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Greengo/Zhidou/Xindayang Icaro ex-carsharing Sharengo in dismissione: come riconoscere il modello

4 Giu

Vedi anche articolo su motivazione e data di dismissione dei veicoli.


Come riconoscere il modello di auto dal numero di telaio: https://www.wikihow.it/Controllare-le-Specifiche-Tecniche-di-un%27Auto-Tramite-il-Numero-di-Telaio

Esempio di numero di telaio:
LJU70W1Z4HG400059
L.JU.70W1Z4.H.G400059

L’interpretazione del numero di telaio è un po’ ambigua perchè pare che ogni Paese faccia un po’ a modo suo; più o meno potrebbe essere così:

L: il primo carattere indica il paese di origine (L=Cina)
JU: il secondo e il terzo identificano il costruttore.
Tutti e tre insieme formano il WMI – World Manufacturer Identifier

70W1Z4: da 4 a 9: [b]modello, il tipo e la piattaforma[/b] del veicolo (il 9° carattere è di controllo) – VDS – Vehicle Descriptor Section

H: il 10° carattere indica l’anno di costruzione del modello. Dovrebbe essere F=2015, G=2016 e H=2017.

G400059: ultimi 7 caratteri. Questa stringa è univoca poiché è identificativa dell’autoveicolo
Insieme: VIS – Vehicle Indicator Section

Ho esaminato i dati disponibili online: il 97% delle auto ha come sigla di modello “70W1Z”… che però non so quale sia (D1, D2, D2S,…). Le altre hanno codici sbagliati o mancanti.
Per quanto riguarda l’anno di immatricolazione, che è quello che conta per chi è interessato all’acquisto di una carsharing in dismissione (la dismissione è obbligatoria dopo 4 anni), se il 10° carattere del telaio è usato correttamente, secondo i miei calcoli i conteggi delle auto per anno di immatricolazione sarebbero:

  • 2015: 268
  • 2016: 246
  • 2017: 105

Per quanto riguarda i chilometraggi, escludendo alcuni esemplari con numeri a vanvera come 3291446 o 999999, i conteggi sono i seguenti:

  • 2015: da 400 a 20.000
  • 2016: da 1.200 a 15.000
  • 2017: da 300 a 24.000

Per il momento non so suddividere i conteggi tra Roma, Milano, Modena e Firenze perchè devo perfezionare lo script di estrazione dati.

Nel 2017 sono uscite sul mercato le ZD-D2, mentre prima c’erano A1 (2013) , A1+, H1 e D1 (2014).

Le ultime 6 cifre del telaio sono il numero seriale dei mezzi, e vedo che tutti i mezzi del 2017 hanno “40 anzichè “00” come cifre iniziali, quindi mi verrebbe di pensare che tutte quelle immatricolate nel 2017 sono proprio le ZD-D2, da 15kW continui e 30 di picco anzichè 9 continui e 18 di picco delle D1.
Di A1 da 6 kW mi pare che non ce ne siano: nell’elenco ci sono solo mezzi con numero di telaio completamente diverso da quello della mia A1.

I dati che mi risultano per l’immissione sul mercato dei vari modelli di Icaro sono:

2012: presentata al motorshow di Bologna (ZD-A1?)
2013: ZD-H1
2014/2015: ZD-D1
2017: ZD-D2
2018: ZD-D3

confronto modelli greengo icaro

Minicar elettriche Greengo Icaro usate in vendita a basso costo?

5 Apr

Può darsi.
Nel 2014 il Comune di Roma pubblicava un bando per il carsharing; condizione per esercitare era che le vetture fossero obbligatoriamente dismesse dopo 4 anni o 100.000 km, per sostituirle con altre più moderne:
https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/avviso_carsharing.pdf

Questo articolo dice che Sharengo ha iniziato l’attività a roma a febbraio 2016:
https://www.trasporti-italia.com/citta/car-sharing-arrivano-anche-a-roma-le-equomobili-di-share-ngo/24539

Quest’altro del 2016 dice che da ottobre il parco macchine sharen’go di Roma sarà di 400 vetture: http://sharengo.welldev.ro/wp-content/uploads/2016/10/CS-Sharengo-Roma-19set16.pdf

