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Varata la legge che dovrebbe portare all’installazione di 60.000 colonnine di ricarica entro marzo 2021

1 Ott

Ha iniziato l’iter parlamentare come decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, divenuto poi Atto del Senato n. 1883, quindi Atto della Camera n.2648, ed è infine stato approvato come  “Legge n. 120/20 del 11 settembre 2020, GU n. 228 del 14 settembre 2020 (suppl. ord.)”. Però leggendo la legge 120/20 non si capisce assolutamente niente, perchè contiene solo un’infinita lista di emendamenti alla legge originale; quindi per capire di cosa tratta questa nuova normativa, bisogna leggere la legge 16 luglio 2020, n. 76. L’articolo riguardante le colonnine di ricarica è l’art. 57.

Il comma 6 dice:

"i comuni [...] disciplinano l'installazione, la realizzazione e la gestione
delle infrastrutture di ricarica a pubblico accesso, di cui al
presente articolo, stabilendo la localizzazione e la quantificazione
in coerenza con i propri strumenti di pianificazione, al fine di
garantire un numero adeguato di stalli in funzione della domanda e
degli obiettivi di progressivo rinnovo del parco dei veicoli
circolanti, prevedendo, ove possibile, l'installazione di almeno un
punto di ricarica ogni 1.000 abitanti."

Di qui la notizia delle “60.000 colonnine di ricarica in Italia”, essendo gli abitanti circa 60.000.000.

Questa “disciplina” deve essere realizzata, dice la stessa legge, entro 6 mesi dall’entrata in vigore della stessa, quindi

 

Il comma 12 dell’art. 57 obbliga a fissare tariffe “che favoriscano i mezzi elettrici” e che siano più basse delle tariffe domestiche:

12. L'Autorita' di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) [...] definisce le tariffe 
per la fornitura dell'energia elettrica destinata alla ricarica dei veicoli[...] in modo da 
favorire l'uso di veicoli alimentati ad energia elettrica e da assicurare un costo dell'energia 
elettrica non superiore a quello previsto per i clienti domestici residenti.

Da notare che attualmente le tariffe domestiche oscillano tra i 5 e i 20 centesimi/kWh, contro i 40-50 delle colonnine pubbliche. Nel primo caso si tratta però del costo netto dei kWh, senza considerare i ricarichi di dispacciamento, abbonamento, perdite e quant’altro.

Interessante anche la modifica al codice della strada (già precedentemente modificato in tal senso) che regolamenta la sosta presso le colonnine di ricarica, stabilendo che un’ora dopo il termine della ricarica il veicolo risulta in divieto di sosta, se in orario compreso tra le 07:00 e le 23:00 e se la colonnina è a bassa potenza; il divieto di sosta scatta invece a qualunque ora in caso di colonnine ad alta potenza:

5. All'articolo 158, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, 
alla lettera h-bis), dopo le parole "in carica" sono aggiunte, in fine, le seguenti: "; 
in caso di sosta a seguito di completamento di ricarica, la sosta e' concessa gratuitamente
 al veicolo elettrico o ibrido plug-in per un periodo massimo di un'ora. Tale limite 
temporale non trova applicazione dalle ore 23 alle ore 7".

Il codice della strada diventa quindi così:

h-bis) negli spazi  riservati  alla  fermata  e  alla  sosta  dei
veicoli elettrici. In caso di sosta a  seguito  di  completamento  di
ricarica, possono essere  applicate  tariffe  di  ricarica  mirate  a
disincentivare l'impegno della stazione oltre un periodo  massimo  di
un'ora dal termine della ricarica. Tale limite  temporale  non  trova
applicazione dalle ore 23 alle ore  7,  ad  eccezione  dei  punti  di
ricarica di potenza elevata di cui all'articolo 2, comma  1,  lettera 
e), del decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257"

 

Il decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257 definisce così i punti di ricarica in base alla potenza:


d) punto di ricarica di potenza standard: un punto  di  ricarica,
che consente il trasferimento di elettricita' a un veicolo  elettrico
di potenza pari o inferiore a 22 kW, esclusi i dispositivi di potenza
pari o inferiore a 3,7 kW, che sono installati in abitazioni  private
o il cui scopo principale non e' ricaricare veicoli elettrici, e  che
non sono accessibili al pubblico. Il punto  di  ricarica  di  potenza
standard e' dettagliato nelle seguenti tipologie: 
      1) lenta = pari o inferiore a 7,4 kW; 
      2) accelerata = superiore a 7,4 kW e pari o inferiore a 22 kW;

e) punto di ricarica di potenza elevata: un punto di ricarica che consente il trasferimento 
di elettricita' a un veicolo elettrico di potenza superiore a 22 kW. Il punto di ricarica 
di potenza elevata e' dettagliato nelle seguenti tipologie: 1) veloce: superiore a 22 kW e 
pari o inferiore a 50 kW; 2) ultra-veloce: superiore a 50 kW;

