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Retrofit elettrico: come e dove?

14 Lug

Il Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 1 dicembre 2015 n° 219 che autorizza la conversione (totale) di un veicolo da termico ad elettrico (quindi niente “vie di mezzo” ibride”), ossia il “retrofit elettrico” o “riqualificazione elettrica”,  è stato emanato ormai già 3 anni fa, seguito poi dalla Circolare protocollo 7140 del 22/03/2016 che aggiunge qualche chiarimento; vediamo come stanno le cose adesso.

Presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) è stato attivato un non meglio precisato “registro”, nel quale si registrano enti e industrie aventi gli scopi più disparati e apparentemente senza una logica, come specificato proprio sul sito stesso:

Sono invitati a registrarsi i soggetti, le persone fisiche o giuridiche, che rappresentano professionalmente presso il Ministero dello sviluppo economico (MISE) interessi leciti, anche di natura non economica.

Tuttavia tra queste imprese c’è anche MOBILITY R-EVOLUTION, che nella sezione “obiettivi e compiti” dichiara:

La rete di imprese Mobility r-Evolution è nata nel 2017 con lo scopo di creare un nuovo mercato in seguito all’emanazione del Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 1 dicembre 2015 n° 219, recante la riqualificazione elettrica dei veicoli. L’obiettivo principale è quello di raggruppare le imprese che vogliono operare in questo mercato sia come produttori di sistemi che installatori degli stessi.

(grassetti miei)

Se sia solo una dichiarazione di intenti, o se la registrazione corrisponda a un riconoscimento ufficiale da parte del MISE, non è chiaro.

 

Però per esempio la Newtron, che opera da anni in questo campo, non è presente nel registro.

 

C’è poi la Treviso Car Mobility che ha pubblicato questa interessante pagina, ma non so se poi ha dato seguito alla cosa:

RETROFIT ELETTRICO – AUTO ELETTRICHE ALLA PORTATA DI TUTTI – UNISCITI AL GRUPPO!

 

Non si riesce però ad avere un elenco completo ufficiale degli installatori autorizzati.

 

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Roma e le auto elettriche: corsie preferenziali e strisce blu

3 Giu

Le agevolazioni alla  circolazione per i mezzi elettrici sono definite non a livello nazionale ma comunale, cioè varia da comune a comune se con un’auto elettrica si può circolare sulle corsie preferenziali, parcheggiare gratis nelle strisce blu, pagare il bollo, accedere a zone a traffico limitato,…
Per Roma:

  • Accesso corsie preferenziali: no
  • Parcheggio gratis strisce blu: (registrare veicolo per email una tantum) (anche veicoli ibridi)
  • Bollo (tutto il Lazio): No per 5 anni dalla PRIMA immatricolazione (3 anni per mezzi ibridi); dopo, 1/4 del prezzo normale, per sempre per i veicoli; prezzo intero dopo 5 anni per i motocicli.
  • Accesso ZTL: sì (registrare veicolo per email  una tantum) (anche veicoli ibridi)
  • Zone pedonali: no

Bollo auto per mezzi elettrici ed ibridi – Legge Regionale per il Lazio

25 Feb

La “Legge di stabilità regionale 2014“, nota anche come “legge regionale n .13 del 20 dicembre 2013“, all’articolo 14 recita:

A decorrere dal 2014, i proprietari di autoveicoli di nuova immatricolazione con alimentazione elettrica, ibrida benzina-elettrica, inclusiva di alimentazione termica, o con alimentazione benzina-idrogeno sono esentati, per tre annualità dalla data di immatricolazione, dal pagamento della tassa automobilistica regionale. (Nota 1b)

Nota 1b:

(1b) L’esenzione prevista è estesa anche agli utilizzatori degli autoveicoli ai sensi dell’articolo 2, comma 4 della legge regionale 24 novembre 2014, n.12

Il comma 4 dell’articolo 2 della legge n.12/2014 recita:

4. L’esenzione prevista dall’articolo 5, comma 14, della legge regionale 30 dicembre 2013, n. 13, relativa ai proprietari di autoveicoli di nuova immatricolazione con alimentazione elettrica, ibrida benzina-elettrica, inclusiva di alimentazione termica, o con alimentazione benzina-idrogeno, si intende estesa agli utilizzatori degli stessi autoveicoli.