Questo significa che:

  • probabilmente Sharengo già da febbraio 2020 dovrà dismettere “un certo numero” di altri mezzi; non so con quanti avesse iniziato, ma il bando del Comune di Roma richiedeva che fossero almeno 50. Ma il fatto che le attività siano iniziate nel 2016 non significa che le auto siano state immatricolate nel 2016: le prime Icaro sono arrivate in Italia nel 2012.
  •  sicuramente da ottobre 2020 Sharengo dovrà dismettere 400 Icaro del 2016, e nel 2017 è stata creata la D2, quindi saranno in dismissione modelli A1, A1+ e D1.

In altre parti d’Italia però Sharengo ha iniziato le attività prima o dopo: Modena (maggio 2017), Firenze (ottobre 2015), Livorno (novembre 2015), Milano (giugno 2015),… Solo che ogni comune fa testo a sè: non essendoci leggi dello Stato, è il comune a decidere se e quando la ditta di carsharing deve dismettere le auto.
Il bando di Firenze è praticamente una fotocopia di quello di Roma: anche qui vale il rinnovo obbligatorio dopo 4 anni: https://www1.comune.fi.it/materiali/bandi/avvisi_2016/20160616_2016_avviso.pdf

I modelli di Icaro esistenti sono molti; qui qualche indicazione su come riconoscerli, e qui le caratteristiche.

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Riepilogo

Comuni di attività di Sharengo

Milano (4 anni da 15 giugno 2015) (180 mezzi – max 18.000 km):

 

Firenze (4 anni da ottobre 2015) (20 mezzi – max 13.000 km):

 

Roma (4 anni dal 2016) (200 mezzi – max 26.000 km):

 

Modena (4 anni da maggio 2017) (10 mezzi – max 20.000 km):

 

Altri comuni

Livorno:

 

Bologna:

 

Torino:

Nuovo servizio di carsharing a Roma e Milano; anzi, TwizySharing!

5 Lug

Bruciati sul tempo i vari servizi di carsharing elettrico già esistenti in Italia, presentati un mese fa a Roma come se fossero prossimi ad arrivare nella capitale, Twizy2go si inserisce nel panorama romano del carsharing, che al momento vede già attivi Car2Go, EnJoy e Romacarsharing, di cui però solo l’ultimo è dotato di auto elettriche.

I prezzi lasciano un po’ perplessi: 75 euro per noleggiare una monoposto (vabbè, due posti) elettrica con 60 km di autonomia, quando probabilmente per meno si può avere un’auto a 4 posti  a benzina… Ma vabbè, probabilmente è per coprire i costi di avvio, ed ogni mezzo elettrico in più in giro per Roma è una nuvola di smog in meno che entra nei polmoni…

I punti di prelievo/rilascio sono vicino a Piazza Barberini e in Via Cavour.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Ekò Green Mobility, meglio nota come Ekoroma, che le Twizy le vende anche, insieme alle Estrima Birò, Tazzari Zero e GreeenGo Icar0, e chissà che quindi prima o dopo non offrano a noleggio anche questi altri mezzi. Sul sito partner http://www.veicolielettriciroma.it/ suggeriscono anche la possibilità di noleggiare la “Mia”, strana auto elettrica francese a 3 posti, salvo poi non trovarla tra quelle disponibili a Roma, ma viene da pensare che lo sarà presto: un’occasione interessante per provare per qualche ora questa introvabile macchinina elettrica, che a comprarla costerebbe sui 20.000 euro.

Purtroppo il sito twizy2go è stato tirato su, a quanto pare, un po’ alla bell’e meglio, per cui, ad esempio, anche se è un sito italiano è scritto meglio in in inglese che in italiano…

Riguardo a noi

Twizy2Go è un nuovo servizio offerto e gestito da Ekò verde Mobility che consente di noleggiare un Twizy per ogni uso:. Work, intrattenimento, visite turistiche ecc Attraverso la nostra rete si può prendere la Twizy in uno dei nostri parcheggi e rilasciarlo fuori al punto più vicino a voi.

