Omologazione, immatricolazione, targa, assicurazione…. come funzionano?

6 Set

 

 

Come funziona la faccenda di omologazione e immatricolazione di un veicolo (elettrico o meno) in Italia?

O, meglio ancora, COSA SONO omologazione e immatricolazione? A che servono? Sono obbligatorie? Come si fanno?

Ecco tutte le risposte.

Omologazione

E’ il riconoscimento da parte delle Autorità (Italiane o Europee) che un determinato veicolo ha passato la certificazione, cioè ha superato tutti i test elettrici, meccanici ed elettromagnetici richiesti dalle normative vigenti. L’avvenuta omologazione è dimostrata dall’esistenza del “Certificato di Omologazione” (“type-approval certificate” in inglese).

L’omologazione decade se un veicolo subisce modifiche che ne alterino la risposta ai requisiti elettrici, meccanici ed elettromagnetici di legge.

Ad esempio, un mezzo a due o tre ruote omologato per raggiungere una velocità massima di 45 km/h (=ciclomotore) non risulta più omologato se messo in grado di superare tale velocità. Quindi non è più valida neanche l’immatricolazione e l’assicurazione. Quindi il mezzo non può circolare, e se causa incidenti comporta sospensione della patente e possibile arresto.

Idem dicasi se un mezzo a due o tre ruote omologato per erogare una potenza continua massima di 4 kW (altro limite dei ciclomotori) viene alterato in modo da erogare una potenza superiore: non risulta più omologato, immatricolato e assicurato, quindi il mezzo non può circolare, e se causa incidenti comporta sospensione della patente e possibile arresto.

Nel caso delle suddette modifiche si potrebbe richiedere una nuova omologazione, questa volta come motociclo, ma ciò richiede che il mezzo venga provato in un Centro Prove Autoveicoli (CPA), che fornirà (a pagamento) un nuovo Certificato di Omologazione una volta effettuata la certificazione.

Certificazione

Procedura con cui un’ente verifica che un veicolo soddisfi i requisiti elettrici, meccanici ed elettromagnetici richiesti dalle normative.

Al termine della procedura viene prodotto un “Certificato di Omologazione” (“type-approval certificate” in inglese), un documento di decine di pagine che elenca i risultati dei test dei requisiti.

 

Immatricolazione

Procedura con cui un veicolo omologato viene registrato al Pubblico Registro Automobilistico e dotato di “contrassegno identificativo” (la targa). Senza targa/immatricolazione, un veicolo non può essere assicurato e non può circolare su strade pubbliche.

 

Assicurazione

Pagamento di una quota annuale che va a costituire un “fondo monetario comune” a cui attingere per pagare i danni a cose o persone causati da un veicolo.

Un veicolo non assicurato non può nè circolare, nè essere parcheggiato in strada, ma può trovarsi solo in lugo privato chiuso e recintato.

 

Certificato di Omologazione

Documento che attesta l’avvenuta certificazione.  Noto anche come “Certificato di approvazione“, e “Type-approval certificate” o “EEC certificate” in inglese.

Descrizione dettagliata di un CdO:

E’ identificato da un codice alfanumerico del tipo e11*2002/24*0892*00 (“e” iniziale minuscola = normative EC/EU) oppure  E11-10R0512345*00 (“e” inziziale maiuscola = normativa UNECE).

Il primo codice ha questo significato:

  • e” minuscola: normativa EC/EU
  • 11: Regno Unito (elenco codici – Italia = E3)
  • 2002/24: Normativa di base
  • (opzionale): Ultimo emendamento/aggiornamento della normativa
  • 0892: Numero di approvazione
  • 00versione del numero di approvazione

Il secondo:

Esempio di certificato di omologazione:

https://scootergrisen.dk/scooterhjem…odkendelse.pdf

ATTENZIONE: alcuni mezzi di importazione possono avere anche certificati falsi!