Non ho capito bene questa distinzione tra “proprietari” e “utilizzatori” per quanto riguarda il pagamento di una tassa…

 

Quadricicli e normative: che patente serve per guidarli?

23 Feb

Versione micro

  • Patente AM = quadricicli leggeri (L6e): max 6kW, 45 km/h, 2 posti
  • Patente B = quadricicli pesanti (L7e): max 15kW, 90 km/h, 4 posti

Versione breve

con la patente AM è possibile condurre (con decorrenza 1 gennaio 2016) veicoli della categoria L6e-B (quadricicli leggeri) di potenza fino a 6 kW. Per la classificazione del veicolo, fa fede quanto riportato sul libretto di circolazione, perchè l’ente omologatore può decidere con una certa autonomia come classificare un quadriciclo (in base a peso, velocità e altro) se per caso non dovesse rientrare esattamente nella normativa esistente. La classificazione viene poi riportata nel campo J del libretto.

 

Versione completa

Dal 1 gennaio 2016 la direttiva 2002/24/CE è stata abrogata e sostituita dal regolamento 168/2013 “relativo all‘omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli”.

Nuove definizioni di quadricicli:

  • L6e-B (quadricicli leggeri), con potenza nominale continua o netta massima inferiore o uguale a 6 kW [non più 4 kW] e massa in ordine di marcia uguale o inferiore a 425 kg;
  • L6e-C (quadricicli pesanti), con potenza nominale continua o netta massima inferiore o uguale a 15kW e con massa in ordine di marcia inferiore o uguale a 450 Kg per i veicoli destinati al trasporto persone e uguale o inferiore a 600 kg per i veicoli destinati al trasporto merci.

 

La direttiva 2006/126/CE, recepita in Italia con il decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59, stabilisce, all’art. 4, comma 2, quali patenti servono per guidare i vari tipi di quadricicli, ma in realtà non è per niente chiaro, perchè l’articolo dice solo di abrogare o cambiare questo o quell’articolo del Codice della Strada del 1992… Successivamente è stata emessa la circolare 27747 del 2016, poi però abrogata dalla circolare 920 del 2017.

Circolare – 09/12/2016 – prot. n. 27747 – Quadricicli leggeri per i quali serve la patente AM

  • OGGETTO: Caratteristiche dei quadricicli leggeri che possono essere condotti con la patente di guida della categoria AM.
  • ABROGATA dalla Circolare prot. n. 920 del 16/01/2017

Circolare – 16/01/2017 – Prot. n. 920 – Quadricicli leggeri che possono essere guidati con patente AM

  • Oggetto: Caratteristiche dei quadricicli leggeri che possono essere condotti con la patente di guida della categoria AM.

 

La normativa 168/2013 fa una classificazione piuttosto caotica dei quadricicli, di cui qui riporto, per non appesantire ulteriormente questa già complicata pagina, un estratto del paragrafo 2 dell’articolo 4, limitatamente alle sole categorie “trasporto passeggeri” e “mezzo coperto” (quindi niente quad):

  •  L6e (quadriciclo leggero o quadrimobile leggera)
    • veicoli L6e-BP (quadrimobili leggere per il trasporto di passeggeri): veicoli progettati principalmente per il trasporto di passeggeri.
  • L7e (quadriciclo pesante o quadrimobile pesante)
    • veicoli L7e-CP: (quadrimobili pesanti per trasporto passeggeri): veicoli progettati principalmente per il trasporto di passeggeri.

 

Importantissimo il paragrafo 4 dell’articolo 4, perchè copre veicoli eventualmente non ancora esistenti:

Per quanto riguarda la classificazione dei veicoli della categoria L di cui al paragrafo 2, un veicolo che non rientra in una determinata categoria perché supera almeno uno dei criteri previsti per tale categoria è classificato nella categoria seguente di cui soddisfa i criteri. Tale principio si applica alle seguenti categorie e sottocategorie:

[…]

c) categoria L6e con le sottocategorie L6e-A e L6e-B e categoria L7e con le sottocategorie L7e-A, L7e-B ed L7e-C;
d) qualsiasi altra sequenza logica di categorie e/o sottocategorie proposta dal costruttore e approvata dall’autorità d’omologazione.

L’ultima frase lascia un po’ di spazio di manovra in caso di veicoli non esattamente contemplati dalla normativa: decide l’autorità di omologazione. I dati vengono poi riportati sul libretto di circolazione, che fa testo per stabilire quale normativa serve per guidare un certo mezzo.

