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Dopo la fine della Greengo, arrivata anche la fine della Sharen’go?

31 Ago

Il 10 aprile 2019 pubblicavo su Facebook un post riguardante la “fine dell’era Greengo”, decretata dallo scadere del dominio greengomoving.it (di cui ora si è impossessata una strana ditta che vende cappelli) il 29 marzo 2019:

scadenza sito greengosrl

Una fine arrivata silenziosamente, con una “trasformazione sotterranea” della GreenGo in Sharen’go, la ditta che iniziò a mettere a disposizione le Greengo Icaro per il Carsharing a Modena, Firenze, Roma e Milano.

Altrettanto silenziosamente sembra essere arrivata ora anche la fine della Sharengo, come sembra suggerire questo lungo articolo delle Iene. Talmente “silenziosamente” che nemmeno i dipendenti sanno che la ditta è fallita, o sta fallendo; sanno solo che gli stipendi arrivano sempre più in ritardo o non arrivano più del tutto, che un alto dirigente è stato arrestato, l’olandese Majd Yousif, anche se l’azienda ha pubblicato un post in cui si dice totalmente estranea ai fatti; l’ultimo post che abbia mai pubblicato,risalente al 28 maggio 2019:

 

ultimo post sharengo

Forse ha avuto un ruolo anche la pandemia di Coronavirus, che prima ha forzatamente chiuso migliaia di aziende per due mesi, e dopo non ha certo invogliato le persone a utilizzare auto precedentemente usate da sconosciuti. Ma anche il fatto che il mercato dell’auto elettrico è ormai “esploso”, con decine di modelli disponibili per l’acquisto e milioni di euro di incentivi a disposizione, stava già rendendo il concetto di “auto elettrica a noleggio e solo per la città” sempre meno appetibile.

Fatto sta che le pagine sui social o non vengono aggiornate da mesi, o sono proprio sparite (linkedin, facebook, instagram), l’app informa che il servizio è sospeso causa covid e rimanda al servizio “mysharengo”… ma non compare niente. Cercando su google si scopre che con “mysharengo” l’idea era di fornire l’auto in esclusiva al cliente per un mese intero, invece che per una corsa, per ovviare al problema di dubbi e sospetti dei clienti sull’igienizzazione dell’auto. In pratica il noleggio orario diventa noleggio a lungo termine.

Dall’archivio di archive.org:

A questo si aggiunge che per contratto la Sharengo era obbligata a rinnovare periodicamente il parco macchine, eliminando i veicoli con più di 100.000 km o di 4 anni, condizione che ha iniziato a verificarsi a fine 2019.

Una serie di circostanze sfavorevoli (arresti, covid, mercato auto, scadenza di termini,…) che sembra aver posto fine all’era Sharengo e Icaro.

O forse no.

Staremo a vedere nei prossimi mesi.

Costi di ricarica

8 Ott confronto costi di ricarica benzina/elettrico

Un comodo grafico per confrontare a colpo d’occhio quanto costa utilizzare un’auto elettrica rispetto a un’auto a benzina/diesel:

confronto costi di ricarica benzina/elettrico

confronto costi di ricarica benzina/elettrico

confronto costo ricarica colonnine pieno benzina

 

Risulta evidente che la ricarica domestica con tariffa bioraria 0.06/0.20 euro/kWh è molto più conveniente della costosa ricarica pubblica, che rende invece i costi di utilizzo paragonabili a quelli di un’auto a benzina.

Il grafico è calcolato considerando un consumo di 0.150 kEh/km, consumo tipico di un’auto elettrica; questa pagina interattiva permette di personalizzare i dati in modo da effettuare un confronto più accurato caso per caso.

 

Quest’altro grafico è un po’ più complicato da consultare perchè ha due assi verticali, però è valido per qualunque prezzo dei kWh, indicati sull’asse verticale destro: partendo con una linea orizzontale e procedendo verso sinistra, quando si incontra una linea nera si può dedurre a che consumi di un’auto a benzina corrisponde quel prezzo per kWh:

confronto costo ricarica colonnine pieno benzina

Ad esempio, un costo di 0,60 E/kWh corrisponde a:

  • Auto da 15 km/L (linea con cerchi) ad un costo di 1,3 Euro/Litro per la benzina.
  • Auto da 20 km/L (linea con triangoli) ad un costo di 1,7 Euro/Litro per la benzina.