Per verificare l’autenticità di un certificato occorre contattare l’ente certificatore (in caso di “e11”, cioè l’Inghilterra, la Vehicle Certification Agency – VCA), inviargli il numero del certificato e richiedere informazioni. Per l’Italia dovrebbe essere il Ministero dei Trasporti – MIT o la Motorizzazione Civile.

Dal 9 novembre 2015 in Italia il Certificato di Conformità (CoC), documento che garantisce la conformità del veicolo al tipo omologato, si è “dematerializzato”, cioè è ora gestito solo tramite Web: i costruttori trasmettono telematicamente all’Archivio nazionale dei veicoli, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, i dati tecnici che, grazie ad un sistema di validazione informatico,  garantiscono la coerenza degli stessi dati al tipo omologato; i dati in questione vengono in parte riportati sulla carta di circolazione al momento della immatricolazione.

Normative

La normativa 2002/24 citata in molte omologazioni di scooter elettrici cinesi è stata abrogata e sostituita dalla 2013/168:

Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. L 60 del 2 marzo 2013 è stato pubblicato il Regolamento n. 168 del 15 gennaio 2013  (2013/168) relativo all’omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli.
Il regolamento n. 168/2013 ha abrogato la direttiva 2002/24/CE del 18 marzo 2002 relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e che abroga la direttiva 92/61/CEE del Consiglio.
Ai sensi dell’articolo 82 del regolamento, quest’ultimo è entrato in vigore dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione in gazzetta ufficiale, ma la sua applicazione è disposta a partire dal 1° gennaio 2016.

Fonte

 

Come omologare un veicolo

La Motorizzazione può effettuare, tra gli altri, questi due tipi di collaudo (fonte):

  • Modifiche dati omologazione veicolo
  • Collaudi veicoli nuovi

L’omologazione di un veicolo di importazione o modificato potrebbe rientrare in una di queste due categorie.

Per informazioni su modalità e costi dell’omologazione si può provare a contattare queste ditte:

  1. Dekra
  2. Vesco

 

Le procedure in materia di omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche, sono state innovate dalla direttiva 2007/46/CE (successivamente corretta nel 2017 dalla 2017/1347), recepita in Italia con DM 28 aprile 2008.

 

Normative europee omologazione autoveicoli:

Normative europee omologazione ciclomotori e motocicli:

 

Terminologia francese:

  • CNIT: Code Nationale d’Identification du Type
  • TVV: type, variante et version
  • N° de réception par type   (numero di omologazione)
  • Type Mine: ???

Inglese:

  • VIN = Vehicle Identification Number

 

Codici omologazione CNIT/TVV:

Esempio:

  • Renault Fluence: M10RENVP009E250/LZBZ0L
  • Renault Zoe: M10RENVP026P789/AGVYA0
  • Nissan Leaf1: M10NSSVP000W772/ZE0AA01
  • Nissan Leaf2: M10NSSVP011Y303/ZE0AA02
  • Smart Fortwo Brabus 1: M10SMTVP000X119/451E44E4Y0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 2: M10SMTVP000Y120/451E44E4Z0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 3:  M10SMTVP000U116/451E43E4Y0ZYAAA201
  • Smart Fortwo Brabus 4: M10SMTVP000V117/451E43E4Z0ZYAAA201
  • Peugeot i0n: M10PGTVP006U166/1NZKYZ
  • Mitsubish iMiev: M10MTSVP001U115/HA0HA311AAAAAAA4AAAA
  • Citroen C-zero: M10CTRVP005U582/1NZKYZ
  • Citroen C-zero airdream 1: M10CTRVP0007963/1NZKYZ
  • Citroen C-zero airdream 2: M10CTRVP0007963/1NZKYZ
  • Citroen e-mehari: M10CTRVP0425980
  • Tesla roadster 1: M10TSLVP000C002/001A01
  • Tesla roadster 2: M10TSLVP000D003/001A02

 

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Scooter elettrici, multe e omologazioni: facciamo chiarezza

16 Lug

Capita spesso di leggere sui giornali di persone che sono state multate per aver guidato scooter elettrici che risultano “illegali”.