About Us
“Twizy2Go is a new service offered and operated by Ekò Green Mobility that allows you to rent a Twizy for each use: Work, Entertainment, Tourist Visits etc.. Through our network you can take your Twizy in one of our parking lots, and drop it off at the point nearest you.”

Anche la pagina di noleggio è un po’ strampalata, indicando che sono disponibili sia Twizy con cambio manuale che automatico… Peccato che la Twizy il cambio non ce l’abbia proprio!
Vabbè, problemi di gioventù, l’importante è iniziare.
Spero che mettano presto a noleggio tutte le altre minicar, sia perchè è ora che la gente sappia che esistono (a Roma ci potrebbe essere un boom di vendite, se la gente le conoscesse!)… sia perchè le voglio provare tutte per 24 ore! 🙂

 

 

Citytech 2014: niente auto elettriche per privati

11 Giu

Mercoledì 11 giugno al CityTech era previsto un worksop intitolato “Storie di succeso: bike/car sharing, mobilità elettrica, TPL, pedonalità, ciclabilità, ITS“; sfortunatamente c’era una sorta di “refuso” nel titolo; e non parlo della “S” in meno: mi riferisco al fatto che nessuno ha parlato di mobilità elettrica! O quantomeno, di mobilità elettrica privata: l’unico mezzo elettrico di cui si è parlato è stato l’autobus Bombardier/Primove a ricarica induttiva; poi si è parlato di metropolitane, biciclette, e carsharing, carsharing, carsharing… Quest’anno impazza il carsharing! Sta iniziando a gonfiarsi una bolla tipo quella delle sigarette elettroniche, scoppiata dopo pochi mesi quando qualche genio ha deciso che il vapore che esce dalle sigarette “finte” è tossico come il fumo che esce da quelle vere…

Se però non uscirà fuori qualche genio delle amministrazioni che troverà una legge per dire che il carsharing fa male (ma ci stanno già lavorando: dicono che il carsharing fa male all’economia, perchè fa vendere meno automobili), il carsharing potrebbe rivelarsi una buona soluzione per ridurre il traffico nelle città.

Si vabbè, ma le auto elettriche? Il carsharing cittadino è semplicemente perfetto per le auto elettriche: si fa in città, quindi non ci sono problemi di autonomia, e ti libera dal problema di spendere 30.000 o 40.000 euro per comprare un’auto elettrica.

E invece cosa succede a Roma? Eccoti che, dopo l’introduzione dell’elettrica Citroen C-Zero nel servizio RomaCarSharing, arrivano altri due servizi di carsharing…. che propongono solo auto a benzina! Colmo della beffa, uno dei due, EnJoy, è di proprietà dell’ENI, ditta notoriamente poco interessata a NON vendere benzina, per cui non solo fornisce solo auto a benzina: il servizio si basa su Fiat 500… che in America esiste in versione elettrica, ma in Italia no!

L’altro servizio è invece Car2Go, basato sulle Smart… tutte rigorosamente a benzina.

Ma insomma queste auto elettriche? Queste storie di successo? A parte il tizio che ha messo su un gruppo di acquisto per auto ibride, nessuna traccia di opere passate o piani per il futuro per quanto riguarda la mobilità elettrica per privati. Non parliamo poi di scooter elettrici: quelli continuano a non esistere, quello su cui viaggio io da 3 anni è frutto della mia immaginazione.

Ma veniamo alle auto elettriche esposte:

IMG_20140611_110903

Questo è tutto.

Niente di nuovo, le solite Renault: Zoe, Twizy e Kangoo. La Fluence è ormai fuori produzione. Sul lato opposto del piazzale c’era una smart elettrica, per la prima volta in livrea “standard”, anzichè in bianco e verde.

Però qualcosa di interessante c’era, a guardar bene:

IMG_20140611_091613

 

Le scritte parlano di un progetto sperimentale di carsharing elettrico della Renault a Napoli, Ci.Ro., acronimo di City Roaming, servizio attualmente in prova partito lo scorso febbraio. Speriamo che decidano di importarlo anche a Roma! Purtroppo però al momento non trovo sul sito nessuna info sui prezzi praticati.

