Archivio | ricarica RSS feed for this section

Pubblicato standard SAE j2954 per la ricarica wireless delle auto elettriche

9 Giu

Si chiama SAE j2954 ed è lo standard che definisce in che modo si dovranno ricaricare in futuro le auto elettriche. E’ molto importante (e insolito) che uno standard venga introdotto PRIMA che decine di produttori immettano sul mercato decine di prodotti incompatibili tra loro; è stato pubblicato a novembre 2017 (ma io l’ho scoperto solo ora…).

Avere uno standard significa poter comprare, dopodomani, in un qualunque Unieuro o Mediaworld (per dire…) una “piastra universale di ricarica wireless” da mettere in garage; a quel punto, mettere l’auto in carica o parcheggiarla, saranno la stessa cosa!

La pubblicazione di questo standard è importante quanto lo fu l’accettazione ufficiale da parte dell’unione europea del connettore “Mennekes VDE Tipo 2” come unico connettore ammesso per la ricarica di mezzi elettrici tramite corrente alternata, accettazione avvenuta il 26 marzo 2014.

 

Annunci

Nuova edizione della Guida all’auto elettrica

30 Giu
Nuova edizione!
  • Più economica (11 euro invece di 25)
  • Più condensata (150 pagine invece di 450)
  • Più utile (decine di FAQ)
  • Più semplice (niente formule e grafici, solo informazioni semplici)

In arrivo lo standard per la ricarica wireless

1 Apr

Si chiama SAE J2954 e per il momento è solo una bozza, ma dovrebbe essere pubblicato nel 2018 e definire gli standard per la ricarica wireless a 3.7 kW (WPT1), 7.4 kW (WPT2) e 11 kW (WPT3).

Lo si legge sul numero di questo mese di GhargedEVs (p.69).

La ricarica wireless eliminerà tutte le complicazioni attualmente necessarie per ricaricare un veicolo elettrico (cavi di 10 tipi diversi, complessità di inserimento delle spine,…), rendendo possibile caricare un’auto elettrica semplicemente parcheggiandola e andandosene (o restando in macchina a leggere il giornale).

 

 

 

Dove comprare cavi e spine di ricarica sfusi in europa?

27 Apr

Un cavo di ricarica completo e preassemblato costa un’enormità, qualcosa come 200-300 euro; i singoli pezzi (spine, prese e cavi) si trovano a comprare solo in cina, su alibaba o aliexpress, e una singola spina può costare anhe 200 euro!

Però ho trovato un sito europeo (inglese) che vende questo materiale:

 

Cavo a 5 fili (compatibile con ricarica monofase con controllo PWM, adatto sia per Mennekes che per Scame Libera) senza spine:

EV Charging Flex – 1P

6 sterline/metro (16 ampere/3.5 kW) o 9 sterline/metro (32 ampere7kW)
(8 euro/metro, 12 euro/metro)

 

Cavo a 7 fili per ricarica trifase (solo preassemblato con spine):

T2>T2 Cable – 3P
1,7 metri = 170 sterline (220 euro)
5 metri = 180 sterline (230 euro)

 

 

Spina Mennekes tipo 2 – maschio (da infilare nella colonnina):

Type 2 Plug
63 sterline (versione monofase), 83 sterline (versione trifase)
(81 euro, 107 euro)
Le due versioni sono identiche in tutto, tranne per le dimensioni massime del cavo che possono ospitare (18 e 25mm di diametro)

Credo che nè spine nè cavi sfusi contengano le necessarie resistenze che servono a comunicare alla colonnina che corrente supportano! Quindi bisognerà montarle da sè, tenendo presente questo schema:

link

Nota mnemonica:
Le spine MASCHIO (=coi [B]pin [/B]metallici ) si infilano nelle colonnine, e quelle FEMMINA (coi [B]buchi [/B]metallici) si infilano nelle auto… come se la corrente dovesse fluire dalle auto alle colonnine! Sembra un controsenso… ma in realtà anche le spine e prese di casa sono così: la corrente va dal muro agli elettrodomestici… ma nel muro c’è la femmina e nell’elettrodomestico il maschio. Controintuitivo ma necessario: immaginate se dai nostri muri sbucassero fuori pin che trasportano la 220!!

 

 

Altri siti europei forniscono solo cavi già assemblati… ma allora tanto vale comprare in Italia da E-station… cosa non troppo conveniente:

E-station:

 

ChargedEV:

 

EV-power:

 

Thales Italia partecipa al progetto europeo REPLICATE

23 Ott

Thales Italia, branca italiana della multinazionale Gruppo Tales, contrinuirà allo sviluppo di una rete di colonnine di ricarica per auto elettriche a Firenze, in collaborazione con oltre 30 partner pubblici e privati del territorio italiano, tra cui il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Enel Distribuzione, Telecom Italia-Tim.
Il progetto si chiama REPLICATE (REnaissance of Places with Innovative Citizenship and TEchnolgy) ed è co-finanziato dall’Unione Europea per circa 25 milioni di euro, di cui 10 solo per Firenze, città già all’avanguardia in quest’ambito, contando decine di colonnine presenti sul territorio già da molti anni. Al progetto parteciperanno anche le città di San Sebastien (Spagna) e Bristol (UK).