Ma cosa significa?

Quand’è che uno scooter elettrico è “legale”?

Ci sono varie categorie di “mezzi elettrici a due ruote”, che possiamo riassumere brevemente in:

  1. biciclette
  2. ciclomotori
  3. motocicli

In Italia qualunque bicicletta elettrica deve rispettare tutte queste prescrizioni per essere a norma; se ne viola solo una, è illegale:

  1. velocità massima: 25 km/h
  2. potenza massima: 250 Watt
  3. pedalata: assistita, non autonoma

Il punto 3 è quello più critico: le biciclette elettriche utilizzabili in Italia devono essere a pedalata assistita, cioè il motore deve accendersi solo mentre si pedala, e spegnersi se si supera la velocità di 25 km/h; altrimenti, non possono circolare su strada; e non serve mettere il casco o assicurarsi (sempre che qualche agenzia sia disposta ad assicurare il mezzo): non si può circolare e basta, pena multe anche pesanti (fino a 1000 euro!) per guida di veicolo non assicurato!

Per quanto riguarda le categorie superiori, cioè ciclomotori e motocicli:

  • ciclomotore: mezzo elettrico a due ruote o tre tuote di potenza continua massima non superiore a 4 kW e velocità massima di 45 km/h.
  • motociclo: mezzo elettrico a due o tre ruote che supera anche solo uno dei due limiti di un ciclomotore

La “potenza continua” è la potenza erogata dal motore in modo continuo, quindi in marcia a velocità costante; tale potenza non deve superare i 4 kW; può sembrare poco (sono circa 6 cavalli), ma per un ciclomotore, che pesa meno di 100kg, significa un rapporto potenza/peso di 40 W/kg, che consente prestazioni eccezionali, con enorme ripresa in partenza da fermo, sia in pianura che in salita: è il rapporto potenza/peso di un’utilitaria! (un’auto di 1200 kg con motore da 50CV (37 kW) ha un rapporto potenza/peso di 30 W/kg).

Potenze superiori a 4 kW, per uno scooter, non servono per avere buone prestazioni in partenza o in salita, ma solo per garantire velocità massime più alte: con 4 kW si può arrivare al massimo a 75 km/h, ma per andare a 90 all’ora servono 6 kW e per andare a 130 servirebbero 18 kW!

Ecco una tabella di riferimento (approssimativa, per scooter da 100kg, guidatore escluso):

  • 1.5 kW – 50 km/h
  • 3 kW – 70 km/h
  • 4 kW – 75 km/h
  • 5 kW – 85 km/h
  • 6 kW – 90 km/h
  • 10 kW – 110 km/h
  • 18 kW – 130 km/h
  • 21 kW – 135 km/h
  • 25 kW – 145 km/h

 

Purtroppo in vendita ci sono anche “oggetti” che vengono definiti “scooter elettrici” ma che in Italia non sono inseribili in nessuna categoria legale, come questo:

scooter-pedali-ann

La freccia evidenzia la presenza di pedali, ma questo strano oggetto ha in realtà un motore autonomo che funziona anche quando non si pedala, quindi non può circolare sulle strade italiane, pena pesanti multe: in teoria per farlo dovrebbe essere assicurato e targato, ma pre-requisito per assicurare e targare un mezzo è l’omologazione presso il Ministero dei Trasporti, che rilascia un Certificato di Omologazione; in mancanza di questo, la Motorizzazione non può immatricolare (=targare) il mezzo, e le assicurazioni, senza una targa, non possono ovviamente assicurare.

Quindi acquistare un mezzo come questo  significa buttare soldi in sanzioni amministrative, e probabilmente il mezzo viene anche sequestrato.

Da notare che talvolta anche scooter di importazione (cinesi o altro) non possono circolare in Italia, pur rispettando tecnicamente le norme riportate sopra, perchè non sono stati sottotoposti al Ministero dei Trasporti per effettuare le prove di omologazione, quindi sono privi di Certificato di Omologazione, e vale quindi quanto sopra: sono soldi buttati!