La ricarica domestica è ben lontana dai costi di qualunque auto a benzina, anche se il carburante costasse un euro al litro.

Energia solare e auto elettriche

12 Set

Riassunto

Servono circa 0.375 m2 di pannelli solari per ogni km di autonomia giornaliera richiesta.

Formula generica

m2 = (FattoreStagione / EfficienzaPannello) * autonomia * consumi

FattoreStagione vale 1/2 d’inverno e 1/4 d’estate

Esempio

Inverno, 20% efficienza, consumi 0.150 kWh/km:

(0.5 m2/kwh / 0.2) * 1km * 0.15kwh/km = 0.375

Spiegazione

Un pannello solare da 1kWp:

  • Produce in media, a Roma, 2kWh/giorno d’inverno e 4kWh/giorno d’estate
  • L’irradiazione solare in Italia è di circa 1kW per m2
  • L’efficienza tipica di un pannello è del 15%, i migliori arrivano al 20% (200W prodotti per ogni 1000W ricevuti)
  • Un’auto elettrica ha un consumo medio di 0.150 kWh/km

Con questi dati, risulta che sono necessari 0.375 m2 di pannelli per ogni km giornaliero di autonomia.

La formula generica, valida per efficienze diverse dei pannelli, consumi diversi del veicolo e periodo diverso dell’anno è:

m2 = (FattoreStagione / EfficienzaPannello) * (autonomia / consumi)

  • FattoreStagione vale 1/2 d’inverno e 1/4 d’estate
  • Efficienza = %
  • Autonomia = km al giorno
  • Consumi = kWh/km

Quindi: m2 = 0.5/eff * km/g * kwh/km


Dimostrazione

kWh giornalieri =

  • 2 * kWp inverno
  • 4 * kWp estate

Quindi kWp= 0.5 kWh/g o 0.25 kWh/g

  • I kWh giornalieri necessari dipendonondall’autonomia giornaliera necessaria e dai consumi:

kwh/g = km/g * kwh/km

  • L’efficienza indica i kW prodotti per kW ricevuto, ma 1 kW è l’irradiazione di 1 m2, quindi:

eff= kWp/ kWr = kWp/m2

Mettendo tutto insieme:

m2=kWp/eff=0.5 kwh/g / eff =0.5/eff * kwh/g = 0.5/eff * km/g * kwh/km

m2 = 2.5 * 0.15 * km/g =0.375 *km/g

Greengo/Zindayang/Zhidou Icaro ZD: date dei vari modelli

18 Giu

Ennesimo tentativo di individuare con esattezza le date di immissione sul mercato dei vari modelli; finalmente trovata una fonte che parla esplicitamente della “misteriosa” H1, mentre ancora manca la A1, che probabilmente è il “prototipo” presentato a Bologna nel 2012.

Da https://www.linkedin.com/company/shandong-zhidou-electric-vehicle-co-ltd/about/

On October 23, 2012, officially launched (*) the product in the market and exported the product into EU market successful. In 2013, The product passed 64- testing by certification authoritative institution in one time and won the award Green Car of the year.

In 2013, the production reached 2000 sets of ZD-H1, and 300 sets of which have been exported to Italy, Slovenia、Romania、Germany、Sweden and so on, Zhidou has been widely accepted in international market.
In 2014, the export volume reached 260 sets of ZD-D1, the domestic sales realized 7419 sets of ZD-D1, ranked No.7 all over the world and No.3 in domestic sales of China.
In 2015, the export volume reached 1062 sets of ZD-D1, the domestic sales realized 30840 sets of ZD-D1.
In 2016, the export volume reached 528 sets of ZD-D1, the domestic sales realized 20292 sets of ZD-D1and ZD-D2, ranked No.13 all over the world and No.8 in domestic sales of China.
In the first half year of 2017, the amount of Zhidou the domestic sales realized 18693 sets.

Quindi, più o meno:

  • 2012: ZD-A1 (6 kW, 60 km/h) (ZD311A, ZD-EEC L7E ) (**)
  • 2013: ZD-H1 (9 kW, 85 km/h)
  • 2014: ZD-D1 (9 kW, 85  km/h)
  • 2015-2016: ZD-D2 (15 kW, 90 km/h)

Sono seguite poi:

  • 2017 (?): ZD-D2S (15 kW)
  • 2018 (?): ZD-D3 (M1, automobile)

Mi pare di capire che la Xindayang (XDY) sia ormai fallita (così mi hanno detto dalla Kelly), anche se però il sito esiste ancora.