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In quest’altra foto si può vedere un altro servizio di carsharing, denominato EQSharing ed attivo a Milano. Si basa su veicoli leggeri, come la Renault Twizy, l’Estrima Birò e la terribile Ducati Freeduck, il mezzo elettrico più brutto e imbarazzante, anche nel nome, che la storia dell’auto elettrica ricordi…:

freeduck

 

Non che questo mezzo faccia bene all’immagine che il pubblico si fa dei mezzi elettrici… Ma tant’è, almeno è roba elettrica.

Di EQSharing si sanno le tariffe: 30 euro di abbonamento annuale, 10 euro per il settimanale, e 0,13 euro di costo orario per le prime 3 ore, poi è gratis (??). Interessante la trasparenza dei prezzi di penale, che invece RomaCarSharing tiene così ben nascosti che è impossibile trovarli sul sito se non si è iscritti, e una volta iscritti li si trova non nel contratto, ma nel manuale d’uso… Interessante anche che, a differenza di RomaCarSharing, il contratto non implichi il tacito rinnovo annuale:

La validità del contratto termina alla data di scadenza. Puoi rinnovarlo in autonomia tramite la tua pagina personale quando scade, utilizzando la funzione di pagamento del nuovo canone e di attivazione.

Con RomaCarSharing basta invece dimenticare di recedere dal contratto due mesi prima della scadenza per vedersi addebitati automaticamente 100 euro.

La Renault Twizy è stata scelta anche dal servizio di carsharing www.bee.it , sempre a Napoli, partito appena due mesi fa, ad aprile 2014. Le tariffe: 30 euro annuali o 10 settimanali, 0,15 euro la prima ora, 0,20 la seconda, 0,25 la terza, e poi oltre c’è l’opzione flex, con cui si può  tenere il mezzo, previa prenotazione, tutto il giorno ma pagando solo 3 ore di utilizzo.

Considerando che il carsharing elettrico è presente a Milano e Napoli, c’è da chiedersi se a qualcuno verrà voglia di portarlo anche a Roma, con tariffe e metodi più trasparenti del truffaldino RomaCaSharing…


Altro progetto  interessante segnalato in Citytech era il progetto EFRUD (Emission-Free Refigerated Urban Distribution), avente lo scopo di ridurre l’inquinamento dovuto al trasporto di merci deperibili nelle città: queste merci richiedono infatti l’utilizzo di furgoni-frigorifero, che consumano molto più dei normali veicoli, con un equivalente di quasi 17L/100km (6 km/L), con ovvi impatti sulle emissioni (430 g CO2/km, contro i 130 di un’auto). I mezzi del progetto EFRUD consumano e inquinano il 25% in meno  (12 L/100 km, 8 km/L, 323 g Co2/km) dei mezzi refrigerati tradizionali, e in taluni casi risultano essere persino più economici. Almeno questo servizio è già attivo a Roma, da settembre del 2013. Anche se è un po’ avvilente che in tutti i report di EFRUD confondano i Watt con i Wattora (link1, link2, link3), comunque i risultati sono interessanti.


 

Un’ultima nota interessante della visita a Citytech è stata la possibilità di scoprire come distinguere una colonnina ENEL di nuova generazione, che supporta la ricarica da due prese contemporaneamente, da una vecchia dove ne funziona solo una per volta.
Colonnnina vecchia:
 colonnina-vecchia

Colonnina nuova:

IMG_20140611_091919

Purtroppo non ho potuto vedere o ascoltare di più, perchè il convegno si svolgeva all’interno di una vera e propria serra (il semenzaio dell’aranceto di San Sisto), e potete immaginare che temperature si possano raggiungere in un edificio in cui metà delle pareti sono in cemento e metà delle pareti più il tetto sono in vetro, quando fuori ci sono i 35°C di questi giorni… quindi alle 12.00 me ne sono andato (dalle 9.00 che stavo lì e rispetto alle 18 che finiva il convegno).


(Foto qualunque presa da internet, niente a che vedere con Citytech; ma notate le vetrate… e le piante tropicali alte 3 metri che crescono all’interno dell’edificio!)