 

Le caratteristiche tecniche sono invece nelle tabelle dell’allegato 1; metto solo quelle strettamente collegate a un quadriciclo elettrico:

  • L6e – Quadriciclo leggero generico
    • max 45 km/h;
    • max 425 kg;
    • max 2 posti a sedere, incluso il sedile del conducente
    • abitacolo chiuso per conducente e passeggero accessibile al massimo da tre lati
    • max 6 kW
    • L6e-BP – Quadriciclo leggero per il trasporto di passeggeri:
      • veicolo L6e-B progettato principalmente per il trasporto di passeggeri

 

  • L7e – Quadriciclo pesante
    • max 450 kg
    • veicolo L7e che non può essere classificato come veicolo L6e.
    • L7e-C – Quadriciclo pesante:
      • max 15 kW;
      • max 90 km/h;
      • abitacolo chiuso per conducente e passeggero, accessibile al massimo da tre lati.
      • Lte-CU –  Quadriciclo pesante per il trasporto di passeggeri:
        • massimo 4 posti, con sedile, incluso il posto del conducente.

 

Nota 1: la velocità massima consentita è stata elevata da 80 a 90 km/h: questo dovrebbe consentire a questi mezzi di circolare anche in autostrada, dove il limite di velocità minimo è di 80 km/h, ma al momento non conosco una normativa precisa in merito.

Nota 2: il numero massimo di posti per un quadriciclo pesante è stato portato da 2 a 4

Dimensioni ammesse:

(1)

lunghezza ≤ 4 000 mm

≤ 3 000 mm per i veicoli L6e-B

≤ 3 700 mm per i veicoli L7e-C

(2)

larghezza ≤ 2 000 mm

≤ 1 000 mm per i veicoli L1e

≤ 1 500 mm per i veicoli L6e-B e L7e-C

(3)

altezza ≤ 2 500 mm.

TUV Italia: https://www.tuv.com/it/italy/chi_siamo/chi_siamo.html

 

Omologazione, immatricolazione, targa, assicurazione…. come funzionano?

6 Set

 

 

Come funziona la faccenda di omologazione e immatricolazione di un veicolo (elettrico o meno) in Italia?

O, meglio ancora, COSA SONO omologazione e immatricolazione? A che servono? Sono obbligatorie? Come si fanno?

Ecco tutte le risposte.

Omologazione

E’ il riconoscimento da parte delle Autorità (Italiane o Europee) che un determinato veicolo ha passato la certificazione, cioè ha superato tutti i test elettrici, meccanici ed elettromagnetici richiesti dalle normative vigenti. L’avvenuta omologazione è dimostrata dall’esistenza del “Certificato di Omologazione” (“type-approval certificate” in inglese).

L’omologazione decade se un veicolo subisce modifiche che ne alterino la risposta ai requisiti elettrici, meccanici ed elettromagnetici di legge.

Ad esempio, un mezzo a due o tre ruote omologato per raggiungere una velocità massima di 45 km/h (=ciclomotore) non risulta più omologato se messo in grado di superare tale velocità. Quindi non è più valida neanche l’immatricolazione e l’assicurazione. Quindi il mezzo non può circolare, e se causa incidenti comporta sospensione della patente e possibile arresto.

Idem dicasi se un mezzo a due o tre ruote omologato per erogare una potenza continua massima di 4 kW (altro limite dei ciclomotori) viene alterato in modo da erogare una potenza superiore: non risulta più omologato, immatricolato e assicurato, quindi il mezzo non può circolare, e se causa incidenti comporta sospensione della patente e possibile arresto.

Nel caso delle suddette modifiche si potrebbe richiedere una nuova omologazione, questa volta come motociclo, ma ciò richiede che il mezzo venga provato in un Centro Prove Autoveicoli (CPA), che fornirà (a pagamento) un nuovo Certificato di Omologazione una volta effettuata la certificazione.

Certificazione

Procedura con cui un’ente verifica che un veicolo soddisfi i requisiti elettrici, meccanici ed elettromagnetici richiesti dalle normative.

Al termine della procedura viene prodotto un “Certificato di Omologazione” (“type-approval certificate” in inglese), un documento di decine di pagine che elenca i risultati dei test dei requisiti.

 

Immatricolazione

Procedura con cui un veicolo omologato viene registrato al Pubblico Registro Automobilistico e dotato di “contrassegno identificativo” (la targa). Senza targa/immatricolazione, un veicolo non può essere assicurato e non può circolare su strade pubbliche.