 

Quindi riassumendo:

  • Standard:
    • Lenta: <= 7.4 kW
    • Accelerata: 7.4 kW < P <= 22 kW
  • Elevata:
    • Veloce: 22 kW < P <= 50 kW
    • Ultra-Veloce: P > 50 kW

Sfortunatamente, le due leggi non sono state “cortocircuitate” tra loro, quindi nulla vieta che tutte le 60.000 colonnine che saranno installate siano da 3 kW piuttosto che da 50 kW o 350 kW…

Una colonnina permette di ricaricare in 10 minuti una quantità di km pari all’incirca alla sua potenza: 3 km se la colonnina è da 3 kW, 50 km se la colonnina è da 50 kW.

Nel 2016 i benzinai in italia erano circa 14.000, nel 2017 circa 20.000.

 

 

 

 

Quali sono le potenze di ricarica possibili

26 Mag

A che potenza è possibile ricaricare un’auto elettrica a casa e alle colonnine pubbliche, e quanto tempo occorre per ricaricare tot km ai vari livelli di potenza?

Specchietto di riferimento

Tipo di ricaricaTensioneCorrentePotenza
Presa domestica230V10A2.3 kW
monofase 16A230V16A3.7 kW
monofase 32A230V32A7.4 kW
trifase 16A400V16A11 kW
trifase 32A400V32A22 kW

Tempi di ricarica

Quanto tempo occorre, coi vari tipi di ricarica illustrati nello specchietto, per ricaricare un certo quantitativo di chilometro?

Esiste una formula molto semplice per calcolarlo a mente:

Per ogni kW di potenza si ricarica 1 km in 10 minuti.

Quindi:

  • A 2.3 kW si ricaricano 2.3 km in 10 minuti (13 km in un’ora)
  • A 22 kW si ricaricano 22 km in 10 minuti (120 km in un’ora)

Sono tempi piuttosto lunghi, quindi si tratta di ricariche adatte solo per usi cittadini, non per lunghi viaggi, per i quali si rende invece necessaria la ricarica in corrente continua (DC), che è disponibile in vari tagli da 50 a 350 kW.

Note

L’effettiva potenza a cui si ricarica un’auto non dipende solo dalla colonnina ma anche dall’auto stessa: se si collega a una colonnina da 22 kW un’auto dotata solo di caricabatterie da 3.7 kW, si caricherà a 3.7 kW

Se la colonnina è trifase ma il caricabatterie dell’auto è monofase, la ricarica avverrà in monofase; quindi se la colonnina è da 11 kW (16A), l’auto si ricaricherà a 3.7 kW; se la colonnina è da 22 kW (32A), l’auto si ricaricherà a 7.4 kW.

 

Vedi anche Come calcolare a che potenza si sta caricando l’auto?

Confronto Formula 1 – Formula E

29 Apr

Tutti i dati di cui avete bisogno per poter confrontare Formula 1 e Formula E

 

In breve

 

Formula 1 Formula E Auto elettrica
di serie
Unità di misura
Potenza 710 250 100 kW
Peso auto+pilota+carburante 702 900 1300 kg
Densità di potenza 1000 277 76 kW/ton
Energia a bordo 1400 54 50 kWh
Energia utilizzabile (Nota 14) 350 48 45 kWh
Accelerazione 0-100 2.1 2.8 12 secondi
Velocità max 380 280 140 km/h
Velocità media 247 120 km/h
Rumorosità 134 80 dB
Consumi 4.70 0.60 0.15 kWh/km
Consumi teorici (Nota 14) 1.14 0.53 0.15 kWh/km
Lunghezza circuito 3.0-5.0 2.5-3.0 km
Lunghezza totale gara 305 90 km
Durata max gara 120 45 minuti

 

 

 

 

Dettagli

Formula 1:

