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Rifornimento in autostrada: alta potenza e con carta di credito?

7 Giu

Mappa aggiornata: https://www.freeto-x.it/charge

Stavolta sembra sia davvero la volta buona: dopo anni di inspiegabile ostruzionismo all’installazione di colonnine di ricarica, la Società Autostrade sembra aver finalmente dato il via al cambiamento, decidendo di installare una colonnina di ricarica veloce ogni 50 km:, col progetto Free-To-X si inizia con l’area di servizio di Secchia Ovest, sulla A1, in zona Modena, con una stazione di ricarica super veloce da 300KW di potenza: significa che è possibile ricaricare 250-300 km in 10 minuti; ovviamente è necessario che l’auto supporti questa potenza di ricarica, ma anche se ancora le auto che lo fanno sono ancora poche e costose, il fatto che la tecnologia sia disponibile e in fase di installazione evita che si formi il solito circolo vizioso che ha sempre afflitto le auto elettriche: “non fabbrichiamo auto elettriche perchè non ci sono colonnine, non installiamo colonnine perchè non ci sono auto elettriche”.

Queste nuove colonnine da 300 kW si andranno così ad aggiungere alle colonnine da 350 kW di Ionity:

Mappa aggiornata: https://ionity.eu/#

Evidentemente ormai le cose stanno cambiando in modo considerevole e veloce, come si evince anche dal fatto che stanno via via comparendo sul mercato auto con batteria da 80 o 100 kWh, taglio impensabile solo 10 anni fa. Se da una parte 100 kWh garantiscono 600 km di autonomia, dall’altro con una “vecchia” colonnina rapida da 50 kW servirebbero più di 2 ore ricaricarla, contro i 20 minuti di una colonnina da 300 kW.

Dal punto di vista tecnico, esistono due ostacoli alla “ricarica in 5 minuti”: per ricaricare 600km di autonomia (=100 kWh) in 5 minuti servirebbero:

  • una colonnina da 100/(5/60) = 1.2 MW
  • una batteria ricaricabile a 5C

Una stazione di servizio in grado di ricaricare 4 auto contemporaneamente dovrebbe avere una linea elettrica da circa 5 MW, cioè quella che servirebbe per un quartiere di oltre 1000 appartamenti; oppure, in alternativa, potrebbe servirsi di una linea da “solo” 1 MW, col quale ricaricare il “serbatoio” nottetempo con 10 MWh (1MW per 10 ore), da utilizzare poi durante il giorno per rifornire 100 veicoli.

Più complessa è la questione delle batterie: normalmente, per non rovinarsi, vanno ricaricate a 0.5C o al massimo 1C; per poterle ricaricare a 5C, serviranno forse nuove tecnologie come le batterie a stato solido (SSB), come quelle a cui stanno lavorando Toyota e Imec (2C-3C), ma che dovrebbero essere disponibili solo tra qualche anno, intorno al 2025. Ma non sono solo loro a svolgere ricerche sulle batterie SSB, come si vede da quest oelenco tratto dal rapporto “Solid-State and Polymer Batteries 2020-2030: Technology, Patents, Forecasts, Players“:

6.COMPANY PROFILES
6.1.24M
6.2.Ampcera
6.3.Blue Solutions
6.4.BrightVolt
6.5.Cymbet
6.6.EMPA
6.7.Flashcharge
6.8.FDK Corporation
6.9.Hitachi
6.10.Ilika
6.11.Ionic Materials
6.12.Johnson Battery Technologies
6.13.Kalptree Energy
6.14.Ohara
6.15.Planar Energy Devices
6.16.Polyplus Battery Company
6.17.Prieto Battery Inc.
6.18.ProLogium
6.19.QuantumScape
6.20.Sakti3
6.21.SolidEnergy
6.22.Solid Power
6.23.Solvay
6.24.STMicroelectronics
6.25.Thin Film Electronics ASA
6.26.Toshiba
6.27.Toyota Central Research & Development Laboratories, Inc.