 

Assicurazione

Pagamento di una quota annuale che va a costituire un “fondo monetario comune” a cui attingere per pagare i danni a cose o persone causati da un veicolo.

Un veicolo non assicurato non può nè circolare, nè essere parcheggiato in strada, ma può trovarsi solo in lugo privato chiuso e recintato.

 

Certificato di Omologazione

Documento che attesta l’avvenuta certificazione.  Noto anche come “Certificato di approvazione“, e “Type-approval certificate” o “EEC certificate” in inglese.

Descrizione dettagliata di un CdO:

E’ identificato da un codice alfanumerico del tipo e11*2002/24*0892*00 (“e” iniziale minuscola = normative EC/EU) oppure  E11-10R0512345*00 (“e” inziziale maiuscola = normativa UNECE).

Il primo codice ha questo significato:

  • e” minuscola: normativa EC/EU
  • 11: Regno Unito (elenco codici – Italia = E3)
  • 2002/24: Normativa di base
  • (opzionale): Ultimo emendamento/aggiornamento della normativa
  • 0892: Numero di approvazione
  • 00versione del numero di approvazione

Il secondo:

Esempio di certificato di omologazione:

https://scootergrisen.dk/scooterhjem…odkendelse.pdf

ATTENZIONE: alcuni mezzi di importazione possono avere anche certificati falsi!

Per verificare l’autenticità di un certificato occorre contattare l’ente certificatore (in caso di “e11”, cioè l’Inghilterra, la Vehicle Certification Agency – VCA), inviargli il numero del certificato e richiedere informazioni. Per l’Italia dovrebbe essere il Ministero dei Trasporti – MIT o la Motorizzazione Civile.

Dal 9 novembre 2015 in Italia il Certificato di Conformità (CoC), documento che garantisce la conformità del veicolo al tipo omologato, si è “dematerializzato”, cioè è ora gestito solo tramite Web: i costruttori trasmettono telematicamente all’Archivio nazionale dei veicoli, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, i dati tecnici che, grazie ad un sistema di validazione informatico,  garantiscono la coerenza degli stessi dati al tipo omologato; i dati in questione vengono in parte riportati sulla carta di circolazione al momento della immatricolazione.

Normative

La normativa 2002/24 citata in molte omologazioni di scooter elettrici cinesi è stata abrogata e sostituita dalla 2013/168:

Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. L 60 del 2 marzo 2013 è stato pubblicato il Regolamento n. 168 del 15 gennaio 2013  (2013/168) relativo all’omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli.
Il regolamento n. 168/2013 ha abrogato la direttiva 2002/24/CE del 18 marzo 2002 relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e che abroga la direttiva 92/61/CEE del Consiglio.
Ai sensi dell’articolo 82 del regolamento, quest’ultimo è entrato in vigore dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione in gazzetta ufficiale, ma la sua applicazione è disposta a partire dal 1° gennaio 2016.

Fonte

 

Come omologare un veicolo

La Motorizzazione può effettuare, tra gli altri, questi due tipi di collaudo (fonte):

  • Modifiche dati omologazione veicolo
  • Collaudi veicoli nuovi

L’omologazione di un veicolo di importazione o modificato potrebbe rientrare in una di queste due categorie.

Per informazioni su modalità e costi dell’omologazione si può provare a contattare queste ditte:

  1. Dekra
  2. Vesco

 

Le procedure in materia di omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche, sono state innovate dalla direttiva 2007/46/CE (successivamente corretta nel 2017 dalla 2017/1347), recepita in Italia con DM 28 aprile 2008.

 

Normative europee omologazione autoveicoli:

Normative europee omologazione ciclomotori e motocicli:

 

Terminologia francese:

  • CNIT: Code Nationale d’Identification du Type
  • TVV: type, variante et version
  • N° de réception par type   (numero di omologazione)
  • Type Mine: ???

