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Scooter elettrici, multe e omologazioni: facciamo chiarezza

16 Lug

Capita spesso di leggere sui giornali di persone che sono state multate per aver guidato scooter elettrici che risultano “illegali”.

Ma cosa significa?

Quand’è che uno scooter elettrico è “legale”?

Ci sono varie categorie di “mezzi elettrici a due ruote”, che possiamo riassumere brevemente in:

  1. biciclette
  2. ciclomotori
  3. motocicli

In Italia qualunque bicicletta elettrica deve rispettare tutte queste prescrizioni per essere a norma; se ne viola solo una, è illegale:

  1. velocità massima: 25 km/h
  2. potenza massima: 250 Watt
  3. pedalata: assistita, non autonoma

Il punto 3 è quello più critico: le biciclette elettriche utilizzabili in Italia devono essere a pedalata assistita, cioè il motore deve accendersi solo mentre si pedala, e spegnersi se si supera la velocità di 25 km/h; altrimenti, non possono circolare su strada; e non serve mettere il casco o assicurarsi (sempre che qualche agenzia sia disposta ad assicurare il mezzo): non si può circolare e basta, pena multe anche pesanti (fino a 1000 euro!) per guida di veicolo non assicurato!

Per quanto riguarda le categorie superiori, cioè ciclomotori e motocicli:

  • ciclomotore: mezzo elettrico a due ruote o tre tuote di potenza continua massima non superiore a 4 kW e velocità massima di 45 km/h.
  • motociclo: mezzo elettrico a due o tre ruote che supera anche solo uno dei due limiti di un ciclomotore

La “potenza continua” è la potenza erogata dal motore in modo continuo, quindi in marcia a velocità costante; tale potenza non deve superare i 4 kW; può sembrare poco (sono circa 6 cavalli), ma per un ciclomotore, che pesa meno di 100kg, significa un rapporto potenza/peso di 40 W/kg, che consente prestazioni eccezionali, con enorme ripresa in partenza da fermo, sia in pianura che in salita: è il rapporto potenza/peso di un’utilitaria! (un’auto di 1200 kg con motore da 50CV (37 kW) ha un rapporto potenza/peso di 30 W/kg).

Potenze superiori a 4 kW, per uno scooter, non servono per avere buone prestazioni in partenza o in salita, ma solo per garantire velocità massime più alte: con 4 kW si può arrivare al massimo a 75 km/h, ma per andare a 90 all’ora servono 6 kW e per andare a 130 servirebbero 18 kW!

Ecco una tabella di riferimento (approssimativa, per scooter da 100kg, guidatore escluso):

  • 1.5 kW – 50 km/h
  • 3 kW – 70 km/h
  • 4 kW – 75 km/h
  • 5 kW – 85 km/h
  • 6 kW – 90 km/h
  • 10 kW – 110 km/h
  • 18 kW – 130 km/h
  • 21 kW – 135 km/h
  • 25 kW – 145 km/h

 

Purtroppo in vendita ci sono anche “oggetti” che vengono definiti “scooter elettrici” ma che in Italia non sono inseribili in nessuna categoria legale, come questo:

scooter-pedali-ann

La freccia evidenzia la presenza di pedali, ma questo strano oggetto ha in realtà un motore autonomo che funziona anche quando non si pedala, quindi non può circolare sulle strade italiane, pena pesanti multe: in teoria per farlo dovrebbe essere assicurato e targato, ma pre-requisito per assicurare e targare un mezzo è l’omologazione presso il Ministero dei Trasporti, che rilascia un Certificato di Omologazione; in mancanza di questo, la Motorizzazione non può immatricolare (=targare) il mezzo, e le assicurazioni, senza una targa, non possono ovviamente assicurare.

Quindi acquistare un mezzo come questo  significa buttare soldi in sanzioni amministrative, e probabilmente il mezzo viene anche sequestrato.