Per quanto riguarda il metodo di pagamento, attualmente è universalmente applicato quello della tessera personalizzata del gestore, collegata a un contratto di fornitura di energia, ma l’articolo citato accenna anche alla possibilità di introduzione, per il progetto “Free To X“, della carta di credito come metodo di pagamento.

Fonti:

Varata la legge che dovrebbe portare all’installazione di 60.000 colonnine di ricarica entro marzo 2021

1 Ott

Ha iniziato l’iter parlamentare come decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, divenuto poi Atto del Senato n. 1883, quindi Atto della Camera n.2648, ed è infine stato approvato come  “Legge n. 120/20 del 11 settembre 2020, GU n. 228 del 14 settembre 2020 (suppl. ord.)”. Però leggendo la legge 120/20 non si capisce assolutamente niente, perchè contiene solo un’infinita lista di emendamenti alla legge originale; quindi per capire di cosa tratta questa nuova normativa, bisogna leggere la legge 16 luglio 2020, n. 76. L’articolo riguardante le colonnine di ricarica è l’art. 57.

Il comma 6 dice:

"i comuni [...] disciplinano l'installazione, la realizzazione e la gestione
delle infrastrutture di ricarica a pubblico accesso, di cui al
presente articolo, stabilendo la localizzazione e la quantificazione
in coerenza con i propri strumenti di pianificazione, al fine di
garantire un numero adeguato di stalli in funzione della domanda e
degli obiettivi di progressivo rinnovo del parco dei veicoli
circolanti, prevedendo, ove possibile, l'installazione di almeno un
punto di ricarica ogni 1.000 abitanti."

Di qui la notizia delle “60.000 colonnine di ricarica in Italia”, essendo gli abitanti circa 60.000.000.

Questa “disciplina” deve essere realizzata, dice la stessa legge, entro 6 mesi dall’entrata in vigore della stessa, quindi

 

Il comma 12 dell’art. 57 obbliga a fissare tariffe “che favoriscano i mezzi elettrici” e che siano più basse delle tariffe domestiche:

12. L'Autorita' di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) [...] definisce le tariffe 
per la fornitura dell'energia elettrica destinata alla ricarica dei veicoli[...] in modo da 
favorire l'uso di veicoli alimentati ad energia elettrica e da assicurare un costo dell'energia 
elettrica non superiore a quello previsto per i clienti domestici residenti.

Da notare che attualmente le tariffe domestiche oscillano tra i 5 e i 20 centesimi/kWh, contro i 40-50 delle colonnine pubbliche. Nel primo caso si tratta però del costo netto dei kWh, senza considerare i ricarichi di dispacciamento, abbonamento, perdite e quant’altro.

Interessante anche la modifica al codice della strada (già precedentemente modificato in tal senso) che regolamenta la sosta presso le colonnine di ricarica, stabilendo che un’ora dopo il termine della ricarica il veicolo risulta in divieto di sosta, se in orario compreso tra le 07:00 e le 23:00 e se la colonnina è a bassa potenza; il divieto di sosta scatta invece a qualunque ora in caso di colonnine ad alta potenza:

5. All'articolo 158, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, 
alla lettera h-bis), dopo le parole "in carica" sono aggiunte, in fine, le seguenti: "; 
in caso di sosta a seguito di completamento di ricarica, la sosta e' concessa gratuitamente
 al veicolo elettrico o ibrido plug-in per un periodo massimo di un'ora. Tale limite 
temporale non trova applicazione dalle ore 23 alle ore 7".

Il codice della strada diventa quindi così:

h-bis) negli spazi  riservati  alla  fermata  e  alla  sosta  dei
veicoli elettrici. In caso di sosta a  seguito  di  completamento  di
ricarica, possono essere  applicate  tariffe  di  ricarica  mirate  a
disincentivare l'impegno della stazione oltre un periodo  massimo  di
un'ora dal termine della ricarica. Tale limite  temporale  non  trova
applicazione dalle ore 23 alle ore  7,  ad  eccezione  dei  punti  di
ricarica di potenza elevata di cui all'articolo 2, comma  1,  lettera 
e), del decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257"

 

