in forma grafica da origine a questo specchietto, apparentemente complicatissimo, ma in realtà permette di fare i calcoli molto rapidamente… una volta imparato a usarlo:

Sul lato sinistro c’è il grafico già visto, che permette di determinare la potenza di ricarica; una volta nota questa potenza, basta seguire la corrispondente linea orizzontale verso destra, fino al grafico adatto al proprio veicolo, e fino all’autonomia che ci interessa, in modo da scoprire il tempo necessario a ricaricarla.


Esempio – tempo necessario per ricaricare 50 km a 7.4kW su un’auto

  1. abbiamo stabilito che stiamo ricaricando a 7.4 kW
  2. il nostro veicolo è un’auto
  3. vogliamo sapere quanto ci vuole a ricaricare 50 km

Partiamo dalla linea dei 7.4kW (5a dal basso), procediamo verso destra fino al primo grafico e ci fermiamo alla linea obliqua dei 50km; scendiamo fino ai numeri in basso e vediamo che il tempo necessario è “poco più di un’ora”.

Controprova: in “poco più di un’ora”, diciamo 1.2 ore, a 7.4 kW si ricaricano 7.4*1.2 = 8.88 kWh; per consumi di 0.15 kWh/km questo significa un’autonomia ricaricata di 8.88/0.15 = 59.2 km.

Chiaramente, il  grafico, essendo consultato a occhio, non dà risultati precisi ma approssimativi.


Esempio – tempo necessario per ricaricare 50 km a 7.4kW su uno scooter (caso impossibile):

Usando gli stessi dati sopra, ma considerando un fantastico ciclomotore che si ricarica a 7.4 kW 🙂 , quanto ci vorrebbe a ricaricare 50km?

Questa volta dovremo scorrere fino all’ultimo grafico, sempre seguendo la linea dei 7.4 kW, e scendere una volta arrivati alla linea dei 50 km; risultato? Con 7.4 kW un ciclomotore ricaricherebbe 50 km in circa 12 minuti.


Esempio – tempo necessario per ricaricare 100 km a 2.3kW su uno scooterone (caso “Vectrix”):

Si segue la linea dei 2.3 kW fino al penultimo grafico, ci si ferma alla linea obliqua dei 100 km e si scende in basso, trovando un tempo di meno di circa 4 ore

(4h*2.3 kW = 9.2 kWh; 9.2/0.06 = 153 km)


Esempio – quanti km si ricaricano a 50 kW per un’ora su un’auto?

In questo caso si parte dai numeri in basso nel grafico per le “berline” (1 ora equivale alla quarta linea verticale) , si sale fino alla linea dei 50 kW, e si controlla quale linea obliqua viene intersecata: il risultato è che in un’ora a 50 kW si ricaricano circa 300 km.

(1h * 50 kW = 50 kWh; 50 kWh/0.15 kWh/km   = 333 km )

 

Evoluzione del numero di colonnine di ricarica in Italia

7 Dic

Circa un mese fa ho iniziato a registrare il numero di colonnine in Italia censite su openchargemap. Questo è il grafico risultante:

Si tratta di circa 160 nuove colonnine in un mese, 40 a settimana.

I dati grezzi sono qui:

http://programmi.000webhostapp.com/colonnine/storico-colonnine.txt

All’inizio il file è un po’ pasticciato perchè ero indeciso sul formato da usare, e ora da qualche settimana il server è bloccato: continua a registrare i dati, ma non mi permette di modificare ne il logger nè i dati, mah. Anche registrare un dato ogni ora – che significa scaricare ogni ora i 15 MB di database – non è nè necessario nè l’ideale, ma non riesco a correggere il codice, speriamo che non mi bannino per eccessivo uso di risorse!

Nel frattempo mi è venuto in mente che probabilmente è anche possibile ricostruire lo storico anche del periodo precedente all’inizio della mia registrazione, perchè associata ad ogni colonnina dovrebbe esserci la data di inserimento nel DB. Certo non sarà precisissima, ma meglio di niente, giusto per capire quand’è che siamo passati da 1000 a 2000 a 3000 colonnine.

 

 

Nuove leggi su hoverboard elettrici, scooter elettrici in autostrada e incentivi ai mezzi elettrici

6 Dic

Allo stato attuale della legislazione, i mezzi comunemente noti come “hoverboard” o “cloni del Segway” non sono autorizzati a circolare in spazi pubblici, ma solo in proprietà privata.

Il disegno di legge C.1368 presentato alla Camera il 15 novembre scorso prevede varie modifiche al codice della strada; una di queste, relativa all’articolo 50, recita:

 

Art. 3.

(Modifica all’articolo 50 del codice della strada, in materia di mezzi elettrici con bilanciamento assistito)

   1. All’articolo 50, comma 1, del codice della strada sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché i mezzi elettrici, concepiti per il trasporto di una sola persona di età non inferiore a sedici anni, con bilanciamento assistito ovvero dotati di due ruote in asse, con sistemi e sottosistemi di sicurezza ridondanti, che hanno una velocità massima di 20 km/h con possibilità di autolimitazione a 6 km/h».