  • Peso carburante: max 110 kg per gara  (3)
  • Flusso carburante max: 100 kg/h (4)
  • Durata gara: 75-120 min (10)
  • Tempo-giro tipico: 1′ 30s
  • Lunghezza tipica circuito: 3-5 km
  • Lunghezza totale gara: 305 km (6)
  • Velocità media: 247 km/h (11)
  • Lunghezze dei circuiti:  https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Formula_One_circuits
  • Risultati: https://it.motorsport.com/f1/results/2018/
  • Peso motore: 145 kg (12)
  • Potenza motore: 920 CV , 708 kW(12)
  • Densità potenza motore: 4.88 kW/kg
  • Densità potenza auto: = ~ 1000 W/kg
  • Densità di potenza auto di serie: 100 W/kg
  • Consumi:
    • 1 kg = 1,3L (9)
    • 1 L = 9.4 kWh (8.9-10 tra benzina e diesel) (13)
    • max 110 kg (143 L)
    • Lunghezza gara: 305-308 km
    • Energia max imbarcabile: 1430 kWh
    • Consumi massimi: 4.68 kWh/km

 

Formula E:

  • Peso auto+pilota + batteria: 900 kg
  • Peso batteria 2019: 385 kg (2018: 320 kg)
  • Energia 2019: 54 kWh (2018: 28 kWh)
  • Densità energetica batteria 2019:  140 Wh/kg (2018: 87,5 Wh/kg)
  • Densità di potenza auto: 277 W/kg
  • Densità di potenza auto di serie: 100 W/kg
  • Durata gara: 45 min
  • Lunghezza tipica circuito: 1.9-3.4 km (7)
  • Consumi energetici (dati):
    • Batteria: 54 kWh
    • Velocità media: 120 km/h
    • Tempo-giro tipico: 1′ 10s
    • Lunghezza tracciato: 2.5-3.0 km
    • Lunghezza gara: 80-90 km
    • Consumo: 0.6 kWh/km

 

Fonti

(1) https://it.wikipedia.org/wiki/Vettura_di_Formula_1

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Motori_di_Formula_1

(3) https://www.formulapassion.it/manifestomotore/gianluca-calvaresi/regolamento-tecnico-f1-2019-vetture-piu-lunghe-e-pesanti-404995.html

(4) https://www.fia.com/regulation/category/110

(5) https://f1grandprix.motorionline.com/f1-formula-1-vs-formula-e-le-differenze-tra-le-due-categorie/

(6) https://en.wikipedia.org/wiki/Formula_One_racing

(7) https://en.wikipedia.org/wiki/Formula_E

(8) https://www.fiaformulae.com/en/discover/cars-and-technology  (Gen1 vs Gen2)

(9) https://motori.fanpage.it/ibride-e-veloci-ecco-quanto-consumano-le-formula-1-moderne/

(10) https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Premio_di_Formula_1#La_durata,_la_distanza_e_la_safety_car

(11) https://it.wikipedia.org/wiki/Statistiche_di_Formula_1#Record_di_velocit%C3%A0

(12) https://it.motorsport.com/f1/news/scheda-tecnica-della-renault-rs19-la-power-unit-2019-ha-piu-di-950-cavalli/4336351/

(13) http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32009L0033:IT:NOT

(14) Considerando efficienza totale del 25% per la Formula1 e del 90% per la Formula E

(calc) Calcolato qui

 

Quanto inquinamento in più andando a 150 km/h invece che 130?

13 Feb

E’ attualmente in discussione alla Camera la possibilità di elevare i limiti di velocità da 130 a 150 km/h su “certe” autostrade.

Lasciando stare le questioni politiche, che non vengono trattate in questo blog, limitiamoci alle questioni scientifiche. Qualcuno dice che l’aumento di inquinamento dovuto al passaggio da 130 a 150 è trascurabile.

La scienza cosa dice?

Dice che l’energia necessaria per muovere un’auto a una certa velocità per 1 ora è data (approssimativamente) dalla formula:

E = 0.0085 * v^3 + 40 * v

Con v = velocità in km/h ed E = energia in kWh

Più energia viene consumata, più inquinamento viene prodotto.

Come varia l’energia consumata viaggiando per un’ora a 130 km/h o 150 km/h?

  • E1 = 0.0085 * 130^3  + 40 * v= 24 kWh
  • E2 = 0.0085 * 150^3  + 40 * v = 34 kWh

Cioè andando a 130 km/h per un’ora si consumano 24 kWh, andando a 150 se ne consumano 34.