Il decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257 definisce così i punti di ricarica in base alla potenza:


d) punto di ricarica di potenza standard: un punto  di  ricarica,
che consente il trasferimento di elettricita' a un veicolo  elettrico
di potenza pari o inferiore a 22 kW, esclusi i dispositivi di potenza
pari o inferiore a 3,7 kW, che sono installati in abitazioni  private
o il cui scopo principale non e' ricaricare veicoli elettrici, e  che
non sono accessibili al pubblico. Il punto  di  ricarica  di  potenza
standard e' dettagliato nelle seguenti tipologie: 
      1) lenta = pari o inferiore a 7,4 kW; 
      2) accelerata = superiore a 7,4 kW e pari o inferiore a 22 kW;

e) punto di ricarica di potenza elevata: un punto di ricarica che consente il trasferimento 
di elettricita' a un veicolo elettrico di potenza superiore a 22 kW. Il punto di ricarica 
di potenza elevata e' dettagliato nelle seguenti tipologie: 1) veloce: superiore a 22 kW e 
pari o inferiore a 50 kW; 2) ultra-veloce: superiore a 50 kW;

 

Quindi riassumendo:

  • Standard:
    • Lenta: <= 7.4 kW
    • Accelerata: 7.4 kW < P <= 22 kW
  • Elevata:
    • Veloce: 22 kW < P <= 50 kW
    • Ultra-Veloce: P > 50 kW

Sfortunatamente, le due leggi non sono state “cortocircuitate” tra loro, quindi nulla vieta che tutte le 60.000 colonnine che saranno installate siano da 3 kW piuttosto che da 50 kW o 350 kW…

Una colonnina permette di ricaricare in 10 minuti una quantità di km pari all’incirca alla sua potenza: 3 km se la colonnina è da 3 kW, 50 km se la colonnina è da 50 kW.

Nel 2016 i benzinai in italia erano circa 14.000, nel 2017 circa 20.000.

 

 

 

 

Confronto densità di colonnine di ricarica e densità distributori di benzina

4 Mag

Grazie ai dati resi disponibili da Chargemap è possibile fare un confronto tra la distribuzione di colonnine di ricarica e di benzinai sul territorio italiano:


benzinai e colonnine

Le mappe sono prese da questo sito.

La “sovrapponibilità” è evidente, benchè ancora il numero di colonnine sia molto inferiore a quello dei benzinai: 5000 contro 20.000.

C’è però anche da considerare la potenza delle colonnine: quelle da 3 kW non consentono grandi spostamenti, dal momento che permettono di ricaricare 3 km in 10 minuti, per cui sono utili solo per spostarsi localmente, per brevi viaggi (portare i figli a scuola, andare a fare la spesa, al cinema, al lavoro… e tutte le altre attività che occupano il 90% della settimana).

Per i  viaggi nazionali ovviamente non è pensabile ricaricare solo 3 km in 10 minuti (che vorrebbe dire 300 km in 1000 minuti, cioè in 17 ore), servono ovviamente colonnine molto più veloci; esistono da 50 kW, da 150 kW, e al momento in pochissimi casi in Italia da 350 kW (al momento una sola attiva, all’outlet Validichiana, e una in costruzione, entrambe di Ionity).

Con 50 kW si ricaricano 50 km in 10 minuti e 200 km in 40 minuti;

con 150 kW si ricaricano 150 km in 10 minuti e 300 km in 20 minuti;

con 350 kW si ricaricano 350 km in 10 minuti.

Regola mnemnonica: per ogni kW di potenza si ricarica 1 km in 10 minuti

Quest’immagine mostra la distribuzione aggregata per livello di potenza:

Qui si possono trovare dettagli sui vari fornitori di servizi di ricarica:

https://autoguida.wordpress.com/2019/02/16/mappe-colonnine-di-ricarica/

Mappe colonnine di ricarica

16 Feb

Le colonnine ricarica si stanno ormai diffondendo a macchia d’olio in tutta Italia, al punto che è diventato perfino difficile tenere il conto di quanti operatori e di quante colonnine sono.