Oppure ci si può imbattere in falsi certificati di omologazione, basati sulla classica “truffa cinese” del nome simile; per esempio lo scooter cinese Tianke o Xiaofeilu HTRK122 prodotto dalla “Shanghai Huari Enterprise Development Company Limited“, ha un “emulo” GK122 della Goldenkey Electric Vehicle Company Limited, che è stato in passato venduto con un finto certificato di omologazione della VCA, con numero “e11*2002/24*0892*00”; in proposito il Ministero dei Trasporti ha emesso questa circolare, che sottolinea l’illegalità della cosa.

Il certificato fasullo ha data di emissione 2009, la circolare ha data di emissione 2011 e data di pubblicazione 2016.

Un Certificato di Omologazione non è un “pezzo di carta” ma un documento molto lungo, completo e complesso; quello illecitamente attribuito al GK122 è invece legittimamente associato all’HRTK122.

Notare che, nonostante somiglianza di forma e costruttor, l’HRTK122 non è l’Ecomission Ecojumbo, che è invece omologato come HRBJ183, e per il quale, date le somiglianze tecniche, è valido il certificato dell’HRTK122:

 

Volendo si potrebbe portare personalmente il mezzo presso un Centro Prove Autoveicoli (CPA) autorizzato, ma la procedura di omologazione è italianicamente lenta, lunga, burocratica e costosa.

 

 

Scooter elettrici comunali ieri e oggi: arriva Askoll

16 Lug

Anno 2003: il comune di Milano acquista oltre 100 scooter elettrici Oxygen Lepton per i vigili urbani.

Anno 2013: 10 anni dopo il comune di Milano svende quei vecchi scooter, praticamente mai utilizzati perchè risultati mediocri, con autonomia tra i 25 e i 35 km reali per soli 200 cicli di ricarica.

Anno 2017: 14 anni dopo ci riprova un altro comune, quello di Firenze, ma con scooter al litio al litio:
http://www.055firenze.it/art/153748/Firenze-flotta-Runner-Pizza-diventa-ecologica-scooter-batteria

Anche stavolta, come nel caso degli Oxygen Leton del 2003, sono scooter di produzione italiana, ma della ditta Askoll, entrata nel mercato degli scooter solo pochi anni fa con il cinquantino ES1 (45 km/h), ma che in seguito ha poi immesso sul mercato due modelli più potenti, l’ES2 (cinquantino biposto) e il recente ES3 (motociclo da 3 kW e 70 km/h), segno (probabilmente) del successo dei suoi mezzi.

In questo stesso blog potrete trovare i dettagli degli ES1 e ES2 .

———

Ho scovato nei meandri di internet un antico documento, nientemeno che del 2003, in cui Altroconsumo recensiva gli scooter elettrici dell’epoca: Piaggio Zip, Malaguti Ciak, Peugeot Scoot’elec, Oxygen Lepton:
http://media.altroconsumo.it/download/CB117B0555D19433A652BCF9DFA83A9FD5FE9E9B/35301_ATTACH.pdf

Nuova edizione della Guida all’auto elettrica

30 Giu
Nuova edizione!
  • Più economica (11 euro invece di 25)
  • Più condensata (150 pagine invece di 450)
  • Più utile (decine di FAQ)
  • Più semplice (niente formule e grafici, solo informazioni semplici)

Apre “Officine ruggenti” per convertire in elettrico auto “vintage”: 500, maggioloni, mini,…

4 Apr

A Milano aprirà a settembre 2017 “officine ruggenti“, per elettrificare le vecchie auto:
http://www.lastampa.it/2017/04/03/motori/ambiente/la-vecchia-fiat-si-trasforma-in-elettrica-con-un-trapianto-di-cuore-EFdj9a333ax5n7uUOBGiHJ/pagina.html

Intanto alcuni esemplari di 500 “storiche” riconvertite sono in mostra dal 3 all’8 aprile in via F. Gabba a Milano.