Da notare che talvolta anche scooter di importazione (cinesi o altro) non possono circolare in Italia, pur rispettando tecnicamente le norme riportate sopra, perchè non sono stati sottotoposti al Ministero dei Trasporti per effettuare le prove di omologazione, quindi sono privi di Certificato di Omologazione, e vale quindi quanto sopra: sono soldi buttati!

Oppure ci si può imbattere in falsi certificati di omologazione, basati sulla classica “truffa cinese” del nome simile; per esempio lo scooter cinese Tianke o Xiaofeilu HTRK122 prodotto dalla “Shanghai Huari Enterprise Development Company Limited“, ha un “emulo” GK122 della Goldenkey Electric Vehicle Company Limited, che è stato in passato venduto con un finto certificato di omologazione della VCA, con numero “e11*2002/24*0892*00”; in proposito il Ministero dei Trasporti ha emesso questa circolare, che sottolinea l’illegalità della cosa.

Il certificato fasullo ha data di emissione 2009, la circolare ha data di emissione 2011 e data di pubblicazione 2016.

Un Certificato di Omologazione non è un “pezzo di carta” ma un documento molto lungo, completo e complesso; quello illecitamente attribuito al GK122 è invece legittimamente associato all’HRTK122.

Notare che, nonostante somiglianza di forma e costruttor, l’HRTK122 non è l’Ecomission Ecojumbo, che è invece omologato come HRBJ183, e per il quale, date le somiglianze tecniche, è valido il certificato dell’HRTK122:

 

Volendo si potrebbe portare personalmente il mezzo presso un Centro Prove Autoveicoli (CPA) autorizzato, ma la procedura di omologazione è italianicamente lenta, lunga, burocratica e costosa.

 

 

Retrofit elettrico: finalmente il decreto che lo legalizza in Italia

14 Gen

Sarà operativo dal 26 gennaio 2016, ma è già in Gazzetta Ufficiale:

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-01-11&atto.codiceRedazionale=15G00232&elenco30giorni=false

 

Alcune parole chiave da cercare per trovare kit per elettrificare le auto:

  • Reborn
  • Newtron
  • HySolarkit
  • Landi Renzo

Vedremo cosa succede nei prossimi mesi, o anni.

Finalmente libero accesso agli scooter elettrici in autostrada! (Salvo modifiche dell’ultimo momento al Senato)

31 Ott

Approvato dalla Camera, il decreto che elenca le modifiche da apportare al Codice della Strada  è ora in attesa di approvazione da parte del Senato.

Molto importante per tutti gil scooteristi elettrici l‘emendamento 2.217 (“2 punto 217”, non “duemiladuecentodiciassette”, cioè il 217mo emendamento all’articolo 2); l’emendamento fa riferimento al comma 1-d-9  dell‘articolo 2 del DDL 1638, che recita::

Art.1:

 Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, […] uno o più decreti legislativi recanti disposizioni intese a rivedere e riordinare la disciplina del codice della strada,[…] apportandovi le modifiche necessarie in conformità ai princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 2 della presente legge.

Art. 2 – Comma 1.d.9:

9) l’aggiornamento delle disposizioni concernenti la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, consentendo l’accesso di motocicli di cilindrata non inferiore a 120 centimetri cubici, se guidati da conducenti maggiorenni;

L’emendamento recita:

Proposta di modifica n. 2.217 ai ddl C.731 , C.1588 , unificati nel DDL 1638, in riferimento all’articolo 2.
Presentata il 09/10/2014 in Assemblea della Camera da Vincenzo GAROFALO (FI-PdL) e  Vincenzo PISO.
Al comma 1, lettera d), numero 9), dopo le parole: non inferiore a 120 centimetri cubici. aggiungere le seguenti: ovvero 5 Kw, se azionati da motore elettrico.

Quindi, se la legge passa anche alla camera, finalmente gli scooter elettrici, dotati di motore da almeno 5 kW, avranno via libera all’accesso in autostrada.