(*) Greengo Icaro presentata al salone dell’auto di Bologna

(**) “EEC L7E” dovebbe voler dire “veicolo approvato dall’Unione Europea come appartenente alla categoria L7E”, cioè quadriciclo pesante)

Greengo/Zhidou/Xindayang Icaro ex-carsharing Sharengo in dismissione: come riconoscere il modello

4 Giu

Vedi anche articolo su motivazione e data di dismissione dei veicoli.


Come riconoscere il modello di auto dal numero di telaio: https://www.wikihow.it/Controllare-le-Specifiche-Tecniche-di-un%27Auto-Tramite-il-Numero-di-Telaio

Esempio di numero di telaio:
LJU70W1Z4HG400059
L.JU.70W1Z4.H.G400059

L’interpretazione del numero di telaio è un po’ ambigua perchè pare che ogni Paese faccia un po’ a modo suo; più o meno potrebbe essere così:

L: il primo carattere indica il paese di origine (L=Cina)
JU: il secondo e il terzo identificano il costruttore.
Tutti e tre insieme formano il WMI – World Manufacturer Identifier

70W1Z4: da 4 a 9: [b]modello, il tipo e la piattaforma[/b] del veicolo (il 9° carattere è di controllo) – VDS – Vehicle Descriptor Section

H: il 10° carattere indica l’anno di costruzione del modello. Dovrebbe essere F=2015, G=2016 e H=2017.

G400059: ultimi 7 caratteri. Questa stringa è univoca poiché è identificativa dell’autoveicolo
Insieme: VIS – Vehicle Indicator Section

Ho esaminato i dati disponibili online: il 97% delle auto ha come sigla di modello “70W1Z”… che però non so quale sia (D1, D2, D2S,…). Le altre hanno codici sbagliati o mancanti.
Per quanto riguarda l’anno di immatricolazione, che è quello che conta per chi è interessato all’acquisto di una carsharing in dismissione (la dismissione è obbligatoria dopo 4 anni), se il 10° carattere del telaio è usato correttamente, secondo i miei calcoli i conteggi delle auto per anno di immatricolazione sarebbero:

  • 2015: 268
  • 2016: 246
  • 2017: 105

Per quanto riguarda i chilometraggi, escludendo alcuni esemplari con numeri a vanvera come 3291446 o 999999, i conteggi sono i seguenti:

  • 2015: da 400 a 20.000
  • 2016: da 1.200 a 15.000
  • 2017: da 300 a 24.000

Per il momento non so suddividere i conteggi tra Roma, Milano, Modena e Firenze perchè devo perfezionare lo script di estrazione dati.

Nel 2017 sono uscite sul mercato le ZD-D2, mentre prima c’erano A1 (2013) , A1+, H1 e D1 (2014).

Le ultime 6 cifre del telaio sono il numero seriale dei mezzi, e vedo che tutti i mezzi del 2017 hanno “40 anzichè “00” come cifre iniziali, quindi mi verrebbe di pensare che tutte quelle immatricolate nel 2017 sono proprio le ZD-D2, da 15kW continui e 30 di picco anzichè 9 continui e 18 di picco delle D1.
Di A1 da 6 kW mi pare che non ce ne siano: nell’elenco ci sono solo mezzi con numero di telaio completamente diverso da quello della mia A1.

I dati che mi risultano per l’immissione sul mercato dei vari modelli di Icaro sono:

2012: presentata al motorshow di Bologna (ZD-A1?)
2013: ZD-H1
2014/2015: ZD-D1
2017: ZD-D2
2018: ZD-D3

confronto modelli greengo icaro

Incentivi per l’acquisto di quadricicli elettrici (“minicar”)

28 Mag

Renault Twizy, Greengo/Zhidou Icaro e Tazzari Zero, le uniche minicar elettriche acquistabili nuove in Italia, sono finora rimaste escluse dagli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici, che riguardano soloi i veicoli di categoria M1 (auto) e L1, L2 o L3 (ciclomotori e motocicli).

Un emendamento del Decreto Crescita, attualmente in discussione, propone invece di estendere gli incentivi anche a questi mezzi, tecnicamente chiamati “quadricicli”, appartenenti alle categorie “L6e” (quadricicli leggeri) e “L7e” (quadricicli pesanti).