Inglese:

  • VIN = Vehicle Identification Number

 

Codici omologazione CNIT/TVV:

Esempio:

  • Renault Fluence: M10RENVP009E250/LZBZ0L
  • Renault Zoe: M10RENVP026P789/AGVYA0
  • Nissan Leaf1: M10NSSVP000W772/ZE0AA01
  • Nissan Leaf2: M10NSSVP011Y303/ZE0AA02
  • Smart Fortwo Brabus 1: M10SMTVP000X119/451E44E4Y0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 2: M10SMTVP000Y120/451E44E4Z0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 3:  M10SMTVP000U116/451E43E4Y0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 4: M10SMTVP000V117/451E43E4Z0ZYAAA201
  • Peugeot i0n: M10PGTVP006U166/1NZKYZ
  • Mitsubish iMiev: M10MTSVP001U115/HA0HA311AAAAAAA4AAAA
  • Citroen C-zero: M10CTRVP005U582/1NZKYZ
  • Citroen C-zero airdream 1: M10CTRVP0007963/1NZKYZ
  • Citroen C-zero airdream 2: M10CTRVP0007963/1NZKYZ
  • Citroen e-mehari: M10CTRVP0425980
  • Tesla roadster 1: M10TSLVP000C002/001A01
  • Tesla roadster 2: M10TSLVP000D003/001A02

 

Scooter elettrici, multe e omologazioni: facciamo chiarezza

16 Lug

Capita spesso di leggere sui giornali di persone che sono state multate per aver guidato scooter elettrici che risultano “illegali”.

Ma cosa significa?

Quand’è che uno scooter elettrico è “legale”?

Ci sono varie categorie di “mezzi elettrici a due ruote”, che possiamo riassumere brevemente in:

  1. biciclette
  2. ciclomotori
  3. motocicli

In Italia qualunque bicicletta elettrica deve rispettare tutte queste prescrizioni per essere a norma; se ne viola solo una, è illegale:

  1. velocità massima: 25 km/h
  2. potenza massima: 250 Watt
  3. pedalata: assistita, non autonoma

Il punto 3 è quello più critico: le biciclette elettriche utilizzabili in Italia devono essere a pedalata assistita, cioè il motore deve accendersi solo mentre si pedala, e spegnersi se si supera la velocità di 25 km/h; altrimenti, non possono circolare su strada; e non serve mettere il casco o assicurarsi (sempre che qualche agenzia sia disposta ad assicurare il mezzo): non si può circolare e basta, pena multe anche pesanti (fino a 1000 euro!) per guida di veicolo non assicurato!

Per quanto riguarda le categorie superiori, cioè ciclomotori e motocicli:

  • ciclomotore: mezzo elettrico a due ruote o tre tuote di potenza continua massima non superiore a 4 kW e velocità massima di 45 km/h.
  • motociclo: mezzo elettrico a due o tre ruote che supera anche solo uno dei due limiti di un ciclomotore

La “potenza continua” è la potenza erogata dal motore in modo continuo, quindi in marcia a velocità costante; tale potenza non deve superare i 4 kW; può sembrare poco (sono circa 6 cavalli), ma per un ciclomotore, che pesa meno di 100kg, significa un rapporto potenza/peso di 40 W/kg, che consente prestazioni eccezionali, con enorme ripresa in partenza da fermo, sia in pianura che in salita: è il rapporto potenza/peso di un’utilitaria! (un’auto di 1200 kg con motore da 50CV (37 kW) ha un rapporto potenza/peso di 30 W/kg).

Potenze superiori a 4 kW, per uno scooter, non servono per avere buone prestazioni in partenza o in salita, ma solo per garantire velocità massime più alte: con 4 kW si può arrivare al massimo a 75 km/h, ma per andare a 90 all’ora servono 6 kW e per andare a 130 servirebbero 18 kW!

Ecco una tabella di riferimento (approssimativa, per scooter da 100kg, guidatore escluso):

  • 1.5 kW – 50 km/h
  • 3 kW – 70 km/h
  • 4 kW – 75 km/h
  • 5 kW – 85 km/h
  • 6 kW – 90 km/h
  • 10 kW – 110 km/h
  • 18 kW – 130 km/h
  • 21 kW – 135 km/h
  • 25 kW – 145 km/h

 

Purtroppo in vendita ci sono anche “oggetti” che vengono definiti “scooter elettrici” ma che in Italia non sono inseribili in nessuna categoria legale, come questo:

scooter-pedali-ann

La freccia evidenzia la presenza di pedali, ma questo strano oggetto ha in realtà un motore autonomo che funziona anche quando non si pedala, quindi non può circolare sulle strade italiane, pena pesanti multe: in teoria per farlo dovrebbe essere assicurato e targato, ma pre-requisito per assicurare e targare un mezzo è l’omologazione presso il Ministero dei Trasporti, che rilascia un Certificato di Omologazione; in mancanza di questo, la Motorizzazione non può immatricolare (=targare) il mezzo, e le assicurazioni, senza una targa, non possono ovviamente assicurare.