Ecco lo stato delle mappe di vari fornitori a febbraio 2019:

mappe 2019 colonnine ricarica

(clicca l’immagine per ingrandire)

Se si possa ricaricare o no l’auto da una colonnina il cui operatore è diverso da quello di cui si possiede la tessera magnetica, dipende da una cosa che si chiama “roaming” o “interoperabilità“, ma purtroppo al momento non esiste un sito ufficiale che elenchi i rapporti di interoperabilità esistenti  tra i vari operatori, quindi per ora bisogna affidarsi alla buona volontà di qualche “pioniere elettrico”:

Qui un po’ di tariffehttps://docs.google.com/spreadsheets/d/1MQ_ML-vTZGnmJpc10QnSnKP42wsX1497yv5Xo2i2PrY/edit#gid=243067957

Questo l’elenco dei link dove trovare le suddette mappe, ordinate per quantità di colonnine al febbrario 2019, come nella figura:

  1. ENELX: https://www.enelx.com/it/en/electric-mobility/charging-stations-map
  2. HERA: https://mobility.gruppohera.it/home
  3. NEXTCHARGE: https://goelectricstations.it/colonnine-elettriche.html?lang=it
  4. REPOWER: https://energiachetiserve.repower.com/ricarica101/
  5. EVWAY: https://platform.evway.net/it/map
  6. DUFERCO: https://mobility.dufercoenergia.com/
  7. ALPERIA: https://www.alperia.eu/la-mia-casa/smart-mobility/punti-di-ricarica.html
  8. A2Ahttps://www.e-moving.it/home/cms/emv/rete-di-ricarica/
  9. DOLOMITIENERGIA: https://www.dolomitienergia.it/content/mobilita-elettrica
  10. IONITY: https://ionity.eu/en/where-and-how.html

UPDATE 17/2/2019: Ecoesco: http://www.ecoesco.eu/index.php/Roadmaps/roadmap

Ed ecco anche le mappe fornite dai rivenditori di auto elettriche; la maggior parte delle colonnine non sono fornite/gestite da loro, ma solo riportate nei loro siti… chiaramente per attirare clienti:

Da notare la poverissima mappa di Ionity… destinata però a diventare molto interessante: non solo è entrata in società con EnelX, che già dispone di colonnine su tutto il territorio nazionale, ma ha intenzione di installare inizialmente colonnine da 150 kW, per poi passare a quelle da 350 kW, che consentiranno di ricaricare 350km in 10 minuti; questa un’immagine presentata qualche mese fa:

Per avere un’idea, senza dover fare i calcoli, di quanti km si possono ricaricare in un certo tempo usando una ricarica con una certa potenza, basta fare riferimento a questo specchietto, valido per le auto. Per le istruzioni d’uso, e per specchietti per minicar, moto e scooter, vedere pagina apposita; in generale, comunque, basta ricordare che, nel caso di un’auto, per ogni kW di potenza si ricarica 1 km ogni 10 minuti; cioè a 11 kW si ricaricano 11 km in 10 minuti, a 50 kW si ricaricano 50 km in 10 minuti, e così via. (considerando consumi di 0.150 kWh/km)

specchietto per calcolo tempi di ricarica

specchietto per calcolo tempi di ricarica

 

Evoluzione del numero di colonnine di ricarica in Italia

7 Dic

Circa un mese fa ho iniziato a registrare il numero di colonnine in Italia censite su openchargemap. Questo è il grafico risultante:

Si tratta di circa 160 nuove colonnine in un mese, 40 a settimana.

I dati grezzi sono qui:

http://programmi.000webhostapp.com/colonnine/storico-colonnine.txt

All’inizio il file è un po’ pasticciato perchè ero indeciso sul formato da usare, e ora da qualche settimana il server è bloccato: continua a registrare i dati, ma non mi permette di modificare ne il logger nè i dati, mah. Anche registrare un dato ogni ora – che significa scaricare ogni ora i 15 MB di database – non è nè necessario nè l’ideale, ma non riesco a correggere il codice, speriamo che non mi bannino per eccessivo uso di risorse!