Riferimenti normativi

La denominazione ufficiale del cosiddetto “decreto crescita” è:

“Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”

L’identificativo ufficiale è C.1807.

Ad oggi il decreto crescita contiene 1271 emendamenti , tra cui alcuni da applicare alla cosiddetta “legge di Bilancio”, che ha questa denominazione ufficiale:

LEGGE 30 dicembre 2018, n. 145

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021. (18G00172) (GU n.302 del 31-12-2018 – Suppl. Ordinario n. 62 )

In essa gli articoli che riguardano gli incentivi alla mobilità elettrica sono quelli da 1031 a 1050.

L’emendamento che includerebbe negli incentivi anche i quadricicli è il seguente:

Emendamento 10.014

Nuovo articolo Art. 10-bis. (Mobilità elettrica)

  1. A coloro che, dal 1o settembre 2019 al 31 dicembre 2020, acquistano in Italia, anche in locazione finanziaria, un veicolo elettrico o ibrido nuovo di fabbrica, delle categorie L5e, L6e e L7e o, se di potenza superiore a 11 kW, della categoria L3e e che consegnano per la rottamazione un veicolo delle medesime categorie o delle categorie L1e e L3e, di cui siano proprietari o utilizzatori, in caso di locazione finanziaria, da almeno dodici mesi, è riconosciuto un contributo pari al 30 per cento del prezzo di acquisto fino ad un massimo di 3.000 euro nel caso in cui il veicolo consegnato per la rottamazione sia della categoria euro 0, 1 e 2.
  2. In assenza di rottamazione è riconosciuto un importo pari al 20 per cento del prezzo di acquisto fino a un massimo di 2.000 euro.
  […]
   7. Per la concessione del contributo di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2019 e di 10 milioni di euro per l’anno 2020, a cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.
   8. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, è dettata la disciplina applicativa delle disposizioni di cui al presente articolo.

 

E’ previsto anche un emendamento che dovrebbe risolvere alcuni problemi tecnici legati all’attribuzione di categoria 0, 1 e 2 che al momento impediscono l’assegnazione degli incentivi per l’acquisto di ciclomotori e motocicli:

Emendamento 10.016:

Art. 10-bis.

(Modifiche alla disciplina degli incentivi rottamazione per acquisto veicoli non inquinanti)

  1. All’articolo 1, comma 1057, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, le parole: «consegnato per la rottamazione sia della categoria euro 0, 1 e 2» sono sostituite dalle seguenti: «sia stato oggetto di ritargatura ai sensi del decreto ministeriale 2 febbraio 2011 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 aprile 2011, n. 76, ad esclusione dei veicoli della categoria euro 2».

Notare che questo emendamento è di per sè sbagliato e andrà riformulato, perchè prevede l’eliminazione anche delle parole “consegnato per la rottamazione”, mentre per avere senso dovrebbe secondo me prevedere solo l’eliminazione del testo “sia della categoria euro 0, 1 e 2”

 

Categorie di veicoli

L’ “emendamento sulle minicar” riguarda tre categorie di veicoli, così definite nel codice della strada:

categoria L5e: veicoli a tre ruote simmetriche rispetto all’asse longitudinale mediano, la cilindrata del cui motore (se si tratta di motore termico) supera i 50 cc o la cui velocita’ massima di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) supera i 45 km/h;
categoria L6e: quadricicli leggeri, la cui massa a vuoto e’ inferiore o pari a 350 kg, esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui velocita’ massima per costruzione e’ inferiore o uguale a 45 km/h e la cui cilindrata del motore e’ inferiore o pari a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata; o la cui potenza massima netta e’ inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori, a combustione interna; o la cui potenza nominale continua massima e’ inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici. Tali veicoli sono conformi alle prescrizioni tecniche applicabili ai ciclomotori a tre ruote della categoria L2e, salvo altrimenti disposto da specifiche disposizioni comunitarie;
categoria L7e: i quadricicli, diversi da quelli di cui alla categoria L6e, la cui massa a vuoto e’ inferiore o pari a 400 kg (550 kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, e la cui potenza massima netta del motore e’ inferiore o uguale a 15 kW. Tali veicoli sono considerati come tricicli e sono conformi alle prescrizioni tecniche applicabili ai tricicli della categoria L5e salvo altrimenti disposto da specifiche disposizioni comunitarie;

Ringraziamenti

Questo articolo è stato reso possibile dall’ “indizio” pubblicato da questo sito: niente di complicato, solo un nome e un cognome:

Diego De Lorenzis, vicepresidente del Movimento cinque stelle in commissione Trasporti alla Camera

Per qualche motivo, invece, quando i quotidiani pubblicano notizie su leggi e normative, non citano mai i riferimenti normativi, indispensabili per seguire l’iter legislativo, cioè per capire se e quando effettivamente le leggi entrano in vigore.

