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Quadricicli e normative: che patente serve per guidarli?

23 Feb

Versione micro

  • Patente AM = quadricicli leggeri (L6e): max 6kW, 45 km/h, 2 posti
  • Patente B = quadricicli pesanti (L7e): max 15kW, 90 km/h, 4 posti

Versione breve

con la patente AM è possibile condurre (con decorrenza 1 gennaio 2016) veicoli della categoria L6e-B (quadricicli leggeri) di potenza fino a 6 kW. Per la classificazione del veicolo, fa fede quanto riportato sul libretto di circolazione, perchè l’ente omologatore può decidere con una certa autonomia come classificare un quadriciclo (in base a peso, velocità e altro) se per caso non dovesse rientrare esattamente nella normativa esistente. La classificazione viene poi riportata nel campo J del libretto.

 

Versione completa

Dal 1 gennaio 2016 la direttiva 2002/24/CE è stata abrogata e sostituita dal regolamento 168/2013 “relativo all‘omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli”.

Nuove definizioni di quadricicli:

  • L6e-B (quadricicli leggeri), con potenza nominale continua o netta massima inferiore o uguale a 6 kW [non più 4 kW] e massa in ordine di marcia uguale o inferiore a 425 kg;
  • L6e-C (quadricicli pesanti), con potenza nominale continua o netta massima inferiore o uguale a 15kW e con massa in ordine di marcia inferiore o uguale a 450 Kg per i veicoli destinati al trasporto persone e uguale o inferiore a 600 kg per i veicoli destinati al trasporto merci.

 

La direttiva 2006/126/CE, recepita in Italia con il decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59, stabilisce, all’art. 4, comma 2, quali patenti servono per guidare i vari tipi di quadricicli, ma in realtà non è per niente chiaro, perchè l’articolo dice solo di abrogare o cambiare questo o quell’articolo del Codice della Strada del 1992… Successivamente è stata emessa la circolare 27747 del 2016, poi però abrogata dalla circolare 920 del 2017.

Circolare – 09/12/2016 – prot. n. 27747 – Quadricicli leggeri per i quali serve la patente AM

  • OGGETTO: Caratteristiche dei quadricicli leggeri che possono essere condotti con la patente di guida della categoria AM.
  • ABROGATA dalla Circolare prot. n. 920 del 16/01/2017

Circolare – 16/01/2017 – Prot. n. 920 – Quadricicli leggeri che possono essere guidati con patente AM

  • Oggetto: Caratteristiche dei quadricicli leggeri che possono essere condotti con la patente di guida della categoria AM.

 

La normativa 168/2013 fa una classificazione piuttosto caotica dei quadricicli, di cui qui riporto, per non appesantire ulteriormente questa già complicata pagina, un estratto del paragrafo 2 dell’articolo 4, limitatamente alle sole categorie “trasporto passeggeri” e “mezzo coperto” (quindi niente quad):

  •  L6e (quadriciclo leggero o quadrimobile leggera)
    • veicoli L6e-BP (quadrimobili leggere per il trasporto di passeggeri): veicoli progettati principalmente per il trasporto di passeggeri.
  • L7e (quadriciclo pesante o quadrimobile pesante)
    • veicoli L7e-CP: (quadrimobili pesanti per trasporto passeggeri): veicoli progettati principalmente per il trasporto di passeggeri.

 

Importantissimo il paragrafo 4 dell’articolo 4, perchè copre veicoli eventualmente non ancora esistenti:

Per quanto riguarda la classificazione dei veicoli della categoria L di cui al paragrafo 2, un veicolo che non rientra in una determinata categoria perché supera almeno uno dei criteri previsti per tale categoria è classificato nella categoria seguente di cui soddisfa i criteri. Tale principio si applica alle seguenti categorie e sottocategorie:

[…]

c) categoria L6e con le sottocategorie L6e-A e L6e-B e categoria L7e con le sottocategorie L7e-A, L7e-B ed L7e-C;
d) qualsiasi altra sequenza logica di categorie e/o sottocategorie proposta dal costruttore e approvata dall’autorità d’omologazione.

L’ultima frase lascia un po’ di spazio di manovra in caso di veicoli non esattamente contemplati dalla normativa: decide l’autorità di omologazione. I dati vengono poi riportati sul libretto di circolazione, che fa testo per stabilire quale normativa serve per guidare un certo mezzo.