E per chi un motore da 5 kW non ce l’ha, oppure non ha proprio lo scooter elettrico? Forse potrà diventare più facile anche “elettrificarsi” e “potenziarsi”:

Art.2, comma 1:

Il Governo è autorizzato ad adottare […] regolamenti […] per la disciplina, prevista dal codice della strada o da altre norme vigenti, delle materie di seguito elencate:

e)  classificazione, destinazione, caratteristiche costruttive, di equipaggiamento e di identificazione dei veicoli e dei rimorchi, accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione, omologazione e controlli di conformità, di cui agli articoli da 47 a 55, da 71 a 74 e da 79 a 92 del codice della strada, al fine di adeguarli alle nuove tipologie conseguenti ai processi di innovazione tecnica e tecnologica del settore, nonché di garantire adeguati livelli di sicurezza della circolazione;

f)  semplificazione delle procedure che disciplinano le modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione, di cui agli articoli da 75 a 78 del codice della strada, al fine di ridurre gli adempimenti richiesti all’utente, fermo restando il rigoroso rispetto dei requisiti di sicurezza stradale;

Riferimenti:

NOTA: in realtà quanto sopra non sarà possibile nè da domani, nè dal momento dell’approvazione alla Camera: c’è un anno di tempo perchè il Governo emani la legge che è delegato ad emanare da questa legge-delega.

Diciamo che si è avviata la macchina burocratica; quando arriverà al traguardo, ancora non si sa…

AGGIORNAMENTO 18 marzo 2015:

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 18 novembre.

[… bla bla bla… omicidio stradale .. ergastolo della patente… bla bla bla]

[…]

Il relatore GIBIINO […] osserva che il parere [negativo] espresso dalla Commissione bilancio appare particolarmente invasivo, avendo colpito le disposizioni più importanti e qualificanti del provvedimento.

[…]

Il senatore FILIPPI […] ritiene […] appare del tutto inaccettabile che si intenda bloccare il testo non confrontandosi sugli aspetti di merito ma, surrettiziamente, mediante le censure di carattere economico-finanziario.

Chiede quindi al Presidente di farsi carico di segnalare l’anomalia della situazione al Governo, interessando della questione anche la Presidenza del Senato.

Il senatore CIOFFI […] osserva che il parere espresso dalla Commissione bilancio, ancorché corretto sul piano formale, è particolarmente invasivo, chiedendosi se non vi siano in ciò anche finalità politiche estranee al merito delle questioni.

[…]

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

Aggiornamento settembre 2015:

ripresa la discussione in Senato dopo mesi di stop.

Cronologia delle discussioni: link

Ultima il 16/9/2015

 

Aggiornamento 18/11/2015:

Termine ultimo di presentazione degli emendamenti prorogato dal 28/10 al 3/11:

Il PRESIDENTE ritiene che un breve rinvio potrebbe essere senz’altro concesso, senza recare pregiudizio alla prosecuzione dell’iter di esame. Propone pertanto di spostare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno al disegno di legge n. 1638 a martedì 3 novembre alle ore 12.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=941952

Guida al risparmio di carburante e alla riduzione di emissioni di CO2

15 Ott

Non è il titolo di un mio nuovo libro, ma di una direttiva europea del 1999:

La  direttiva  1999/94/CEE,  recepita  in  Italia  con  il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  17
febbraio 2003, n. 84, richiede agli Stati membri di pubblicare annualmente una guida sul risparmio
di  carburante  e  sulle  emissioni  di  CO2  delle  autovetture  al  fine  di  fornire  ai  consumatori
informazioni utili per un acquisto consapevole di autovetture nuove, con lo scopo di contribuire alla
riduzione delle emissioni di gas serra e al risparmio energetico.

Come conseguenza di questa direttiva e della legge che ne è derivata, ecco la Guida 2013 al risparmio di carburante:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/Guida_Co2_2013_rev_small.pdf

Chissà che prima o poi anche la mia guida (all’auto elettrica) non diventi un documento patrocinato dall’Unione Europea! 😉