Cercando il suddetto nome tra i 1271 emendamenti alla legge di bilancio, pubblicati su openpolis, è stato possibile trovare quell’unico emendamento oggetto di questo articolo.

 

Greengo icaro: le mappe dei fusibili

17 Apr

Sulla Greengo Icaro A1 (alias Zhidou Xindayang ZD A1) ci sono due scatole di fusibili, una in macchina, a sinistra dello sterzo, e una più piccola nel vano motore.

Queste sono le etichette che ci sono attaccate, che però dopo anni tendono a staccarsi e a perdersi, quindi le “appoggio” qui:

fusibili greengo icaro zhidou zd A1

fusibili greengo icaro zhidou zd A1


fusibili greengo icaro zhidou zd A1

fusibili greengo icaro zhidou zd A1

Raduno Elettrico Romano n.1 del 2019 – Sabato 13 aprile

11 Apr
Causa mancata collaborazione/risposta di FIA, Campidoglio e Municipio IX, non è stato possibile allestire uno spazio dove parcheggiare i mezzi per realizzare un raduno ampio ed efficace.
Il raduno dovrà quindi per forza di cose limitarsi a “chi riesce a trovare parcheggio in zona”; essendo probabilmente impossibile trovarlo il parcheggio, almeno per le auto, resta la possibilità per auto, moto e scooter; tuttavia le previsioni per sabato (e anche venerdì, e anche domenica….) dànno pioggia sicura, quindi difficilmente i “centauri” – motorizzati o no – parteciperanno.
 
In ogni caso, l’appuntamento per gli irriducibili che volessero partecipare in ogni caso alraduno è per sabato 13 aprile alle 18.00 al “solito posto”:

Angolo tra Viale Europa e Via dell’Arte

In viale Europa ci sono le piccole colonnine da 3 kW, mentre in via dell’Arte c’è una grossa colonnina Fast: ci metteremo dove c’è più posto.

 
RICORDATE DI COLLOCARE UNA COCCARDA color BLU ELETTRICO (ovviamente 🙂 )sul vostro mezzo, in modo che sia possibile identificarlo a distanza e favorire l’aggregazione dei partecipanti.
Per le auto con antenna esterna, coccarda sull’antenna;
Per le auto senza antenna esterna, coccarda in mezzo al tettuccio;
Per gli scooter, coccarda sul bauletto;
Se non avete il bauletto, attaccatevela sulla capoccia! 🙂


RICORDATE DI PARCHEGGIARE I MEZZI SOLO NEGLI SPAZI CONSENTITI.
Se non ci dovessero essere parcheggi liberi, restate nel mezzo in FERMATA anzichè in SOSTA, onde non ricorrere in sanzioni e onde essere in grado di rimuovere tempestivamente il mezzo in caso di necessità/richiesta/intralcio.
 
NOTA: l’orgnaizzatore del raduno non potrà essere presente in quanto di turno come volontario alle tribune 4A/4B fino alle 20.00.
Quindi se riuscite a radunarvi almeno in due… condividete un selfie! 🙂

Un altro possibile appuntamento è la “parata elettrica” ufficiale del giorno precedente, venerdì 12, cui però sono ammessi solo veicoli senza targa.

Minicar elettriche Greengo Icaro usate in vendita a basso costo?