 

Le caratteristiche tecniche sono invece nelle tabelle dell’allegato 1; metto solo quelle strettamente collegate a un quadriciclo elettrico:

  • L6e – Quadriciclo leggero generico
    • max 45 km/h;
    • max 425 kg;
    • max 2 posti a sedere, incluso il sedile del conducente
    • abitacolo chiuso per conducente e passeggero accessibile al massimo da tre lati
    • max 6 kW
    • L6e-BP – Quadriciclo leggero per il trasporto di passeggeri:
      • veicolo L6e-B progettato principalmente per il trasporto di passeggeri

 

  • L7e – Quadriciclo pesante
    • max 450 kg
    • veicolo L7e che non può essere classificato come veicolo L6e.
    • L7e-C – Quadriciclo pesante:
      • max 15 kW;
      • max 90 km/h;
      • abitacolo chiuso per conducente e passeggero, accessibile al massimo da tre lati.
      • Lte-CU –  Quadriciclo pesante per il trasporto di passeggeri:
        • massimo 4 posti, con sedile, incluso il posto del conducente.

 

Nota 1: la velocità massima consentita è stata elevata da 80 a 90 km/h: questo dovrebbe consentire a questi mezzi di circolare anche in autostrada, dove il limite di velocità minimo è di 80 km/h, ma al momento non conosco una normativa precisa in merito.

Nota 2: il numero massimo di posti per un quadriciclo pesante è stato portato da 2 a 4

Dimensioni ammesse:

(1)

lunghezza ≤ 4 000 mm

≤ 3 000 mm per i veicoli L6e-B

≤ 3 700 mm per i veicoli L7e-C

(2)

larghezza ≤ 2 000 mm

≤ 1 000 mm per i veicoli L1e

≤ 1 500 mm per i veicoli L6e-B e L7e-C

(3)

altezza ≤ 2 500 mm.

TUV Italia: https://www.tuv.com/it/italy/chi_siamo/chi_siamo.html

 

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Airbag, ABS, servosterzo e servizi accessori: servono nelle minicar?

28 Gen

Sistemi accessori

Servofreno, servosterzo, aria condizionata, riscaldamento, ABS e airbag  sono gli “accessori più necessari” in un’auto, tanto che 5 su 6 li diamo ormai per scontati su qualunque auto.

Ma le minicar NON sono auto, ma quadricicli che pesano meno della metà di un’auto e che vanno alla metà della sua velocità: ciò rende meno critica l’assenza di servofreno, servosterzo, ABS e airbag.

 

Riscaldamento

Il riscaldamento è sempre esistito in qualunque auto (a benzina) fin dai primordi… ma semplicemente perchè sulle auto a benzina è “tecnicamente obbligatorio” produrre calore (il 75% dei soldi che mettete nel serbatoio diventa calore senza minimamente “spingere” la macchina!): si  tratta solo di decidere se buttarlo tutto via o tenersene un po’; su un’auto elettrica, invece, il calore va appositamente “fabbricato”.

Aria  condizionata

Il freddo va espressamente “fabbricato” sia sulle auto a benzina che elettriche, quindi, in genere, è un’optional nelle auto e non esiste nelle minicar.

 

Servofreno

Anche se non ce ne accorgiamo, è montato ormai su tutte le auto (tranne per chi va ancora in giro col cinquino della nonna… 🙂  ). Ma è alimentato da una pompa elettrica, quindi consuma energia, quindi quasi nessuna minicar lo monta.

 

Servosterzo

Electric Power Steering o EPS in inglese, come il servofreno è ormai montato su tutte le auto ormai; ma su una minicar che pesa la metà di un’auto non è indispensabile montarlo.

 

Airbag e ABS

Le auto pesano 1000-1500 kg e vanno a 130 km/h.

Le minicar pesano 500-600 kg e vanno a 80 km/h o meno.

In  termini di  formule:

  • un’auto da 1500 kg che viaggia a 130 km/h possiede un’energia (cinetica) di circa 1.000.000 di Joule (280 Wh); dissiparla fermandosi in un secondo (contro un muro) significa generare una potenza istantanea di 1 Megawatt, mentre per fermarsi, tramite i freni, in 10 secondi (da 130 km/h a zero) significa dissipare 100 kW. Schiantarsi a 130 km/h equivale a cadere dal 22mo piano.
  • una minicar da 600 kg che viaggia a 90 km/h ha un’energia di circa 190.000 Joule (50 Wh); la potenza istantanea in caso di urto o frenata è di 180 kW e 18 kW. Schiantarsi a 90 km/h equivale a cadere dall’11mo piano.
  • una minicar che viaggia a 50 km/h non arriva a 60.000 (17 Wh);  i valori di potenza in arresto in questo caso sono 60 kW e 6 kW. Schiantarsi a 50 km/h equivale a cadere dal terzo piano.

Questo è il motivo per cui le minicar in genere non montano i costosi airbag e ABS.