REPLICATE è un progetto del programma europeo “Horizon 2020”.

Pagina ufficiale (SmartSteep – Systems Thinking for Efficient Energy Planning): http://www.smartsteep.eu/

Notizia: https://www.researchitaly.it/conoscere/stampa-e-media/news/firenze-sempre-piu-smart-con-il-progetto-europeo-replicate/

 

Colonnine di ricarica “ScameMobility”: istruzioni per l’uso

5 Gen

Ho trovato il manuale di istruzioni per l’utilizzo delle colonnine di ricarica Scame Mobility, una delle quali recentemente installata presso Ikea Porta di Roma:

http://www.scame.com/doc/InstructionSheet/ZP90856-I-6.pdf

Non l’ho ancora letto, intanto lo “appoggio” qui…

In seguito aggionerò il posto con un riassunto semplificato delle istruzioni.

Ancora sulla colonnina di ricarica di Ikea Porta di Roma

5 Gen

Piccolo approfondimento dopo il post precedente.

Sono stato al servizio clienti di Ikea per fare la tessera per la colonnina. La prima commessa non sapeva niente, ma per fortuna un’altra sapeva dov’era il foglio con le spiegazioni della colonnina. Così ho scoperto che:

– per ricaricare la colonnina serve un’apposita tessera, che NON è la card Ikea Family

– la card Ikea Family è comunque necessaria (ma tanto è gratuita)

– per ricaricare, bisogna portare la carta Ikea Family (o anche Ikea Business) al Servizio Clienti; in cambio verrà consegnata la tessera che permette di effettuare la ricarica, per la quale però non viene fornito nessun supporto tecnico, bisogna già sapere come si fa

– essendo necessario l’accesso al Servizio clienti per poter ricaricare, di fatto la ricarica si può effettuare solo durante l’orario di apertura, che è 10.00-21.00.

Poichè ero lì in auto e non in scooter, e stavo andando al cine e non a cazzeggiare 😉 , non ho provato a ricaricare, quindi servirà una terza puntata.

NOTA: per fare la card Ikea Family (o Business) non serve andare al servizio clienti, basta usare da soli uno dei PC all’ingresso di Ikea per registrarsi e farsi stampare sul momento la card.

—–

Il giorno dopo passavo dalle parti di Ikea Anagnina, e mi sono fatto un giro al parcheggio tanto per curiosità, ma non ho trovato colonnine.

Nuova colonnina di ricarica a Ikea di Porta di Roma

30 Dic

image

Qualche giorno fa ScameMobility annunciava su internet l’installazione di una colonnina di ricarica presso Ikea-PortaDiRoma.
Purtroppo al momento è impossibile trovare qualunque info, sul sito di Ikea, di Porta di Roma o altro.
Quindi ho decisomdi fare un sopralluogo fotografico:

image

Come si vede, la colonnina è subito di fronte  all’uscita degli ascensori che portano al Servizio Clienti.
Le colonnine non sono ENEL, quindi non leggono la tessera ENELDRIVE:

image

La card si fa proprio al Servizio Clienti, ma chiude alle 21.00 e io sono arrivato alle 21.05 e non ho fatto in tempo, quindi non so nemmeno i costi. Non avevano nemmeno uno straccio di depliant o opuscolo da darmi.

Però ho fotografato le prese sulla colonnina: sono una Mennekes e una “SCAME Libera”; la prima, nota anche come “tipo 2”, è in uso sulle auto, la seconda su scooter e minicar.
image

image

Sopra alle prese c’è un insolito pulsante, chissà se serve per lo sblocco dello sportellino, di solito è automatico.

La prossima volta cercherò di andare prima e fare la tessera, sperando però che ci vada anche qualcuno con la macchina (io ho solo uno scooter), per verificare la potenza disponibile per la ricarica.

Che distanza posso REALMENTE coprire col mio mezzo elettrico

31 Ago

L’ “ansia da autonomia” è il problema più grosso che affligge sia chi è in dubbio se acquistare o no un mezzo elettrico, sia per chi già lo possiede e non sa bene in quali circostanze potrà usarlo.

Foruntatamente esistono un sito e un’app per cellulare che permettono di calcolare automaticamente e visivamente fino a dove si può arrivare con una autonomia di TOT km; la cosa interessante è che non si limitano a disegnare un cerchio centrato sul punto di origine, ma calcolano la “distanza stradale”, piuttosto che la distanza “in linea d’aria”.

Tramite il sito si può ad esempio ottenere questo risultato:

raggio-autonomia-tutte

 

Consideriamo il mezzo elettrico “medio”: uno scooter con batteria al litio da 40 Ah e 50 km di autonomia, e un’auto come la Citroen C-zero, che ha 100 km di autonomia.

Con 50 km di autonomia si può andare dal centro al confine dell’area da 25 km e tornare indietro senza bisogno di ricaricare la batteria, nè dello scooter nè della macchina.