Nel frattempo mi è venuto in mente che probabilmente è anche possibile ricostruire lo storico anche del periodo precedente all’inizio della mia registrazione, perchè associata ad ogni colonnina dovrebbe esserci la data di inserimento nel DB. Certo non sarà precisissima, ma meglio di niente, giusto per capire quand’è che siamo passati da 1000 a 2000 a 3000 colonnine.

 

 

Mappa raggiungibilità elettrica italiana

15 Set

Il sito ChargeMap mette a disposizione dati “open” su tutte le colonnine presenti sul territorio italiano.

Tramite le API di Google Maps ho realizzato questa mappa interattiva che permette di avere un’idea “visuale” di quanto è facile o difficile spostarsi elettricamente in Italia a seconda della zona.

 

La mappa è stata calcolata considerando una ricarica di 10 minuti a 22 kW: più è intenso è il verde, maggiore è il numero di colonnine presenti nella zona, il che significa che è meno probabile restare a piedi se se ne dovesse trovare una guasta o occupata.

Stessa mappa, ma per auto ricaricabili a 43 kW:

I cerchi con il bordo sono le colonnine ultraveloci da 120 kW.

E’ anche possibile creare una mappa che mostri solo le colonnine di una determinata potenza; ad esempio, per mostrare solo le Fast da 120 kW, basta impostare la potenza minima a 100 kW invece che a zero, ottenendo una “mappa di copertura per le lunghe distanze”:

Fare lunghi viaggi nel Nord dell’Italia senza restare a piedi è relativamente facile, mentre al Sud è ancora un po’ “pionieristico”, bisogna sempre considerare la possibilità che in una sosta si sia costretti a ricaricare a 43 o 22 invece che a 120. In ogni caso, al momento non esistono ancora auto in grado di ricaricare a 120 kW e, quel che è peggio, talvolta i dati si riferiscono alla potenza dell’intera colonnina… non della singola presa: quindi 90 kW potrebbe voler dire “due prese da 43 kW”.

Qui una tabella con le potenze di ricarica delle varie auto.

Considerando un consumo tipico di 0.150 kWh/km, le autonomie ricaricabili alle varie potenze di ricarica sono:

potenza kW Km ricaricabili in 10 minuti
2,3 3
3,7 5
7,4 10
11 15
22 31
43 60

Le varie potenze di ricarica sono così suddivise:

  • 2.3 kW (Monofase, 10A) (ricarica casalinga tipica)
  • 3.7 kW (Monofase, 16A)
  • 7.4 kW (Monofase, 32A)
  • 11 kW (Trifase, 16A)
  • 22 kW (Trifase, 32A)
  • 43 kW (Trifase, 63A)

 

Per potenze superiori serve la ricarica in corrente continua (DC), che si serve di speciali connettori CHADEMO oppure CCS2:

 

 

Guida all’auto elettrica in italiano: 

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/80064/guida-allauto-elettrica/

 

Origini e storia della Settimana Europea della Mobilità (e della mobilità elettrica romana)

2 Ago

In Europa

  • Nel 1994, alla Conferenza Internazionale sulle Città Accessibili organizzata a Toledo, in Spagna, per la prima volta l’attivista-ambientalista Eric Britton propose  l’idea della “giornata senz’auto“, o quantomeno “giornata con meno auto tramite carpooling e carsharing” (all’epoca se non potevi girare in auto a benzina… giravi a piedi! Non c’erano alternative elettriche valide, solo scassoni al piombo).
  • Nel 1995 Islanda, Inghilterra e Francia organizzano la prima giornata nazionale senz’auto. Nello stesso anno viene creato il World Car Free Days Consortium (“Consorzio mondiale giornate senz’auto”, sito non più attivo dal 2013) .
  • Nel 1997 l’Inghilterra avvio la prima campagna nazionale in tal senso.
  • Nel 1998 la Francia lanciò la campagna  In town, without my car! (“In città senz’auto!”)
  • 2000:
    • La Commissione Europea stabilisce ufficialmente che il 22 settembre di ogni anno è la giornata nazionale senz’auto per i Paesi europei.
    • Nasce la Settimana Europea della Mobilità, come estensione della campagna di sensibilizzazione ambientale nata come “giornata senz’auto”; non potendo ovviamente promuovere sensatamente un’intera settimana senz’auto,  la SEM promuoveva vari metodi alternativi all’utilizzo dell’auto: utilizzarLA di meno(scegliendo piedi, bici o mezzi pubblici), utilizzarNE di meno (aggregandosi “spazialmente” in carpooling o “temporalmente” in carsharing).
    • Viene creata la Giornata Mondiale Senz’Auto (World Carfree Day)