Questa macabra tabella mostra il “piano equivalente di caduta da un edificio” corrispondente alle varie velocità a cui ci si può schiantare…

km/h piano
50 3
60 5
80 8
90 11
130 22

Diciamo quindi che per minicar che viaggiano fino a 60 km/h, al limite si può anche fare a meno dell’airbag, anche se cadere dal quinto piano non è che sia proprio uno spasso…

Per quanto riguarda l’ABS e il servofreno: la forza da applicare a un’auto per fermarla in un certo spazio S quando sta andando a una certa velocità V è pari a:

F =  E/S

Dove E è l’energia cinetica, pari a 0.5 * m* V^2 , dove “m” è la massa del veicolo.

Questa tabella mostra la forza necessaria a fermare in 10 metri di spazio minicar e auto:

km/h kg Forza (N) Forza-peso (kg)
50 600            5.787            579
60 600            8.333            833
80 600          14.815         1.481
90 600          18.750         1.875
130 1500          97.801         9.780

Cioè per arrestare una minicar che va a 50 km/h bisogna applicare una forza equivalente di 579 kg, mentre per un’auto a 130 servono quasi 10 tonnellate di forza-peso (quasi 20 volte di più).

Non so a quanto equivalga ognuno di questi valori in termini di forza da applicare sul pedale del  freno, ma il rapporto tra questi numeri dovrebbe essere lineare, cioè la forza da applicare sul pedale di una macchina che va a 130 all’ora dovrebbe essere 20 volte quella necessaria a fermare una minicar che va a 50; di qui il fatto che sui quadricicli leggeri il servofreno non è indispensabile, mentre per quelli pesanti, che vanno a 80-90 all’ora, già se ne può sentire la necessità, visto che la forza frenante richiesta è  circa il triplo rispetto ai quadricicli leggeri.

Per sapere se e quando è necessario l’ABS, bisogna sapere qual è la forza di attrito statico delle ruote quando l’auto è in movimento, perchè le ruote iniziano a slittare, in frenata, quando la forza frenante applicata/necessaria supera quella dell’attrito statico.

Per una minicar si 600 kg la forza di attrito statico con l’asfalto è di circa 4000-5000 N (considerando un  coefficiente di attrito con l’asfalto di 0,7); per un’auto di 1500 kg è di circa 10.000 N. Estendiamo la tabella di prima con questi valori:

km/h kg Forza (N) Forza-peso (kg) Attrito statico (N)
50 500            4.823           482 3434
60 600            8.333            833 4120
80 600          14.815         1.481 4120
90 600          18.750         1.875 4120
130 1500          97.801         9.780 10301

Vediamo quindi che per un quadriciclo leggero la forza di arresto e quella di attrito sono simili, il  che significa che non serve l’ausilio dell’ABS per fermarsi; ma quando la forza di arresto necessaria diventa il doppio di quella di attrito, significa che o ci servirà il doppio dello spazio per fermarci, oppure ci servirà l’ABS per fermarci nello stesso spazio.

 

Disamina storico/tecnica della minicar GreenGo Icar0

27 Gen

La Icar0 (con lo zero finale) o Icaro (con la o finale, … ma su questo blog zero e lettera “O” sono identiche…) ha una lunga storia alle spalle.

Nasce nel 2006 in Toscana, come idea dell’ex ingegnere Fiat Alfredo Bacci e dell’ex responsabile marketing di Piaggio Ettore Chimenti, ma è fabbricata in Cina dal “Xyndayang Group” e poi re-importata  e poi “marchiata” come GreenGo (marchio creato da la Generplus spa di Livorno, Edi Srl di Pontedera, e Sce di Modena), nonchè offerta in carsharing in Italia da CS Group sotto il brand “Sharen’go”. ( http://tg24.sky.it/tecnologia/2017/11/14/auto-elettriche-under-18.html )

Sharen’go è nata a Milano il 22/6/2015, è arrivato poi a firenze il 14/10/2015, il 18/2/2016 a Roma e il 7/5/2017 a Modena. ( http://www.fondazionemilano.eu/sites/all/files/convenzione_sharengo.pdf )

La Icaro viene presentata la prima volta al motorshow di Bologna nel 2012.

Fabbricata inizialmente dalla Zotye, presumibilmente con nome “E-20” (da non confondere con la  E-200 ,più simile alla Smart), in seguito è divenuta di proprietà della Zhidou (anche se probabilmente la Zotye ha continuato a costruirne una sua versione); la Zhidou l’ha prodotta dal 2015 al 2017 in vari modelli (D1, D2, D2S), quando poi il marchio pare sia passato alla Geely, una grossa industria automotive cinese, che sta per uscire col modello D3.