Se ci si vuole spingere fino a 50 km, lo scooter avrà bisogno di una ricarica.

Per raggiungere i 100 km dal centro di Roma, anche un’auto avrà bisogno di fare rifornimento.

Normalmente per calcolare l’autonomia REALE di uno scooter con batteria al litio, a prescindere dalla potenza e peso dello stesso, basta moltiplicare gli Ah della batteria per il “numero magico” 1,2; questo numero risulta da vari calcoli effettuati su scooter con potenze diverse e tensioni di lavoro diverse (48V o 60V), e dà una sorta di “autonomia minima garantita”, ma in certi casi potrebbe essere maggiore, mentre molto difficilmente risulterà inferiore.

Nel caso invece di uno scooter equipaggiato con batteria al piombo, considerando che la resa di una batteria al piombo è il 60% dei dati di targa, anzichè moltiplicare gli Ah per 1,2 bisognerà moltiplicarli per 0,72, o, più facile da ricordare, per “meno di 3/4”; quindi, uno scooter con batteria al piombo da 40 Ah avrà un’automomia minima garantita di meno di 30 km.

Tutto ciò tenendo conto del fatto che non bisogna mai scaricare una batteria oltre l’80% della sua capacità, altrimenti si danneggia: i due numeri magici “1,2” e “3/4” tengono già in considerazione questo fatto.

Nel caso di una minicar non si può fare questa generalizzazione perchè esistono da 48, 72 e 216 Volt; bisogna allora tenere presente che il consumo medio è di 80 Wh/km, e che i Wh totali disponibili sono dati dagli Ah delle batterie moltiplicati per la tensione: una minicar a 48V avrà 4 batterie da 12V; se sono da 100Ah, avrà 4x12x100 = 4800 Wh disponibili; se le batterie sono al litio, bisogna considerare l’80% di questo valore, cioè 0.8*4800 = 3840 Wh; nel caso del piombo bisognerà considerare anche la resa del 60%, quindi i Wh utilizzabili saranno 0.8*0.6*4800 = 2300.

Quindi, nel caso del litio si avrà un’autonomia di 3840/80 = 48 km,

nel caso del piombo 2300/80=29 km.

Il consumo tipico di un’auto è invece intorno ai 150 Wh/km,  e la capienza della batteria tra 15 e 20 kWh (100-130 km)

 

Come ricaricare l’auto tramite cavo CHAdeMO (ricarica superveloce in corrente continua)

28 Ago

Alcune auto elettriche possono essere ricaricate a “super-velocità” tramite stazioni di ricarica in corrente continua (DC) anzichè corrente alternata (AC), utilizzando un sistema denominato CHADEMO, un assurdo acronimo/giocodiparole franco-giappponese che non riesco neanche a tradurre:

“CHAdeMO” is an abbreviation of “CHArge de MOve”, equivalent to “charge for moving”, and is a pun for “O cha demo ikaga desuka” in Japanese, meaning “Let’s have a tea while charging” in English.

Questo è l’aspetto di una spina di ricarica CHAdeMO:

Il logo:

Sfortunatamente, chi ha ideato questo sistema non ha la più pallida idea di cosa significhi “intuitivo”, e quindi ha creato qualcosa di così mostruosamente complicato che è semplicemente impossibile riuscire a caricare un’auto tramite presa Combo senza aver VISTO le istruzioni per l’uso.

Sì, perchè LEGGERLE non è certo sufficiente:

  1. Afferrare la spina senza però tirare la leva
  2. SPINGERE la spina nella presa dell’auto
  3. TIRARE la leva per ABILITARE (ma non AVVIARE) l’erogazione (!!!!), e contemporaneamente SPINGERE la parte mobile della spina (!!)
  4. Premere il pulsante di erogazione sulla colonnina per avviare l’erogazione.

E se per caso riusciste da soli a far iniziare l’erogazione, non è detto che riusciate poi a disinserire la spina:

  1. Afferrare la spina MA NON la leva… che però viene a trovarsi proprio sulla parte di spina che state afferrando; quindi dovete infilare le dita tra la leva e la spina
  2. Premere il pulsante di disinserimento sulla spina
  3. Tirare la parte mobile della spina
  4. Estrarre la spina

Vabbè, meglio un video dai:

 

Questo almeno per quanto riguarda UN connettore… dei 6 disponibili sul mercato, ognuno dei quali pare abbia una procedura di utilizzo diversa…

http://chademo.com/03_CHAdeMO_connectors.html

 

Poi dicono che non è vero che qualcuno cerca di ostacolare la diffusione dei mezzi elettrici…

Oltretutto, il CHAdeMO non è l’unico standard di ricarica superveloce in continua: è in competizione con il Combined Charging System della SAE:

A sua volta, il CCS è diverso tra USA e UE:

Se per lo standard in alternata l’Europa ha già deciso che il vincitore è la spina Mennekes per ricarica tipo 2, per lo standard in DC la guerra degli standard è ancora in pieno svolgimento.