5 Apr

Può darsi.
Nel 2014 il Comune di Roma pubblicava un bando per il carsharing; condizione per esercitare era che le vetture fossero obbligatoriamente dismesse dopo 4 anni o 100.000 km, per sostituirle con altre più moderne:
https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/avviso_carsharing.pdf

Questo articolo dice che Sharengo ha iniziato l’attività a roma a febbraio 2016:
https://www.trasporti-italia.com/citta/car-sharing-arrivano-anche-a-roma-le-equomobili-di-share-ngo/24539

Quest’altro del 2016 dice che da ottobre il parco macchine sharen’go di Roma sarà di 400 vetture: http://sharengo.welldev.ro/wp-content/uploads/2016/10/CS-Sharengo-Roma-19set16.pdf

Questo significa che:

  • probabilmente Sharengo già da febbraio 2020 dovrà dismettere “un certo numero” di altri mezzi; non so con quanti avesse iniziato, ma il bando del Comune di Roma richiedeva che fossero almeno 50. Ma il fatto che le attività siano iniziate nel 2016 non significa che le auto siano state immatricolate nel 2016: le prime Icaro sono arrivate in Italia nel 2012.
  •  sicuramente da ottobre 2020 Sharengo dovrà dismettere 400 Icaro del 2016, e nel 2017 è stata creata la D2, quindi saranno in dismissione modelli A1, A1+ e D1.

In altre parti d’Italia però Sharengo ha iniziato le attività prima o dopo: Modena (maggio 2017), Firenze (ottobre 2015), Livorno (novembre 2015), Milano (giugno 2015),… Solo che ogni comune fa testo a sè: non essendoci leggi dello Stato, è il comune a decidere se e quando la ditta di carsharing deve dismettere le auto.
Il bando di Firenze è praticamente una fotocopia di quello di Roma: anche qui vale il rinnovo obbligatorio dopo 4 anni: https://www1.comune.fi.it/materiali/bandi/avvisi_2016/20160616_2016_avviso.pdf

I modelli di Icaro esistenti sono molti; qui qualche indicazione su come riconoscerli, e qui le caratteristiche.

————–

Riepilogo

Comuni di attività di Sharengo

Milano (4 anni da 15 giugno 2015) (180 mezzi – max 18.000 km):

 

Firenze (4 anni da ottobre 2015) (20 mezzi – max 13.000 km):

 

Roma (4 anni dal 2016) (200 mezzi – max 26.000 km):

 

Modena (4 anni da maggio 2017) (10 mezzi – max 20.000 km):

 

Altri comuni

Livorno:

 

Bologna:

 

Torino:

Icaro ex-Sharengo in dismissione svendute

26 Mar

Sharengo ha iniziato la dismissione del suo parco auto (vedi articolo su motivazione e data di dismissione dei veicoli.).
Di conseguenza, sui siti di annunci di vendita di auto usate comincia a comparire una gran quantità di queste macchinine, a prezzi finalmente abbordabili invece dei 18.000 euro di listino.

Ci sono però delle cose “strane”:
1) il nome dell’auto; le “greengo icaro” vengono vendute sotto i nomi più strani, sia per il fatto che il nome originale era ic@r.0 (con lo zero finale), sia perchè la ditta che le produce è cambiata varie volte negli anni, quindi si possono trovare vendute con questi nomi:

  • Xindayang (la ditta cinese che le assembla, su progetto italiano)
  • Zhidou (la ditta che ha acquisito la Xindayang anni fa)
  • Greengo
  • Sharengo (o Sharen’go)
  • Geely

C’è persino chi la vende come “AIXAM”, noto produttore di auto elettriche: forse per farsi trovare meglio…

2) Molte vengono vendute come “non marcianti” o persino “senza pezzi”. Quelle “non marcianti” sono ancora configurate per lo sharing, e sbloccarle può costare 350 euro oppure 1.500 euro, ma non ho capito in base a cosa varia il prezzo così tanto.

3) I modelli: c’è chi le chiama ZD1 o ZD2, chi ZD-D1 o ZD-D2, chi solo D1 o D2, ma si tratta sempre delle stesse vetture, di cui i modelli più diffusi sono:
D1
D2
D2S

Modelli precedenti erano la A1, la A1+ e la H1, ma è praticamente impossibile trovare informazioni certe e coerenti tra un sito e l’altro, essendo fuori produzione da anni.
L’unica cosa certa è che le A1/A1+ erano da 6 kW e arrivavano al massimo a 65 km/h, mentre le successive sono da 9 kW e arrivano fino a 85 km/h.

Questo è un mio  tentativo di ricostruzione delle differenze tra i vari modelli; purtroppo non ci può essere la certezza perchè ogni sito dice una cosa diversa, specie sui vecchi modelli A1/ZD311 da 6 kW, quindi è sempre bene chiedere dettagli al venditore, ma almeno con questa immagine si può provare a farsi un’idea iniziale di massima su quale veicolo sia in vendita.