Quindi acquistare un mezzo come questo  significa buttare soldi in sanzioni amministrative, e probabilmente il mezzo viene anche sequestrato.

Da notare che talvolta anche scooter di importazione (cinesi o altro) non possono circolare in Italia, pur rispettando tecnicamente le norme riportate sopra, perchè non sono stati sottotoposti al Ministero dei Trasporti per effettuare le prove di omologazione, quindi sono privi di Certificato di Omologazione, e vale quindi quanto sopra: sono soldi buttati!

Oppure ci si può imbattere in falsi certificati di omologazione, basati sulla classica “truffa cinese” del nome simile; per esempio lo scooter cinese Tianke o Xiaofeilu HTRK122 prodotto dalla “Shanghai Huari Enterprise Development Company Limited“, ha un “emulo” GK122 della Goldenkey Electric Vehicle Company Limited, che è stato in passato venduto con un finto certificato di omologazione della VCA, con numero “e11*2002/24*0892*00”; in proposito il Ministero dei Trasporti ha emesso questa circolare, che sottolinea l’illegalità della cosa.

Il certificato fasullo ha data di emissione 2009, la circolare ha data di emissione 2011 e data di pubblicazione 2016.

Un Certificato di Omologazione non è un “pezzo di carta” ma un documento molto lungo, completo e complesso; quello illecitamente attribuito al GK122 è invece legittimamente associato all’HRTK122.

Notare che, nonostante somiglianza di forma e costruttor, l’HRTK122 non è l’Ecomission Ecojumbo, che è invece omologato come HRBJ183, e per il quale, date le somiglianze tecniche, è valido il certificato dell’HRTK122:

 

Volendo si potrebbe portare personalmente il mezzo presso un Centro Prove Autoveicoli (CPA) autorizzato, ma la procedura di omologazione è italianicamente lenta, lunga, burocratica e costosa.

 

 

Retrofit elettrico: finalmente il decreto che lo legalizza in Italia

14 Gen

Sarà operativo dal 26 gennaio 2016, ma è già in Gazzetta Ufficiale:

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-01-11&atto.codiceRedazionale=15G00232&elenco30giorni=false

 

Alcune parole chiave da cercare per trovare kit per elettrificare le auto:

  • Reborn
  • Newtron
  • HySolarkit
  • Landi Renzo

Vedremo cosa succede nei prossimi mesi, o anni.

Finalmente libero accesso agli scooter elettrici in autostrada! (Salvo modifiche dell’ultimo momento al Senato)

31 Ott

Approvato dalla Camera, il decreto che elenca le modifiche da apportare al Codice della Strada  è ora in attesa di approvazione da parte del Senato.

Molto importante per tutti gil scooteristi elettrici l‘emendamento 2.217 (“2 punto 217”, non “duemiladuecentodiciassette”, cioè il 217mo emendamento all’articolo 2); l’emendamento fa riferimento al comma 1-d-9  dell‘articolo 2 del DDL 1638, che recita::

Art.1:

 Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, […] uno o più decreti legislativi recanti disposizioni intese a rivedere e riordinare la disciplina del codice della strada,[…] apportandovi le modifiche necessarie in conformità ai princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 2 della presente legge.

Art. 2 – Comma 1.d.9:

9) l’aggiornamento delle disposizioni concernenti la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, consentendo l’accesso di motocicli di cilindrata non inferiore a 120 centimetri cubici, se guidati da conducenti maggiorenni;

L’emendamento recita:

Proposta di modifica n. 2.217 ai ddl C.731 , C.1588 , unificati nel DDL 1638, in riferimento all’articolo 2.
Presentata il 09/10/2014 in Assemblea della Camera da Vincenzo GAROFALO (FI-PdL) e  Vincenzo PISO.
Al comma 1, lettera d), numero 9), dopo le parole: non inferiore a 120 centimetri cubici. aggiungere le seguenti: ovvero 5 Kw, se azionati da motore elettrico.

Quindi, se la legge passa anche alla camera, finalmente gli scooter elettrici, dotati di motore da almeno 5 kW, avranno via libera all’accesso in autostrada.