Zotye, Zhidou e Geely sono tra le prime 20 in classifica di vendite di auto elettriche nel mondo a luglio 2017, con Zhidou subito dietro alla Renault e Zotye prima della Ford:

Nello specifico, il modello D2 dela Zhidou è al quinto posto in classifica di vendite, subito dopo le varie Tesla, e prima di Renault Zoe e BMW i3:

 

( http://ev-sales.blogspot.it/2017/07/ )

I primissimi modelli di Icar0 erano i classici quadricicli leggeri al piombo da 4kW, con prestazioni mediocri, ma il mezzo si è evoluto negli anni, passando dal piombo al litio, e dai 4 kW iniziali a 6, poi a 9 e ora a 15, e così pure la velocità massima è passata dagli iniziali 45 km/h a 50, 60, 80, poi 90 e infine 100 km/h per la D3.

La GreenGo non è molto chiara sugli allestimenti dei modelli che vende, come pure i suoi rivenditori, ma scartabellando su siti e forum cinesi sono arrivato a scoprire questi modelli:

Zotye E20 (2013), poi divenuta ZhiDou ZD-H1 (2013):

  • 9 kW continui
  • 18 kW di picco
  • 670 kg di peso
  • 13-26 W/kg
  • Omologazione: e13*2002/24*0577*03

Zhidou ZD311A (litio, 6/12 kW)

Zhidou ZD311D (piombo, 4/8 kW o 5/10kW)

Zhidou D1: (Dati ignoti)

Zhidou D2 (2015):

  • Stessi dati della H1, ma disponibile anche versione da 15 kW continui e 30 kW di picco con batterie NMC invece che LiFePO4.

 

 

Questo grafico mostra le vendite della Zotye/Zhidou/icaro in Cina in questi anni:

Ovviamente si vede il “crollo” della Zotye a causa del passaggio di consegne alla Zhidou. Ancora non si sa come chiamerà o ha chiamato questa auto la Geely, quindi non so dove trovare i dati per il 2017.

Hardware

Motore e centralina

Questi dovrebbero essere i motori montati sui vari modelli di icar0, prodotti dalla cinese Deyang Electronics:

Questa dovrebbe essere la nomenclatura di targa dei motori:

XDYBL/a-bbbb-cc

  • a = Potenza nominale (rated power, kW)
  • bbbb = rpm limite
  • cc = tensione (V)

Per esempio un XDYBL-15-5000-72 sarebbe il modello con dati nominali: potenza 15 kW, rpm 5000, tensione 72V

Queste potrebbero quindi essere le centraline delle icaro. Una icaro da 6/12kW avrebbe quindi forse una centralina da 200/500A, cioè potenzialmente da 14-36 kW; il motore 6/12 però in ogni caso non può tollerare correnti superiori a 91A, quindi c’è poco da “overcloccare”… (91*72=6552W); però è anche vero che 72V sono nominali, ma una batteria al litio da 72V ha 24 celle, quindi una tensione massima di 3,3×24 = 79V

Potenza e velocità massima teoriche

Partendo dalla larghezza e altezza (1540 e 1545 mm) della icaro e togliendo l’altezza del fondo da terra  si potrebbe ipotizzare un’area frontale di 1.54×1.53 = 2,35 m2; se poi la icaro avesse il Cx della Twizy (0,54), secondo questi calcoli necessiterebbe di poco più di 12 kW per andare a 90 all’ora; ma la Twizy è molto più bitorzoluta della icaro, che quindi ha sicuramente Cx minore; se ipotizziamo che sia 0,4, per arrivare a 90 km/h bastano poco più di 9 kW.

 

Accelerazione teorica

Per quanto riguarda l’accelerazione, questi sono i dati della mia vecchia auto diesel:

Le varie icaro hanno queste potenze nominali e di picco (tra parentesi) e rapporti potenza/peso (nominale e di picco):

  • ZD311D (piombo, 4/8): 5/11  (Potenza nominale 4kW, picco 8 kW, peso/potenza = 5W/kg nominali, 11 W/kg di picco)
  • ZD311D (piombo, 5/10): 7/13
  • ZD311A (LiFePO4, 6/12): 9/18
  • ZD-H1 (LiFePO4, 9/18): 13/27
  • ZD-D1: ???
  • ZD-D2 72V(LiFePO4, 9/18):  13/27
  • ZD-D2 144V(Li-NMC, 9/18): ???
  • ZD-D2S (Litio, 15/30):  ???
  • ZD-D3 (Litio, 15/30): ???