In Italia

Negli anni 2000 inizia l’ “invasione” di scooter elettrici in Italia: Piaggio Zip, Peugeot Scoot’elec, Oxygen Lepton, Malaguti Ciak, Italvel Day, come racconta un articolo di 16 anni fa di Fabio Galati su Repubblica.

A Roma

Risalgono agli anni  2000 anche le prime colonnine di ricarica, a Roma gestite da ATAC e “inizialmente” ad utilizzo gratuito… e così rimaste fin verso il 2016, quando Enel ha “fiutato l’affare elettrico” e iniziato “finalmente” a farsi pagare la corrente… arrivando all’astronomica cifra di mezzo euro a kWh nel 2018!

Nel 2002 con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 681/2002 il Comune di Roma varava i primi incentivi per l’acquisto di bici elettriche e scooter elettrici(*).

Il 22 settembre 2002 è stato inaugurato dal Sindaco il primo lotto di stazioni di ricarica sul territorio cittadino.
Sono in corso di elaborazione i progetti relativamente ai siti del secondo lotto:

  • P.zza Verdi
  • P.zza Annibaliano
  • V.le Eritrea
  • Via Appia Nuova
  • P.zza Re di Roma
  • P.zza Mastai
  • Via Ostiense – fronte Università Roma Tre

 

Nel 2003 il Comune di Roma riportava (**):

A completamento delle attività di promozione e diffusione dei veicoli elettrici, il Comune di Roma ha avviato la realizzazione sul territorio urbano di una rete di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, il cui primo Lotto di interventi, consistente in quattro stazioni per complessivi 48 punti di ricarica, è già stato attivato ed il secondo Lotto per ulteriori sei stazioni è in via di attivazione.

Curiosità: nel 2003 il Comune di Roma diceva anche:

Sempre nel corso del 2003 è stato avviato il progetto del corridoio della mobilità su via Tiburtina, nel tratto da Rebibbia ai confini comunali. Il progetto prevede l’allargamento della strada con l’inserimento di una carreggiata ad uso esclusivo del trasporto pubblico. La realizzazione dell’infrastruttura prevede anche la predisposizione degli apparati per un futuro attrezzaggio di mezzi a trazione elettrica. Nel corso del 2004 saranno avviati i lavori.

Al 2018 i lavori devono ancora terminare e non stanno messi bene…

 

Nel 2005(***):

La “promozione di diffusione e di uso dei veicoli elettrici”, si è sviluppata – anzitutto – sulle seguenti iniziative:

  • l’incentivazione all’acquisto di ciclomotori elettrici
  • la costituzione di una flotta di ciclomotori elettrici di proprietà comunale. Circa 400 veicoli furono acquistati nel 2000 con fondi giubilari […]  (il servizio era disponibile presso i parcheggi di scambio di piazzale dei Partigiani e Villa Borghese).
  • la realizzazione di una rete di ricarica pubblica per veicoli elettrici. Attualmente sono attive 4 stazioni ( Piazza Cola di Rienzo, Piazzale Aldo Moro, Viale Europa e via dei Pontefici) ed è previsto nel corso del 2005 l’avvio della realizzazione di ulteriori otto stazioni.

Ecco alcune rare foto delle antiche colonnine di ricarica ACEA un tempo situate nel parcheggio sotterraneo di Villa Borghese (foto del 2012):

Foto di modelli successivi di colonnine: non più ACEA ma ATAC, non più trifase (presa rossa) ma monofase (blu), non più presa industriale ma presa specifica SCAME LIBERA per mezzi elettrici.

