Archivio | gennaio, 2021

Recensione Renault captur Plugin Etech 160

14 Gen

Una prima, spietata recensione sulla nuovissima Renault Captur Plugin Etech 160, il “primo esperimento ibrido” della Renault.

Esperimento non riuscito, la macchina risulta disastrosa e imbarazzante, con livelli qualitativi cinesoidi. Davvero inspiegabile come una ditta che fabbrica automobili da 100 anni ed è stata la prima a rendere l’auto elettrica un fenomeno di massa con la Zoe, sia riuscita a produrre un agglomerato di difetti come la Renault Captur plugin. Quest’auto sembra non aver subito nessun controllo-qualità, o sembra essere stata progettata e fabbricata in un garage da quattro ragazzini.

Delusissimo… e questo nonostante io guidi mezzi elettrici da 10 anni, pasando da un mezzo cinese all’altro: ciclomotore, scooterone, minicar, tutti di qualità cinese, che alla fine ho deciso di abbandonare per passare a un veicolo “di marca”, confidando in qualità e professionalità.

Che errore.

Per fortuna però almeno consuma poco: in 2500 km ho fatto il pieno di benzina un paio di volte; ma solo perchè sono io a forzare la modalità solo-elettrico, che però il computer di bordo si ostina a disabilitare in continuazione per accendere il motore termico: devo spegnerlo io a mano 10 volte al giorno.

Quanto incide il riscaldamento sui consumi di un’auto?

12 Gen

Un’auto elettrica vede aumentare di parecchio i consumi quando si accende il riscaldamento; questo accade perchè mentre sulle auto a benzina il riscaldamento è “gratis“, perchè il motore si riscalda in ogni caso e si tratta solo di deviare o meno il suo calore verso l’abitacolo, nelle auto elettriche il riscaldamento del motore è trascurabile, quindi il calore deve essere prodotto in altro modo.

Un modo molto poco efficiente è usare la classica “stufetta”, cioè una semplice resistenza elettrica riscaldata, attraverso cui far passare l’aria; più parsimoniosa in termini di consumi elettrici è la cosiddetta “pompa di calore“, che non è altro che un “condizionatore montato al contrario”: qualunque condizionatore, infatti, produce aria fredda semplicemente perchè “dall’altro lato” produce aria calda. (però resta da capire perchè non tutte le auto dotate di condizionatore dispongono anche di riscaldamento a pompa di calore, venduto a parte).

In ogni caso, il riscaldamento assorbe diversi kW, arrivando fino a 4 o 5 kW nei sistemi meno efficienti. Con questo risultato:

Muoversi ad appena 35 km/h ma col riscaldamento al massimo comporta gli stessi consumi di sfrecciare in autostrada a 130 km/h senza riscaldamento.

Auto a idrogeno: produzione di idrogeno dal sole

11 Gen

Il futuro dell’auto a idrogeno, o a “celle a combustibile” (fuel cell) è ncora tutto da scrivere: anche se questo tipo di auto esiste già, il parco circolante è ridottissimo, limitato a pochi prototipi o poco più; anche se i costi sono enormemente calati negli ultimi anni, un’auto a idrogeno ha ancora costi intorno ai 50.000-100.000 euro, ma soprattutto può contare su un numero di stazioni di rifornimento che si contano sulle dita di una mano, in Italia.

Tuttavia, la ricerca va avanti, ed ENEA ha appena brevettato un sistema per la produzione di idrogeno che raddoppia l’efficienza rispetto ai sistemi esistenti basati sul fotovoltaico; tali sistemi si basano sull’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici (efficienza = 0.2) e utilizzata per scindere l’acqua in idrogeno e ossigeno per elettrolisi (efficienza = 0.5); l’efficienza totale è quindi 0.2*0.5 = 0.1 = 10%

Il nuovo sistema brevettato da ENEA non si basa sull’elettricità prodotta dal sole ma sul calore da esso prodotto, in impianti fotovolaici termici: questo sistema permetterebbe la produzione diretta in un unico passaggio, tramite riscaldamento dell’acqua a 1900°C, raggiungendo un’efficienza di 0.2 (=20%).

Purtroppo al momento ciò è possibile solo sulla carta, perchè gli impianti “termofotvoltaici” attuali raggiungono al massimo temperature di 1500°C, per limiti dei materiali impiegati, quindi saranno necessarie ulteriori ricerche ed evoluzioni tecnologiche.

Passato e futuro

Sono ancora molti i detrattori che non credono nel futuro dell’auto a idrogeno, anche per i costi dell’idrogeno, e spingono solo sulle elettriche pure, ma l’ “economia dell’idrogeno” ha l‘appoggio dei produttori e distributori di carburanti liquidi/gassosi tradizionali, perchè avrebbero le strutture già parzialmente predisposte; inoltre le auto elettriche avranno sempre un ultimo limite tecnologico insormontabile, al contrario di tutti quelli pre-esistenti e ormai abbattuti (autonomia, prestazioni, costi, durata…): il tempo di ricarica: per fare un pieno da 500 km in nel tempo impiegato tipicamente da un’auto a benzina (5 minuti) servirebbero colonnine da 2 o 3 megawatt, mentre un’auto a idrogeno impiega praticamente lo stesso tempo di un’auto a benzina per fare il pieno, ed è pur sempre un’auto elettric.

Coi metodi attuali di produzione dell’idrogeno ha un‘efficienza energetica complessiva, come anche i costi di rifonrimento, simile a quella delle auto a benzina, ma questa nuova ricerca dell’ENEA, se andasse in porto, rivoluzionerebbe il mercato delle auto a idrogeno.

Costo per chilometro

  • Idrogeno: 0,130 euro/km
  • Benzina: 0,100 euro/km
  • Metano: 0,043 euro/km
  • Elettricità: 0,031 euro/km

Fonti