 

Da non dimenticare che la icaro NON arriva a 100 km/h ma a varie velocità secondo il modello:

  • ZD311D (piombo, 4/8):  45 km/h
  • ZD311D (piombo, 5/10): 50 km/h
  • ZD311A (LiFePO4, 6/12): 60 km/h
  • ZD-H1 (LiFePO4, 9/18): 80 km/h
  • ZD-D1: ???
  • ZD-D2 (LiFePO4, 72V):  85  km/h
  • ZD-D2 (Li-NMC, 144V): ???
  • ZD-D2S (Litio, 15/30):  90 km/h
  • ZD-D3 (Litio, 15/30): 100 km/h

Inoltre la curva di accelerazione è esponenziale, quindi se per arrivare da 0 a 100 un mezzo impiega 15 secondi, NON vuol dire che per arrivare da 0 a 50 ne impiega 7,5, ma circa 4 o 5, cioè si può ipotizzare che la mia Fiesta con rapporto potenza/peso di 45 W/kg vada da 0 a 50 km/h in 4 secondi; potrebbe essere più o meno simile a questa (che in realtà è di una moto):

Come si vede, se per arrivare a 168,8 km/h servono 13,1 secondi, in metà tempo non si arriva a metà velocità (84,4) ma a 125 km/h; per arrivare a 50 km/h ci mette 2 secondi; la mia Fiesta ci mette 15,5 secondi invece che 13,1 per arrivre a 160 km/h, quindi probabilmente per arrivare a 50 km/h ne impiega 3.

Si può provare a scalare questa curva per le varie versioni della icaro, tanto “più o meno” queste curve hanno sempre lo stesso andamento, ma cambia la “velocità terminale” o “velocità limite” da un veicolo all’altro:

A occhio e croce, quindi, i tempi 0-50 dei vari modelli (cioè in sostanza la ripresa) potrebbero essere questi:

  • ZD311D (piombo, 4/8): 29s
  • ZD311D (piombo, 5/10): 25 s
  • ZD311A (LiFePO4, 6/12): 10 s
  • ZD-H1 (LiFePO4, 9/18): 7 s
  • ZD-D1: ???
  • ZD-D2 72V(LiFePO4, 9/18): 6 s
  • ZD-D2 144V(Li-NMC, 9/18): ???
  • ZD-D2S (Litio, 15/30):  ???
  • ZD-D3 (Litio, 15/30): 7s (200 kg in più)

Sono risultati molto empirici e approssimativi, però so per esperienza che almeno quelli per le versioni al piombo sono tristemente realistici (ho provato una Birò, una Ingaeta G1  una Start Lab Open Street); per le minicar al litio, ricordo tempo fa di aver misurato circa 6 secondi da 0 a 50 per la Twizy, quindi i valori qui sopra sono plausibili. La D3 da 15kW/30kW che pesa 870 kg invece che 670 (sarà a 4 posti?!?) viene data per 0-50 in 7s.

Sistemi accessori

Servofreno, servosterzo, aria condizionata, riscaldamento, ABS e airbag  sono gli “accessori più necessari” in un’auto, tanto che 5 su 6 li diamo ormai per scontati su qualunque auto.

Ma queste NON sono auto, ma quadricicli che pesano meno della metà di un’auto e che vanno alla metà della sua velocità: ciò rende meno critica l’assenza di servofreno, servosterzo, ABS e airbag.

Sto lavorando a una tabella che riassume le dotazioni dei vari modelli di icaro; nel frattempo, ecco qualche spiegazione tecnica.

 

Coefficiente di attrito aerodinamico Cx

5 Nov

Il “coefficiente di attrito aerodinamico” è un indice di aerodinamicità di un corpo: più il coefficiente è basso, più facilmente il corpo penetra nell’aria, che quindi offre minor resistenza al moto del corpo stesso.

E’ un valore che ha grande impatto sui consumi di un veicolo alle alte velocità, e dipende dalla scabrosità della superficie del veicolo, oltre che dal profilo (sezione longitudinale) dello stesso.

Questo coefficiente è abbreviato in modi diversi a seconda della lingua: Cw per i  tedeschi, Cd per gli inglese, Cx per gli italiani, ma si tratta sempre della stessa identica cosa.

Cw deriva probabilmente dal termine tedesco “weiderstand”, cioè “resistenza” (dell’aria in questo caso). Il nome esteso in tedesco del Cw è  Strömungswiderstandskoeffizienten, più leggibilmente “Strömungs-widerstands-koeffizienten”. I tedeschi lo chiamano a volte anche “Cw-wert” (“valore di Cw”).

Cd deriva probabilmente dal termine inglese “drag”, cioè “trascinamento”; si parla infatti di “air drag” nel caso di resistenza aerodinamica. Il Cd è quindi il Drag Coefficient.

Per il “Cx” usato da francesi e italiani non ho trovato etimologia.