E’ però anche vero che andando a 150 invece che 130, un viaggio dura ovviamente meno tempo.

Considerando un viaggio di 1950 km (solo perchè è divisibile sia per 150 che per 130), otteniamo che i tempi per percorrerlo sono:

  • 130 km/h: 15 ore
  • 150 km/h: 13 ore

Consumi:

  • 130 km/h: 360 kWh
  • 150 km/h: 442 kWh

Quindi l’incremento dei consumi è del 22%.

 


Dati di base:

  • Densità aria = 1.2 kg/m3
  • Cx = 0.3
  • A = 2.2 m^2

 

  • m = 1500 kg
  • g = 9.81 m/s2
  • Crr = 0.01

 

  • P(aria) = 0.5 * rho * Cx * A * v^3
  • P(ruote) = 1500 * 9.81 * 0.01

 

  • 0.5 * rho * Cd * A / (3.6^3)  = 0.0085
  • m * g * Crr /3.6 = 40.6

 

Diario elettrico GreenGo Icaro – 10 febbraio 2019: fermo macchina

12 Feb

Negli ultimi 2-3 mesi la macchina(Icaro A1 6kW , Zhidou ZD311A) ha iniziato ad avere qualche problema elettrico; sono riuscito a identificarne 3, per nessuno dei quali però al momento ho una soluzione:

  1. All’accensione del quadro, nonostante compaia la scritta READY e le marce si innestino, la macchina non parte; il LED della centralina kelly lampeggia con codice (1,3) (=”low voltage” , ma non si sa se tensione di logica 12V o tensione di potenza 72V)
  2. All’accensione il quadro impazzisce: la lancetta della batteria fa su e giù, gli indicatori passano da un valore estremo all’altro: -40°C/0°C, 350A/0A
  3. La macchina si accende regolarmente, parte regolarmente, ma all’improvviso, senza alcuna causa apparente (nessuna buca presa, nessuna accelerazione brusca o frenata brusca, nessun pulsante premuto, niente), la potenza del motore viene tagliata, passando dai 50A di marcia normale a 30A, con conseguente velocità ridotta a 30 km/h. Continuando a camminare, le cose peggiorano: la corrente fa un altro “scatto” a 20A, poi un altro a 10A; chiaramente a 10A/700W la velocità è ridicolmente bassa, praticamente a passo d’uomo: quanto basta per non tornare a casa a piedi, ma piuttosto pericolosa per circolare.

 

Consigli ricevuti per risolvere:

  1. Togliere e rimettere il fusibile della batteria a 12V.
  2. Staccare l’intero spinotto rosso-nero della batteria 12V e riattaccarlo.
  3. Mettere una batteria nuova.
  4. Accendere il quadro, spegnerlo dopo un secondo, riaccenderlo, spegnerlo dopo un secondo e riaccenderlo: la icaro risponde con un doppio lampeggio delle doppie frecce…. ma non so quale sia l’esito dell’operazione e il significato del lampeggio.
  5. Sostituire temporaneamente il Vehicle Management System (scatola grigia davanti ai piedi del passeggero) con una di una macchina funzionante, poi rimettere quello vecchio, che così “dovrebbe aggiornarsi”.
  6. Far riprogrammare il VMS dalla Greengo… ma lo fanno solo a Palermo e a Livorno; possono “intercedere” le officine che fanno assistenza a Sharengo.

Per il problema del quadro impazzito  i primi 3 funzionano; per il problema della potenza ridotta non funziona niente.

 

Come calcolare a che potenza si sta caricando l’auto?

23 Set

Se per qualche motivo durante una ricarica non è disponibile un indicatore di potenza istantanea assorbita, la si può calcolare osservando per qualche secondo il misuratore di Wh (non chiloWh) sulla colonnina.

  • Osservare il contatore della colonnina
  • Segnarsi il numero iniziale di Wh (non importa se la ricarica è già iniziata da 10 secondi o da un’ora e ventitrè)
  • Contare fino a UNDICI e  segnarsi il numero finale di Wh;
  • Usando la calcolatrice del cellulare usare la formula:
Potenza in watt = (finale-iniziale)*360
Esempio:
  • 134 Wh
dopo 10 secondi:
  • 195 Wh
differenza:
  • 61 Wh
Potenza = 61 * 360 = 21960 —> 22 kW

Senza cellulare (a mente)