 

L’articolo diventerebbe quindi così (in grassetto la parte aggiunta):

Art. 50. Velocipedi
1. I velocipedi sono i veicoli con due o piu’ ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo.
. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza, nonché i mezzi elettrici, concepiti per il trasporto di una sola persona di età non inferiore a sedici anni, con bilanciamento assistito ovvero dotati di due ruote in asse, con sistemi e sottosistemi di sicurezza ridondanti, che hanno una velocità massima di 20 km/h con possibilità di autolimitazione a 6 km/h.

 

La proposta di legge è stata approvata alla Camera e passa ora al vaglio del Senato; qui è possibile seguirne l’iter.

Considerando che l’articolo 50 non c’entra niente coi Segway, dal momento che parla espressamente di veicoli a propulsione esclusivamente muscolare, a mio parere è molto difficile che la legge passi così com’è formulata.

 


Sempre l’articolo 3, ma di un’altra proposta di legge (C. 1051 del 2 agosto 2018), si esprime invece a favore di un’altra categoria di veicoli elettrici: scooter e moto, e la loro possibilità di accedere alle autostrade.

Art. 3.

(Modifica all’articolo 175 del codice di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di condizioni e limitazioni della circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali).

 

  1. Alla lettera a) del comma 2 dell’articolo 175 del codice di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:

   a) dopo le parole: «150 centimetri cubici se a motore termico» sono inserite le seguenti: «e di potenza fino a 11 kW se a motore elettrico»;

   b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e di potenza fino a 11 kW se a motore elettrico».

 

Rispetto ad alcuni tentativi legislativi precedenti si è passati da 5kW a 11 kW.

 

L’articolo 175 diventerebbe:

  1. E’ vietata la circolazione dei seguenti veicoli sulle autostrade e sulle strade di cui al comma 1: a) velocipedi, ciclomotori, motocicli di cilindrata inferiore a 150 centimetri cubici se a motore termico e motocarrozzette di cilindrata inferiore a 250 cm(Elevato al Cubo) se a motore termico e di potenza fino a 11 kW se a motore elettrico;

 

Dal momento che la proposta di legge ripete (per errore?) due volta la stessa identica cosa, anche qui a mio parere è molto difficile che la legge passi così com’è. Non è inoltre specificato se la potenza è continua o di picco, il che purtroppo è un altro spunto utile per respingere la modifica, visto che in altra parte dello stesso codice della strada la questione è specificata molto meglio:

 

Art. 47.

Classificazione dei veicoli

Comma 1

[…]

((- categoria L6e: quadricicli leggeri, la cui  massa  a  vuoto  e’ inferiore o pari a 350 kg, esclusa la  massa  delle  batterie  per  i veicoli elettrici,  la  cui  velocita’  massima  per  costruzione  e’ inferiore o uguale a 45 km/h  e  la  cui  cilindrata  del  motore  e’ inferiore o pari a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata; o  la cui potenza massima netta e’ inferiore o uguale a 4 kW per gli  altri motori, a combustione interna; o la  cui  potenza  nominale  continua massima e’ inferiore o uguale a 4 kW per  i  motori  elettrici.  Tali veicoli sono  conformi  alle  prescrizioni  tecniche  applicabili  ai ciclomotori  a  tre  ruote  della  categoria  L2e,  salvo  altrimenti disposto da specifiche disposizioni comunitarie;

 

Notare inoltre che la limitazione a 11 kW esclude tutti gli scooter che, con soli 5-6 kW, riescono a sviluppare una velocità di 90-100 km/h, nonchè le minicar, che però non risulterebbero invece coinvolte in questa legge dal momento che quelle “pesanti” hanno massa superiore a 400 kg.

La verità è che si dovrebbe specificare il tipo di autostrada: magari circolare con una Twizy sulla A1 Milano-Napoli non è il massimo, ma sul tratto urbano della A24 Roma-L’Aquila, dove il limite è a 70 kmh, non ci sarebbero problemi.


Altre leggi da tenere d’occhio

C.71: Proposta incentivi di Marzo 2018 (poi ritirata)

 

C.1207: Proposta riduzione IVA su mezzi elettrici (settembre 2018)

 

C.718: Disposizioni per favorire la diffusione di veicoli a trazione elettrica e la realizzazione di reti infrastrutturali per la loro ricarica

Testo?!?


AGGIORNAMENTO 19 dicembre 2018

In attesa che le chiacchiere diventino leggi, ecco una pagina che riassume le varie fantasticherie elettriche ad oggi (“cchiu pilu (elettricu) pe’ tutti”):

http://www.hdmotori.it/2018/12/19/ecotassa-ecobonus-incentivi-auto-come-funziona/