 

Ma parlando di questioni più pratiche, in che modo il Cx/Cd/Cw (d’ora in poi solo Cx) incide sui consumi di un veicolo?

Per calcolare la potenza che un veicolo deve avere per vincere la resistenza aerodinamica si usa una particolare formula; da essa si evince che:

  • a 50 km/h il valore di Cx va moltiplicato per circa 3000 per calcolare la potenza
  • a 100 km/h il Cx va moltiplicato per circa 21.000

Significa cioè che la resistenza aerodinamica, tra 50 e 100 km/h, differisce per un fattore 7.

La formula è infatti:

  • Px = 0.5 * rho * Cx * A *v^3
    • rho = densità dell’aria (circa 1,2250 kg/m^3)
    • Cx (adimensionale)
    • A = area frontale (m^2)
    • v = velocità (m/s)

Usando le unità di misura indicate si ottiene la potenza in   kg * m2 / s3 , cioè in Watt (cioè in Joule/secondo).

Se per un’auto il Cx ha valori intorno a 0.2-0.3, per un ciclo o motociclo si arriva a valori di 0.8-0.9 se non carenato; la Renault Twizy, una via di mezzo tra motociclo e automobile, ha un Cx che è anch’esso una via di mezzo: 0.64.


A completamento di quanto sopra, anche se è del tutto indipendete dal Cx bisogna citare il Crr, il coefficiente di attrito di rotolamento; la suddetta “potenza di attrito aerodinamico” è infatti solo uno dei fattori che determina quanta potenza deve avere un veicolo per spostarsi a una data velocità: bisogna infatti tenere conto anche dell’attrito di rotolamento delle ruote, che ha anch’esso un suo coefficiente, talvolta indicato con Crr, e che trova posto in questa formula:

  • Frr = m * g * Crr
    • m = massa (kg)
    • g = 9,81 (m/s2)  (=accelerazione di gravità)
    • Crr (adimensionale)

Essendo la potenza il prodotto di Forza per Velocità, la potenza di attrito di rotolamento sarà:

  • Prr = m * g * Crr *v

La potenza di attrito complessiva è quindi:

  • Pa =     Prr + Px    =   (m * g * Crr * v)     +     (0.5 * rho * Cx * A *v^3)

Omologazione, immatricolazione, targa, assicurazione…. come funzionano?

6 Set

 

 

Come funziona la faccenda di omologazione e immatricolazione di un veicolo (elettrico o meno) in Italia?

O, meglio ancora, COSA SONO omologazione e immatricolazione? A che servono? Sono obbligatorie? Come si fanno?

Ecco tutte le risposte.

Omologazione

E’ il riconoscimento da parte delle Autorità (Italiane o Europee) che un determinato veicolo ha passato la certificazione, cioè ha superato tutti i test elettrici, meccanici ed elettromagnetici richiesti dalle normative vigenti. L’avvenuta omologazione è dimostrata dall’esistenza del “Certificato di Omologazione” (“type-approval certificate” in inglese).

L’omologazione decade se un veicolo subisce modifiche che ne alterino la risposta ai requisiti elettrici, meccanici ed elettromagnetici di legge.

Ad esempio, un mezzo a due o tre ruote omologato per raggiungere una velocità massima di 45 km/h (=ciclomotore) non risulta più omologato se messo in grado di superare tale velocità. Quindi non è più valida neanche l’immatricolazione e l’assicurazione. Quindi il mezzo non può circolare, e se causa incidenti comporta sospensione della patente e possibile arresto.

Idem dicasi se un mezzo a due o tre ruote omologato per erogare una potenza continua massima di 4 kW (altro limite dei ciclomotori) viene alterato in modo da erogare una potenza superiore: non risulta più omologato, immatricolato e assicurato, quindi il mezzo non può circolare, e se causa incidenti comporta sospensione della patente e possibile arresto.

Nel caso delle suddette modifiche si potrebbe richiedere una nuova omologazione, questa volta come motociclo, ma ciò richiede che il mezzo venga provato in un Centro Prove Autoveicoli (CPA), che fornirà (a pagamento) un nuovo Certificato di Omologazione una volta effettuata la certificazione.

Certificazione

Procedura con cui un’ente verifica che un veicolo soddisfi i requisiti elettrici, meccanici ed elettromagnetici richiesti dalle normative.

Al termine della procedura viene prodotto un “Certificato di Omologazione” (“type-approval certificate” in inglese), un documento di decine di pagine che elenca i risultati dei test dei requisiti.

 

Immatricolazione

Procedura con cui un veicolo omologato viene registrato al Pubblico Registro Automobilistico e dotato di “contrassegno identificativo” (la targa). Senza targa/immatricolazione, un veicolo non può essere assicurato e non può circolare su strade pubbliche.