Senza cellulare si può fare un po’ più approssimativamente a mente:
Potenza in Kilowatt = (finale-iniziale)*4 / 10
Coi dati di prima:
  • 61*4 = circa 240
  • diviso 10 = 24
Cioè “circa 24 kW”, quindi ovviamente 22 kW, perchè le potenze hanno solo valori fissi possibili:
  • 2.3 kW
  • 3.7 kW
  • 7.4 kW
  • 11 kW
  • 22 kW
  • 43 kW

Più precisamente

Un calcolo un po’ più preciso si può fare se si ha voglia di aspettare un intero minuto (cosa un po’ pallosa… come stare a guardare l’acqua aspettando che bolla). In questo caso la formula sarebbe:
P in Watt = (finale-iniziale)*60
Esempio:
Iniziale: 134 Wh
Finale: 500 Wh
Differenza: 366 Wh
366*60 = 21960 W

Per pigri

Odiate la matematica? Stampatevi questa tabella e incollatela allo sportello, accanto all’etichetta della pressione dei pneumatici:

 

Wh/10sec Wh/min Potenza Ampere
                 6          38 2.3 kW Monofase 10
               10          61 3.7 kW Monofase 16
               20        123 7.4 kW Monofase 32
               31        185 11 kW Trifase 16
               62        370 22 kW Trifase 32
             119        716 43 kW Trifase 62

 

Perchè funzionano queste formule?

Il motivo è semplice: una potenza di 1 kW in un’ora (h=hour), cioè in 3600 secondi, ricarica 1 kWh:

  • 1 kW * 1 h = 1 kWh

I motori della Renault Zoe

24 Feb

A febbraio 2018 è uscito il nuovo motore “R110” della Renault Zoe.

Analizziamo tutte le motorizzazioni esistenti, sperando di fare chiarezza.

Tutto può essere riassunto in questa sconcertante figura:

In alto a destra ci sono le tabelle che riassumono i dati disponibili, tratti dai datasheet ufficiali Renault. Da notare che in alcuni ci sono degli errori, dovuti probabilmente al fatto che l’impaginatore dei depliant non era un ingegnere, e quindi ha cambiato a piacere delle “/” in dei “-” o in degli spazi, o viceversa, con risultati terribili… al punto che adesso non saprei dire se davvero la coppia massima dell’R110 inizia a 1500 giri invece che 250, o se magari c’è uno zero di troppo… mah.

 

In alto a sinistra sono riunite in un unico grafico le curve di potenza e di coppia.

E qui serve di spiegare un po’ di fisica…

La COPPIA determina l’accelerazione, e quindi la ripresa, del veicolo. Si misura in Nm (Newton * metro , cioè Forza * braccio). Rappresenta in sostanza la “forza rotazionale” applicata alle ruote.

La POTENZA determina la velocità massima raggiungibile. Può essere vista come il “qualcosa” che spinge la macchina cercando di vincere l’attrito delle ruote e dell’aria, nonchè il peso della macchina stessa, sotto forma di forza di inerzia.

Non sono disponibili le curve complete, ma solo i valori-limite di regime di coppia massima e potenza massima… quindi è possibile definire solo le linee orizzontali del grafico. Le altre sono “inventate” sulla base dell’andamento tipico delle curva di potenza e coppia dei motori elettrici.

I motori degli anni precedenti avevano in sostanza identica curva di coppia: ho trovato valori discordanti, ma a livello di 1 o 2 Nm.

Nel nuovo R110 cambiano due cose: la coppia massima, che però è aumentata di appena 5 Nm su 220; e il regime di coppia costante, passato da 250-2500 giri a 1500-3395 giri; come si vede dal grafico, significa uno spostamento verso destra dello stesso, ossia uno spostamento della ripresa costante verso velocità un po’ più alte; se davvero il valore è 1500 è uno “spostamento”, ma se per caso invece è 150 allora è un “ampliamento”, ossia il motore ha grande ripresa SIA in partenza che fino a 40 km/h (prima solo fino a 30), poi inizia un po’ a calare.

Quando la coppia inizia a calare, però, la potenza raggiunge il suo valore massimo, e lo mantiene sostanzialmente inalterato fino alla velocità massima possibile, iniziando a calare verso i 120 km/h. Sono riuscito a correlare rpm e km/h in base ai dati che ho trovato su un sito, che erano disponibili sia per rpm che per km/h, e li ho poi trasferiti a tutti e tre i motori.