I Raduni Elettrici Romani

Il 20 giugno 2010  l’Associazione Nazionale Veicoli Elettrici organizzava il primo Raduno Elettrico Romano (anche se ancora non aveva questo nome: era un raduno di Vectrix, ed esisteva solo il Vectrix VX-1).

Il 27 febbraio del 2011 l’Associazione Nazionale Veicoli Elettrici organizzava il… secondoprimo” Raduno Elettrico Romano. 🙂

La vera attività del mai-ufficializzato Gruppo Raduno Elettrico Romano inizia proprio nel 2011, in “trasferta provinciale” a Colleverde di Guidonia. Inizialmente il coordinamento avviene tramite forum, poi Facebook inizia a dilagare e nel 2014 nasce la pagina Facebook ufficiale.

Nel 2012 esce la prima edizione della prima, e forse ancora unica, guida completa in italiano ai mezzi elettrici, nel 2018 arrivata alla settima edizione.

Il 13 marzo 2016 ecco un terzo… “primo raduno” elettrico a Roma 🙂 , per l’occasione chiamato “flash mob” , a cui seguiranno negli anni successivi altri raduni.

Nel 2018 arriva a roma il Campionato Mondiale di Formula E, corsa automobilistica riservata alle auto elettriche; iniziativa inventata così presto… che ancora le auto dovevano essere CAMBIATE (piuttosto che ricaricate) a metà gara, a causa della scarsa capacità delle batterie! Solo dal 2019 correranno per la prima volta auto in grado di completare l’intera competizione con una sola batteria (e senza cambiare la lunghezza del percorso).


(**)  Misure per la prevenzione e riduzione delle emissioni inquinanti – Provvedimenti attuati dai dipartimenti X e VII

Documento elaborato da Eugenio donato, Gianfranco taccari, Roberto gabriele, Teresa scelta, Donatella Donati

(***) Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) di ROMA – AGGIORNAMENTO  2005

L’evoluzione elettrica di Marchionne e della FIAT/FCA

9 Giu

L’evoluzione di Sergio Marchionne e della ex-FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino), oggi FCA (FIAT-Chrysler Autmobiles):

Era rimasto solo lui: già dal 2015 la rivoluzione elettrica era nell’aria, e altri produttori avevano iniziato a intuirlo!

Narra la leggenda che fu la FIAT, negli anni ’60, a fare pressioni sul governo affinchè costruisse l’autostrada del sole, per poter vendere (ancora) più automobili agli italiani del boom economico, periodo in cui nel giro diun decennio i salari erano aumentati del 142% e tutti volevano “farsi la macchina”; ma se per andare da Roma a Milano bisognava passare per tutti i paesini dell’appennino e mettere in conto 15 ore di viaggio e 4 soste per sgranchirsi le gambe, la macchina chi se la sarebbe mai comprata?!?

15 ore e 4 soste sono più o meno il tempo che ci vuole OGGI, nel 2018, per andare da Roma a Milano facendo l’autostrada del sole… ma in auto elettrica, perchè non ci sono colonnine di ricarica in autostrada (anche se fuori, vicino ai caselli, ne hanno recentemente installata una ogni 60 km), e a velocità autostradale non ci sono auto in grado di percorrere più di 150 km con una ricarica.

Vediamo se la storia si ripete!

Roma-Milano in autostrada sono distanti 670 km e 5-6 ore con un’auto a benzina.

 

 

 

 

 

 

Finalmente l’Italia elettrica! Ecco le colonnine veloci in autostrada

29 Set

EvaPlus (Eva+) annuncia di aver installato colonnine di ricarica sulla A1(*) Roma Milano ogni 60 km, per permettere a chiunque, anche con un’auto elettrica “modesta”, di percorrere in tranquillità i 570 km che separano le due città, anche magari con un’auto con soli 100 km di autonomia: basta che abbia una presa per carica veloce a 50 kW, che ricarica 333 km in un’ora, cioè 100 km in 20 minuti, e 120 km (la distanza fra tre stazioni di ricarica) in 21 minuti.