 

Assicurazione

Pagamento di una quota annuale che va a costituire un “fondo monetario comune” a cui attingere per pagare i danni a cose o persone causati da un veicolo.

Un veicolo non assicurato non può nè circolare, nè essere parcheggiato in strada, ma può trovarsi solo in lugo privato chiuso e recintato.

 

Certificato di Omologazione

Documento che attesta l’avvenuta certificazione.  Noto anche come “Certificato di approvazione“, e “Type-approval certificate” o “EEC certificate” in inglese.

Descrizione dettagliata di un CdO:

E’ identificato da un codice alfanumerico del tipo e11*2002/24*0892*00 (“e” iniziale minuscola = normative EC/EU) oppure  E11-10R0512345*00 (“e” inziziale maiuscola = normativa UNECE).

Il primo codice ha questo significato:

  • e” minuscola: normativa EC/EU
  • 11: Regno Unito (elenco codici – Italia = E3)
  • 2002/24: Normativa di base
  • (opzionale): Ultimo emendamento/aggiornamento della normativa
  • 0892: Numero di approvazione
  • 00versione del numero di approvazione

Il secondo:

Esempio di certificato di omologazione:

https://scootergrisen.dk/scooterhjem…odkendelse.pdf

ATTENZIONE: alcuni mezzi di importazione possono avere anche certificati falsi!

Per verificare l’autenticità di un certificato occorre contattare l’ente certificatore (in caso di “e11”, cioè l’Inghilterra, la Vehicle Certification Agency – VCA), inviargli il numero del certificato e richiedere informazioni. Per l’Italia dovrebbe essere il Ministero dei Trasporti – MIT o la Motorizzazione Civile.

Dal 9 novembre 2015 in Italia il Certificato di Conformità (CoC), documento che garantisce la conformità del veicolo al tipo omologato, si è “dematerializzato”, cioè è ora gestito solo tramite Web: i costruttori trasmettono telematicamente all’Archivio nazionale dei veicoli, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, i dati tecnici che, grazie ad un sistema di validazione informatico,  garantiscono la coerenza degli stessi dati al tipo omologato; i dati in questione vengono in parte riportati sulla carta di circolazione al momento della immatricolazione.

Normative

La normativa 2002/24 citata in molte omologazioni di scooter elettrici cinesi è stata abrogata e sostituita dalla 2013/168:

Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. L 60 del 2 marzo 2013 è stato pubblicato il Regolamento n. 168 del 15 gennaio 2013  (2013/168) relativo all’omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli.
Il regolamento n. 168/2013 ha abrogato la direttiva 2002/24/CE del 18 marzo 2002 relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e che abroga la direttiva 92/61/CEE del Consiglio.
Ai sensi dell’articolo 82 del regolamento, quest’ultimo è entrato in vigore dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione in gazzetta ufficiale, ma la sua applicazione è disposta a partire dal 1° gennaio 2016.

Fonte

 

Come omologare un veicolo

La Motorizzazione può effettuare, tra gli altri, questi due tipi di collaudo (fonte):

  • Modifiche dati omologazione veicolo
  • Collaudi veicoli nuovi

L’omologazione di un veicolo di importazione o modificato potrebbe rientrare in una di queste due categorie.

Per informazioni su modalità e costi dell’omologazione si può provare a contattare queste ditte:

  1. Dekra
  2. Vesco

 

Le procedure in materia di omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche, sono state innovate dalla direttiva 2007/46/CE (successivamente corretta nel 2017 dalla 2017/1347), recepita in Italia con DM 28 aprile 2008.

 

Normative europee omologazione autoveicoli:

Normative europee omologazione ciclomotori e motocicli:

 

Terminologia francese:

  • CNIT: Code Nationale d’Identification du Type
  • TVV: type, variante et version
  • N° de réception par type   (numero di omologazione)
  • Type Mine: ???

Inglese:

  • VIN = Vehicle Identification Number

 

Codici omologazione CNIT/TVV:

Esempio:

  • Renault Fluence: M10RENVP009E250/LZBZ0L
  • Renault Zoe: M10RENVP026P789/AGVYA0
  • Nissan Leaf1: M10NSSVP000W772/ZE0AA01
  • Nissan Leaf2: M10NSSVP011Y303/ZE0AA02
  • Smart Fortwo Brabus 1: M10SMTVP000X119/451E44E4Y0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 2: M10SMTVP000Y120/451E44E4Z0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 3:  M10SMTVP000U116/451E43E4Y0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 4: M10SMTVP000V117/451E43E4Z0ZYAAA201
  • Peugeot i0n: M10PGTVP006U166/1NZKYZ
  • Mitsubish iMiev: M10MTSVP001U115/HA0HA311AAAAAAA4AAAA
  • Citroen C-zero: M10CTRVP005U582/1NZKYZ
  • Citroen C-zero airdream 1: M10CTRVP0007963/1NZKYZ
  • Citroen C-zero airdream 2: M10CTRVP0007963/1NZKYZ
  • Citroen e-mehari: M10CTRVP0425980
  • Tesla roadster 1: M10TSLVP000C002/001A01
  • Tesla roadster 2: M10TSLVP000D003/001A02