Costo dell’operazione di conversione:

  • 6000 euro

Costo della batteria da 10 kWh (=100 km per una Fiat 500):

  • 4000 euro tutti insieme, o 85 euro/mese.

Costo Fiat 500 elettrica completa:

  • 29.000 euro
  • Autonomia: 100-200 km.

Montano il kit retrofit Newtron, al momento l’unico omologato dal Ministero Dei Trasporti.

“Officine ruggenti” è collegato a “Officine amarcord“, che a quanto sembra di capire dal sito avrebbe sede a Roma, ma non saprei se c’è solo la sede legale o anche un eventuale salone:

Via Portuense, 1555 – 00148, Roma – Italy

In arrivo lo standard per la ricarica wireless

1 Apr

Si chiama SAE J2954 e per il momento è solo una bozza, ma dovrebbe essere pubblicato nel 2018 e definire gli standard per la ricarica wireless a 3.7 kW (WPT1), 7.4 kW (WPT2) e 11 kW (WPT3).

Lo si legge sul numero di questo mese di GhargedEVs (p.69).

La ricarica wireless eliminerà tutte le complicazioni attualmente necessarie per ricaricare un veicolo elettrico (cavi di 10 tipi diversi, complessità di inserimento delle spine,…), rendendo possibile caricare un’auto elettrica semplicemente parcheggiandola e andandosene (o restando in macchina a leggere il giornale).

 

 

 

Operativo il primo installatore di retrofit elettrico d’Italia: con Newtron la tua auto a benzina diventa elettrica

13 Gen

Con l’entrata in vigore del ‘Decreto Retrofit’, del 1 Dicembre 2015, n. 219 – “Regolamento recante sistema di riqualificazione elettrica destinato ad equipaggiare autovetture M e N1. (15G00232) (GU Serie Generale n.7 del 11-1-2016)” in vigore dal 26 Gennaio 2016, la riqualificazione elettrica è possibile anche in Italia grazie alla tecnologia di Newtron.

http://www.kitnewtron.it/index.php/kit-newtron

I costi non sono ancora noti, però si può provare a fare una stima:

  • Consumi auto 120 Wh/km – Piccola utilitaria
  • Costo batteria 195 E/kWh – Considerando 8000 per la batteria da 41 kWh della ZOE
  • Costo materiali 2000 Euro – Ipotesi per elettronica da 40kW
  • Costo manodopera 2000 Euro – Del tutto inventato…
Autonomia richiesta kWh Batteria necessari Costo batteria Costo totale
50 6 1170 5170
100 12 2340 6340
150 18 3510 7510
200 24 4680 8680
250 30 5850 9850
300 36 7020 11020
350 42 8190 12190
400 48 9360 13360

Per un’auto media (200 Wh/km):

Autonomia richiesta kWh Batteria necessari Costo batteria Costo totale
50 10 1950 5950
100 20 3900 7900
150 30 5850 9850
200 40 7800 11800
250 50 9750 13750
300 60 11700 15700
350 70 13650 17650
400 80 15600 19600

Per una grossa auto (300 Wh/km):

Autonomia richiesta kWh Batteria necessari Costo batteria Costo totale
50 15 2925 6925
100 30 5850 9850
150 45 8775 12775
200 60 11700 15700
250 75 14625 18625
300 90 17550 21550
350 105 20475 24475
400 120 23400 27400

Molto interessante il fatto è che per trasformare la propria vecchia utilitaria a benzina in elettrica da 150 km bastano 7510  euro, quando una piccola utilitaria elettrica nuova come la Citroen CZero ne costa 30.000!

Per comprare una Renault Zoe nuova da 400 km serviranno 33.000 euro contro i 19.600 euro di un retrofit equivalente, mentre l’equivalente di una “vecchia Zoe” da 250 km e 30.000 euro costerebbe 13750 euro.

Sarà meglio che inizino ad abbassare i prezzi delle auto elettriche nuove…