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Il futuro dell’auto a idrogeno

3 Mag
http://www.corriere.it

Recentemente è aumentato il numero di articoli sull’idrogeno che compaiono su giornali generalistici anzichè del “settore elettrico”; questo perchè l’utilizzo dell’idrogeno come fonte di energia alternativa ai combustibili fossili è più fattibile rispetto al passaggio all’ “elettricità pura”, quando si parla di mezzi di trasporto. L’idrogeno, infatti, ha due grossi vantaggi sulle batterie:

  • tempi di rifornimento di 1/10 rispetto alle batteria (3-5 minuti invece che 30-50 minuti) (*)
  • possibilità di trasportare l’idrogeno utilizzando le strutture già esistenti per i combustibili fossili (metanodotti, autocisterne, benzinai)

L’economia del cosiddetto “idrogeno verde” non è ancora conveniente: 1 kg di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili costa 5-6 euro, contro gli 1-2 euro dell’idrogeno di origine fossile, che è un controsenso in sè: si utilizza il metano per dividerlo in idrogeno e anidride carbonica.

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Ma ci sono altri due punti importanti:

  • per rendere competitivo l’idrogeno verde, “basta” costruire più centrali elettriche a base di fonti rinnovabili: anche se questo “basta” significa moltiplicarne per 80 il numero attuale, si tratta comunque di un processo tecnicamente possibile
  • un motore a benzina è condannata ad andare sempre a benzina; un “motore a idrogeno” (cioè una cella a combustibile) può essere alimentato oggi a idrogeno fossile, e domani a idrogeno verde, senza dover cambiare niente; questo renderebbe teoricamente e tecnicamente possibile convertire l’intero parco veicoli (privati, commerciali e pubblici) a idrogeno anche prima che sia disponibile per tutti l’idrogeno verde, senza che si crei il circolo vizioso “non si possono fare veicoli a idrogeno finchè non c’è idrogeno, non si può investire nell’idrogeno finchè non ci sono veicoli a idrogeno”, come invece è accaduto per decenni per le auto elettriche.

Purtroppo persino tra i sostenitori delle auto elettriche ci sono forti oppositori dell’economia dell’idrogeno, ma si tratta per lo più di “integralisti politici”, che vedono nell’auto elettrica non solo un modo per liberare il mondo dall’inquinamento, ma anche un modo per ribellarsi contro “il Sistema”, i “Poteri forti”, la “Lobby dei benzinai” e così via, il che potrebbe rendere più difficile questo tipo di transizione ecologica.

(*) Per ricaricare un’auto elettrica da 800 km in 3-5 minuti servirebbe una colonnina da 2-3 Megawatt


Questo articolo verrà periodicamente aggiornato in modo da diventare un indice degli articoli di quotidiano che riguardano l’idrogeno.