 

CES 2017 Las vegas – Eli Zero, la simil-Twizy ma con posti affiancati

8 Gen

eli-zero

elizero-alto

Presentata al CES di Las Vegas 2017 una nuova minicar elettrica che in prima battuta pare molto simile alla Renault Twizy, che in realtà, a causa dei suoi due posti in linea e dell’assenza di finestrini, sembra più uno scooter carrozzato; ma la “Zero” della cinese Eli ha delle sostanziali differenze, che sembrano banalità ma sulla Twizy non ci sono:

  • Posti affiancati, come su un’auto “vera”
  • Abitacolo chiuso
  • Sportelli
  • Finestrini
  • Portaoggetti vari

E il tutto, pare, intorno ai 9000 euro, contro i 7000 di una Twizy senza batterie.

In più c’è anche il climatizzatore.

La Eli-Zero è però comunque molto piccola, larga appena 1,28 metri (10 cm più della Twizy) e lunga 2,25 (10 cm meno della Twizy). Potrebbe sembrare un po’ complicato sedersi in due in uno spazietto di 1,28 metri, ma in realtà osservando con attenzione la Twizy si vede che ha moltissimo spazio sprecato, perchè sopra le ruote non c’è spazio abitabile, a differenza della Eli (a destra):

twizy-di-latoelizero-di-lato

Così a occhio sembra quindi che oltre ai 10 cm in più di larghezza, ci siano altri 10 centimetri di abitacolo in più per ogni lato, quindi una trentina di centimetri di spazio abitabile in più.

In ogni caso, è un quadriciclo leggero da 350 kg che non supera i 45 km/h (pare addirittura che non superi i 40), destinato quindi più che altro agli adolescenti. Da notare però che 4 kW sono tecnicamente sufficienti per raggiungere velocità anche di 60 km/h con un quadriciclo leggero, quindi è tecnicamente possibile che al momento dell’eventuale importazione e omologazione in Italia il mezzo venga messo in grado di raggiungere almeno i canonici  45 km/h (massimo legale per i quadricicli leggeri). Velocità superiori, su un mezzo di 350 kg, sono del tutto sconsigliabili, anche perchè con i suoi soli 4 kW ci vorrebbe un bel po’ a raggiungerli; già per raggiungere i 45 km/h potrebbero volerci una quindicina di secondi, se i 4 kW sono di poco, ma NON è probabile, perchè la legge impone un massimo di 4 kW per la potenza continua, non di picco.

Il motore funziona a 48V, e il mezzo ha un’autonomia dichiarata tra 65 e 120 km…. il che significa con tutta probabilità 60 km reali e 120 andando a 25 km/h… ma l’importante è saperlo prima di acquistarla. Per un adolescente che va a trovare gli amici, una minicar che di carburante costa 1 euro ogni 150 km e ha un’autonomia di 60 km è molto più che sufficiente, considerando che una città come Roma è larga 10 km..

Eli Zero dovrebbe entrare in commercio nel corso del 2017.

Riepilogo caratteristiche:

  • Potenza : 4kW
  • Velocità: 40 km/h
  • Autonomia: 60 km
  • Peso: 350 kg
  • Lunghezza x Larghezza x Altezza: 225 x 128 x 155  cm (Twizy: 233 x 119 x 146)
  • Prezzo: 9000 euro

 

 

In arrivo una nuova minicar elettrica italiana

17 Lug

quick-alfazero650

http://www.sienafree.it/economia-e-finanza/264-economia-e-finanza/81836-quick-omologata-lauto-elettrica-che-sara-prodotta-a-colle-di-val-delsa

Si chiamerà “AlfaZero Quick”, avrà tre posti (due avanti e uno dietro, ma in Italia la legge permette il trasporto di un solo passeggero sulle minicar), 1oo km di autonomia e una velocità massima di 90 km/h.

Purtroppo è diventato ancora più difficile per i piccoli costruttori omologare auto elettriche (piuttosto che minicar), “grazie” a una  nuova legge che obbliga a installare il sistema ESP (Electronic Stability Control) er avere l’omologazione europea, altrimenti avremmo già avuto un’altra auto elettrica italiana, l’Elettra.