Significa che adesso è possibile raggiungere Milano da Roma in elettrico anche con la piccola Citroen Czero (o Peugeot i0n o Mitsubishi iMiev), che ha una batteria da 16 kWh e un consumo di .130 kWh/km, ossia un’autonomia teorica di 123 km.

In realtà in autostrada i consumi sono un po’ più alti, visto che per muoversi a 130 all’ora la CZero necessita probabilmente di 27 kW costanti, che svuotano la batteria in 0,55 ore (lasciando almeno 1 kWh di margine…), tempo durante il qule la Czero a 130 km/h percorrerebbe 72 km, quindi giusto la distanza utile per raggiungere la stazione successiva.

Questo significa che occorreranno 8 pit-stop di ricarica per percorrere i 570 km; se la Czero può ricaricare a 50 kW (da verificare), può fare il pieno di 16 kWh in 32 minuti, quindi un totale di circa 4 ore di rifornimento, a cui aggiungere 5 ore e 40 di viaggio.

Certo non è il massimo metterci il doppio del normale per andare da Roma a Milano, ma ovviamente questo è solo un calcolo dimostrativo: di certo uno non va a fare un viaggio 600 km con una macchinina da città con quattro posti! Però, tecnicamente, adesso è possibile, prima non era neanche ipotizzabile o sognabile; ma, cosa realmente importante, adesso lungo una fascia intorno alla A1 è possibile fare “gite fuori porta” con la propria utilitaria elettrica, con la certezza di avere una colonnina di ricarica veloce nel raggio di 60 km, e non è poco!

(*) Per l’esattezza non DENTRO l’autostrada, ma fuori, accanto ai caselli, così non c’è bisogno di entrare in autostrada per utilizzarle.

 

 

Usare l’auto elettrica per lunghi tragitti (oltre 300 km)

13 Apr

Già 10 produttori hanno annunciato che tra il 2017 e il 2018 immetterenno sul mercato auto elettriche con almeno 300 km di autonomia:

  1. Opel Bolt – 2018 – 320km
  2. Renault Zoe – 2017 – 300-320 km
  3. Nissan Leaf – 2017 – 340 km
  4. Tesla 3 – 2017 – 320 km
  5. Mercedes classe B – 2017 – 500km
  6. Audi e-tron – 2018 – 500km
  7. Volksvagen Golf-e – 2018 – 300 km
  8. Mitsubishi Ex – 2020 – 400 km
  9. Porsche – 400km
  10. BMW i3 2017 – 2017 – 290km

Già più di 300.000 persone hanno anticipato 1000 euro alla Tesla per garantirsi una Tesla 3 appena uscirà.

300 km sono finalmente un’autonomia ragionevole; ma come siamo messi per viaggi VERAMENTE lunghi? L’Italia è lunga 1000 km… Ci sono colonnine di ricarica adatte & sufficienti per un’ “escursione totale” da Palermo ad Aosta?

Ho trovato tante mappe di colonnine, ma questa sembra la più interessante, perchè permette di visualizzare anche solo le colonnine “super”, cioè dotate di connettori Chademo o ComboCCS per ricariche fino a 100 kW:

https://www.goelectricstations.it/map-charging-stations.html?lang=it

Il sito è in grado anche di calcolare quali sono le colonnine più vicine al nostro percorso!

Purtroppo, in Italia le cose non vanno bene: al momento c’è UNA sola colonnina “superfast” a Pomezia (RM); tutte le altre arrivano al massimo a 43 kW, ma più spesso solo a 22 kW.

Queste le tabelle dei tempi per “riempire” un’auto da 300 km di autonomia (probabilmente con batterie da 45 kWh):

  • 22 kw – 2 ore
  • 43 kW – 1 ora
  • 100 kW –  25 minuti

O, detta in altro modo:

  • 22 kw – 146 km di autonomia ricaricati in un’ora
  • 43 kW – 286 km
  • 100 kW –  667 km

Come si vede dalla mappa, all’estero sono mooolto più fortunati. Speriamo bene per il futuro!