 

Il grafico in basso a sinistra cerca di rappresentare in termini pratici i sopradescritti cambiamenti:

Lo spostamento a destra della coppia dovrebbe rendere meno esagerata l’accelerazione in partenza, e rendere disponibile un po’ più di accelerazione a velocità un po’ più elevate: la curva rossa, cioè, che indica l’accelerazione alle varie velocità, è un po’ meno ripida all’inizio, ma la sua ripidità dura di più.

Il fatto che la potenza dell’R110 sia superiore di 13kW significa che in teoria l’auto può raggiungere velocità più elevate.

Nel complesso, si ha una riduzione dei tempi 0-100 km/h e un po’ più di brio a 40 km/h.

Non ci sono impatti visibili sui consumi, perchè quelli non dipendono direttamente da coppia e potenza, ma dall’efficienza del motore, cioè dal rapporto tra energia usata ed energia ricevuta.

Tabella sequenziale dei motori:

  1. Q90/Q210 (90 cavalli, 210 km)
  2. R90/R240 (90 cavalli, 240 km)
  3. R110 (110 cavalli)

Fonti

Fai clic per accedere a 59aecd0b42a81ebb05f9753c7cdf7f31.pdf

http://imprensa.renault.com.br/upload/produto/ficha-tecnica/59aecd0b42a81ebb05f9753c7cdf7f31.pdf

 

Fai clic per accedere a zoe.pdf

https://www.quacquarelli.it/wp-content/uploads/2018/08/zoe.pdf

Fai clic per accedere a Renault_ZOE_PL_i.pdf

https://cdn.group.renault.com/ren/ch/renault-new-cars/pricelists/Renault_ZOE_PL_i.pdf

Omologazione, immatricolazione, targa, assicurazione…. come funzionano?

6 Set

 

 

Come funziona la faccenda di omologazione e immatricolazione di un veicolo (elettrico o meno) in Italia?

O, meglio ancora, COSA SONO omologazione e immatricolazione? A che servono? Sono obbligatorie? Come si fanno?

Ecco tutte le risposte.

Omologazione

E’ il riconoscimento da parte delle Autorità (Italiane o Europee) che un determinato veicolo ha passato la certificazione, cioè ha superato tutti i test elettrici, meccanici ed elettromagnetici richiesti dalle normative vigenti. L’avvenuta omologazione è dimostrata dall’esistenza del “Certificato di Omologazione” (“type-approval certificate” in inglese).

L’omologazione decade se un veicolo subisce modifiche che ne alterino la risposta ai requisiti elettrici, meccanici ed elettromagnetici di legge.

Ad esempio, un mezzo a due o tre ruote omologato per raggiungere una velocità massima di 45 km/h (=ciclomotore) non risulta più omologato se messo in grado di superare tale velocità. Quindi non è più valida neanche l’immatricolazione e l’assicurazione. Quindi il mezzo non può circolare, e se causa incidenti comporta sospensione della patente e possibile arresto.

Idem dicasi se un mezzo a due o tre ruote omologato per erogare una potenza continua massima di 4 kW (altro limite dei ciclomotori) viene alterato in modo da erogare una potenza superiore: non risulta più omologato, immatricolato e assicurato, quindi il mezzo non può circolare, e se causa incidenti comporta sospensione della patente e possibile arresto.

Nel caso delle suddette modifiche si potrebbe richiedere una nuova omologazione, questa volta come motociclo, ma ciò richiede che il mezzo venga provato in un Centro Prove Autoveicoli (CPA), che fornirà (a pagamento) un nuovo Certificato di Omologazione una volta effettuata la certificazione.

Certificazione

Procedura con cui un’ente verifica che un veicolo soddisfi i requisiti elettrici, meccanici ed elettromagnetici richiesti dalle normative.

Al termine della procedura viene prodotto un “Certificato di Omologazione” (“type-approval certificate” in inglese), un documento di decine di pagine che elenca i risultati dei test dei requisiti.

 

Immatricolazione

Procedura con cui un veicolo omologato viene registrato al Pubblico Registro Automobilistico e dotato di “contrassegno identificativo” (la targa). Senza targa/immatricolazione, un veicolo non può essere assicurato e non può circolare su strade pubbliche.

 

Assicurazione

Pagamento di una quota annuale che va a costituire un “fondo monetario comune” a cui attingere per pagare i danni a cose o persone causati da un veicolo.

Un veicolo non assicurato non può nè circolare, nè essere parcheggiato in strada, ma può trovarsi solo in lugo privato chiuso e recintato.