E per chi un motore da 5 kW non ce l’ha, oppure non ha proprio lo scooter elettrico? Forse potrà diventare più facile anche “elettrificarsi” e “potenziarsi”:

Art.2, comma 1:

Il Governo è autorizzato ad adottare […] regolamenti […] per la disciplina, prevista dal codice della strada o da altre norme vigenti, delle materie di seguito elencate:

e)  classificazione, destinazione, caratteristiche costruttive, di equipaggiamento e di identificazione dei veicoli e dei rimorchi, accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione, omologazione e controlli di conformità, di cui agli articoli da 47 a 55, da 71 a 74 e da 79 a 92 del codice della strada, al fine di adeguarli alle nuove tipologie conseguenti ai processi di innovazione tecnica e tecnologica del settore, nonché di garantire adeguati livelli di sicurezza della circolazione;

f)  semplificazione delle procedure che disciplinano le modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione, di cui agli articoli da 75 a 78 del codice della strada, al fine di ridurre gli adempimenti richiesti all’utente, fermo restando il rigoroso rispetto dei requisiti di sicurezza stradale;

Riferimenti:

NOTA: in realtà quanto sopra non sarà possibile nè da domani, nè dal momento dell’approvazione alla Camera: c’è un anno di tempo perchè il Governo emani la legge che è delegato ad emanare da questa legge-delega.

Diciamo che si è avviata la macchina burocratica; quando arriverà al traguardo, ancora non si sa…

AGGIORNAMENTO 18 marzo 2015:

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 18 novembre.

[… bla bla bla… omicidio stradale .. ergastolo della patente… bla bla bla]

[…]

Il relatore GIBIINO […] osserva che il parere [negativo] espresso dalla Commissione bilancio appare particolarmente invasivo, avendo colpito le disposizioni più importanti e qualificanti del provvedimento.

[…]

Il senatore FILIPPI […] ritiene […] appare del tutto inaccettabile che si intenda bloccare il testo non confrontandosi sugli aspetti di merito ma, surrettiziamente, mediante le censure di carattere economico-finanziario.

Chiede quindi al Presidente di farsi carico di segnalare l’anomalia della situazione al Governo, interessando della questione anche la Presidenza del Senato.

Il senatore CIOFFI […] osserva che il parere espresso dalla Commissione bilancio, ancorché corretto sul piano formale, è particolarmente invasivo, chiedendosi se non vi siano in ciò anche finalità politiche estranee al merito delle questioni.

[…]

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

Aggiornamento settembre 2015:

ripresa la discussione in Senato dopo mesi di stop.

Cronologia delle discussioni: link

Ultima il 16/9/2015

 

Aggiornamento 18/11/2015:

Termine ultimo di presentazione degli emendamenti prorogato dal 28/10 al 3/11:

Il PRESIDENTE ritiene che un breve rinvio potrebbe essere senz’altro concesso, senza recare pregiudizio alla prosecuzione dell’iter di esame. Propone pertanto di spostare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno al disegno di legge n. 1638 a martedì 3 novembre alle ore 12.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=941952

 

Aggiornamento 14 dicembre 2017:

L’emendamento è ancora impantanato alla Camera, ma il 12 dicembre 2017 è stato presentato in Senato un nuovo disegno di legge (S.2997) avente titolo “Disposizioni in materia di circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di motocicli a motore elettrico“, ad opera del senatore Vincenzo  GIBIINO.

Per seguire l’iter parlamentare: https://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/93289

 

Guida al risparmio di carburante e alla riduzione di emissioni di CO2

15 Ott

Non è il titolo di un mio nuovo libro, ma di una direttiva europea del 1999:

La  direttiva  1999/94/CEE,  recepita  in  Italia  con  il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  17
febbraio 2003, n. 84, richiede agli Stati membri di pubblicare annualmente una guida sul risparmio
di  carburante  e  sulle  emissioni  di  CO2  delle  autovetture  al  fine  di  fornire  ai  consumatori
informazioni utili per un acquisto consapevole di autovetture nuove, con lo scopo di contribuire alla
riduzione delle emissioni di gas serra e al risparmio energetico.

Come conseguenza di questa direttiva e della legge che ne è derivata, ecco la Guida 2013 al risparmio di carburante:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/Guida_Co2_2013_rev_small.pdf

Chissà che prima o poi anche la mia guida (all’auto elettrica) non diventi un documento patrocinato dall’Unione Europea! 😉