 

Certificato di Omologazione

Documento che attesta l’avvenuta certificazione.  Noto anche come “Certificato di approvazione“, e “Type-approval certificate” o “EEC certificate” in inglese.

Descrizione dettagliata di un CdO:

E’ identificato da un codice alfanumerico del tipo e11*2002/24*0892*00 (“e” iniziale minuscola = normative EC/EU) oppure  E11-10R0512345*00 (“e” inziziale maiuscola = normativa UNECE).

Il primo codice ha questo significato:

  • e” minuscola: normativa EC/EU
  • 11: Regno Unito (elenco codici – Italia = E3)
  • 2002/24: Normativa di base
  • (opzionale): Ultimo emendamento/aggiornamento della normativa
  • 0892: Numero di approvazione
  • 00versione del numero di approvazione

Il secondo:

Esempio di certificato di omologazione:

https://scootergrisen.dk/scooterhjem…odkendelse.pdf

ATTENZIONE: alcuni mezzi di importazione possono avere anche certificati falsi!

Per verificare l’autenticità di un certificato occorre contattare l’ente certificatore (in caso di “e11”, cioè l’Inghilterra, la Vehicle Certification Agency – VCA), inviargli il numero del certificato e richiedere informazioni. Per l’Italia dovrebbe essere il Ministero dei Trasporti – MIT o la Motorizzazione Civile.

Dal 9 novembre 2015 in Italia il Certificato di Conformità (CoC), documento che garantisce la conformità del veicolo al tipo omologato, si è “dematerializzato”, cioè è ora gestito solo tramite Web: i costruttori trasmettono telematicamente all’Archivio nazionale dei veicoli, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, i dati tecnici che, grazie ad un sistema di validazione informatico,  garantiscono la coerenza degli stessi dati al tipo omologato; i dati in questione vengono in parte riportati sulla carta di circolazione al momento della immatricolazione.

Normative

La normativa 2002/24 citata in molte omologazioni di scooter elettrici cinesi è stata abrogata e sostituita dalla 2013/168:

Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. L 60 del 2 marzo 2013 è stato pubblicato il Regolamento n. 168 del 15 gennaio 2013  (2013/168) relativo all’omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli.
Il regolamento n. 168/2013 ha abrogato la direttiva 2002/24/CE del 18 marzo 2002 relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e che abroga la direttiva 92/61/CEE del Consiglio.
Ai sensi dell’articolo 82 del regolamento, quest’ultimo è entrato in vigore dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione in gazzetta ufficiale, ma la sua applicazione è disposta a partire dal 1° gennaio 2016.

Fonte

 

Come omologare un veicolo

La Motorizzazione può effettuare, tra gli altri, questi due tipi di collaudo (fonte):

  • Modifiche dati omologazione veicolo
  • Collaudi veicoli nuovi

L’omologazione di un veicolo di importazione o modificato potrebbe rientrare in una di queste due categorie.

Per informazioni su modalità e costi dell’omologazione si può provare a contattare queste ditte:

  1. Dekra
  2. Vesco

 

Le procedure in materia di omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche, sono state innovate dalla direttiva 2007/46/CE (successivamente corretta nel 2017 dalla 2017/1347), recepita in Italia con DM 28 aprile 2008.

 

Normative europee omologazione autoveicoli:

Normative europee omologazione ciclomotori e motocicli:

 

Terminologia francese:

  • CNIT: Code Nationale d’Identification du Type
  • TVV: type, variante et version
  • N° de réception par type   (numero di omologazione)
  • Type Mine: ???

Inglese:

  • VIN = Vehicle Identification Number

 

Codici omologazione CNIT/TVV:

Esempio:

  • Renault Fluence: M10RENVP009E250/LZBZ0L
  • Renault Zoe: M10RENVP026P789/AGVYA0
  • Nissan Leaf1: M10NSSVP000W772/ZE0AA01
  • Nissan Leaf2: M10NSSVP011Y303/ZE0AA02
  • Smart Fortwo Brabus 1: M10SMTVP000X119/451E44E4Y0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 2: M10SMTVP000Y120/451E44E4Z0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 3:  M10SMTVP000U116/451E43E4Y0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 4: M10SMTVP000V117/451E43E4Z0ZYAAA201
  • Peugeot i0n: M10PGTVP006U166/1NZKYZ
  • Mitsubish iMiev: M10MTSVP001U115/HA0HA311AAAAAAA4AAAA
  • Citroen C-zero: M10CTRVP005U582/1NZKYZ
  • Citroen C-zero airdream 1: M10CTRVP0007963/1NZKYZ
  • Citroen C-zero airdream 2: M10CTRVP0007963/1NZKYZ
  • Citroen e-mehari: M10CTRVP0425980
  • Tesla roadster 1: M10TSLVP000C002/001A01
  • Tesla roadster 2: M10TSLVP000D003/001A02

 

Colonnine di ricarica ENEL: come funzionano? Quanti kW erogano?

3 Ago

Spinto dalla domanda di un utente ho iniziato a cercare informazioni sul funzionamento delle colonnine di ricarica ENEL, ora particolarmente interessanti visto che finalmente è stata varata la tariffa a consumo per la ricarica (40 centesimi a kWh invece che 25 euro fissi al mese, si chiama Enel Drive Free RIcarica Pubblica).

Ho così trovato il documento ufficiale con le specifiche:

http://www.enel.com/en-GB/doc/innovation/infrastruttura_di_ricarica_per_veicoli.pdf

Specifiche colonnine ricarica ENEL: da 3 a 22 kW

Specifiche colonnine ricarica ENEL: da 3 a 25 kW

Quindi è possibile ricaricare sia a 3 kW (presa SCAME LIBERA, lato sinistro) che a 25 kW (presa Mennekes, a destra della colonnina).

Per poter funzionare, la colonnina richiede due cose:
– una tessera magnetica personale (v. post dedicato)
– una spina di ricarica compatibile

Attualmente io conosco solo le specifiche della spina SCAME LIBERA:

Non è facile trovarla nei negozi, dove perlopiù vendono spine industriali: sembrano uguali… ma di uguale hanno solo il colore, i contatti sono diversi!
Poi, ammesso di trovarla, occorre installare al suo interno un piccolo circuito elettronico, affinchè venga correttamente riconosciuta dalla colonnina:

Schema elettrico originale da documentazione SCAME:

Circuito elettronico di controllo, senza il quale la colonnina non eroga elettricità:

Dove comprare la spina a Milano:

http://jumpjack.wordpress.com/2012/08/13/spine-scame-libera-per-mezzi-elettrivi-a-milano/

A Roma una volta le regalavano in Piazzale degli Archivi 40, presso l’Ufficio Mobilità.

Sennò dovrebbero venderle nel negozio di elettricità “Sonepar/RER” sulla Via Nomentana al numero 1214, altezza GRA  (il negozio fa apertura Lunedì – Venerdì 7.30 – 13.00 14.30 – 17.00).

Questi riferimenti presi dal PDF dell’ENEL potrebbero essere utili per capire come funziona la ricarica Mennekes, casomai si trovasse la presa SCAME occupata (non so se la Mennekes può erogare meno di 25 kW o se farebbe esplodere uno scooter… 🙂  )

Norme di riferimento

  • CEI EN 61851-1 – Ricarica conduttiva dei veicoli elettrici – Aspetti generali.
  • CEI EN 61851-22 – Ricarica conduttiva – Stazioni di ricarica in c.a. per veicoli elettrici.
  • CEI R069-001 (CEI 69-10) – Dispositivi di connessione in c.a. per la ricarica conduttiva dei veicoli elettrici.
  • CEI 69-6 – Foglio di unificazione di prese a spina per la connessione alla rete elettrica di veicoli elettrici stradali.
  • CEI EN 60950-1 – Apparecchiature per la tecnologia dell’informazione – Sicurezza – Parte 1 – Requisiti generali.
  • CEI EN 610000-6-1 – Compatibilità elettromagnetica (EMC) – Parte 6-1: Norme generiche – Immunità per gli ambienti residenziali, commerciali e dell’industria leggera.
  • CEI EN 610000-6-3 – Compatibilità elettromagnetica (EMC) – Parte 6-1: Norme generiche – Emissioni per gli ambienti residenziali, commerciali e dell’industria leggera.
  • CEI CT 312-1 – Prescrizioni di sicurezza per stazioni di ricarica per veicoli elettrici stradali.

Nota: “ricarica conduttiva” significa che “serve una spina”; esistono anche progetti sperimentali di ricarica INDUTTIVA, cioè per prossimità, ma niente di ancora pubblicamente disponibile, che io sappia. Ovviamente il grosso vantaggio è l’enorme sicurezza di non dover armeggiare con cavi elettrici ad alta potenza.