Archivio | gennaio, 2019

Il grave errore di strategia elettrica di Greengo/Sharengo/Zhidou/Geely

13 Gen

Nel 2012 nasceva dall’ingegno italiano, a Livorno, una piccola ma rivoluzionaria auto, o meglio, una “miniauto”, o “minicar” che dir si voglia; era elettrica ma, per l’epoca, molto economica: quando la più economica delle auto elettriche costava 36.000 euro ed aveva 150 km di autonomia dichiarata (100 reali), la Greengo lanciò sul mercato la “Interconnected Car – Zero emission – Icar0“: con 18.000 euro si poteva portare a casa una due-posti con 150 km di autonomia dichiarata (100 reali), con dotazioni mai viste su una minicar, tantopiù elettrica (l’unica alternativa era la Renault Twizy, senza sportelli, senza finestrini, senza riscaldamento, senza niente praticamente aveva solo i sedili e il  volante, ma un contratto-capestro  che obbligava a noleggiare la batteria “per sempre”; oppure una Tazzari Zero da 25.000 euro senza nessuna dotazione).

Con la Icar0 (o “icaro”, con la lettera “o” alla fine invece dello zero) la batteria era di proprietà fin da subito, e oltra a finestrini di serie (!!!) e pure elettrici aveva, nella versione full-optional, il servofreno, l’autoradio, il navigatore, il riscaldamento, lo sbrinatore posteriore, la telecamera posteriore, i sensori di parcheggio...

Certo 18.000 euro erano comunque tanti, così più che tra il grande pubblico, la icaro ebbe successo tra i noleggiatori: dopo GreenGo nacque così Sharen’go, che introdusse in Italia il “carsharing elettrico“: non solo non devi spendere 36000 euro per un’auto elettrica, ma non devi spenderne nemmeno 18.000 per una minicar: ti basta pagarla quando la usi, a km e a tempo; e ne furono vendute alcune migliaia, in Italia e in tutta Europa.

E oggi?

Oggi una batteria al litio da 10 kWh come quella della Icaro non costa più 12.000 euro come nel 2012, ma ne costa 3500 a comprarla “sfusa” per la Icaro, quindi probabilmente al produttore ne costa 2000: il che vuol dire che la Icaro oggi potrebbe essere venduta non più a 18.000 euro ma forse 8.000; o forse a meno, visto che ne sono state prodotte per anni in gran quantità, conservando la struttura della carrozzeria ma migliorando le dotazioni (dalla A1 si è passati alla A1+, alla H1 e alla D1, esteriormente sempre identiche): dai 50 km/h iniziali si è passati a 90, è stata aggiunta l’aria condizionata, aumentata la ripresa in partenza e in salita.

E quanto costa oggi una icaro?

18.000 euro (!!!)

E stanno continuando a produrla e migliorarla? Macchè: hanno deciso di cambiare carrozzeria, e passare dalla minicar alla “vera” auto, col modello D3. Chiaramente il prezzo aumenta, essendo obbligatori sugli autoveicoli alcuni dispositivi non obbligatori sulle minicar: ABS e airbag, del costo di migliaia di euro!

E così, eccoci arrivati al 2019, anno in cui diversi costruttori hanno già annunciato l’arrivo di auto elettriche (vere auto a 4-5 posti, non minicar, e con autonomia di 300-400 km, non 100), al costo di 20.000 euro o meno.

Praticamente dal 2019 potrebbe diventare possibile pagare un’auto vera e di marca meno di una “auto in miniatura” di marca semi-sconosciuta.

Se la Greengo/Sharengo/Zhidou, di proprietà della Geely a sua volta di proprietà della Volvo, non cambia strategia, poco ma sicuro che la Icaro, anzichè passare dal carsharing al privato, scomparirà del tutto dal mercato delle auto elettriche.

Staremo a vedere, ma la faccenda somiglia molto all’errore strategico della Oxygen, che cercò di “rilanciare” con l’Oxygen Cargoscooter l’idea di scooter elettrico lanciata qualche anno prima con l’Oxygen Lepton. Solo che il Lepton costava 2-3000 euro, il Cargoscooter 6000-8000 euro, ed erano entrambi ciclomotori da 45 km/h.

La Oxygen è sparita dal mercato.

 

 

Quanto ci vuole a ricaricare? Un comodo specchietto da attaccare sullo sportello o allo scooter

3 Gen

Per qualche motivo le colonnine indicano solo la quantità di kWh ricaricati invece che la potenza di ricarica o i km caricati al minuto o all’ora, quindi una volta collegato il proprio mezzo a una colonnina da tot kW non c’è modo di sapere se si sta effettivamente caricando a tot o magari a molto meno, o quanto ci vorrà a fare il pieno o a ricaricare tot km.

Un metodo ultraveloce e spannometrico per calcolare il tempo di ricarica per un’auto elettrica è semplicissimo: per ogni kW di potenza si ricarica 1 km ogni 10 minuti; cioè a 11 kW si ricaricano 11 km in 10 minuti, a 50 kW si ricaricano 50 km in 10 minuti, e così via. (considerando consumi di 0.150 kWh/km)

Per tutti gli altri veicoli, e per calcoli più “vari e assortiti”,ecco in aiuto un comodo grafico per calcolarlo rapidamente : basta osservare il contatore dei kWh, e vedere quanto viene ricaricato in 10 secondi, o meglio ancora in un minuto se si vuole un dato più preciso:

 

E’ meno complicato di quello che sembra:

  • o si cronometra un minuto e si vede quanti Wh sono stati caricati;
  • oppure si cronometra quanti secondi passano tra due letture di Wh sulla colonnina e si fa la differenza.

Esempi:

  1. Se dopo un minuto (60 secondi) si sono caricati  tot Wh (non kWh ma Wh, con 1 kWh = 1000 Wh), basta cercare il “60” in basso nel grafico, e poi salire su fino alla linea orizzontale che corrisponde ai Wh caricati; se per esempio sono circa 100, vuol dire che stiamo caricando a 7.4 kW (terza linea obliqua dal basso), se sono 40 vuol dire che stiamo ricaricando a 2.3 kW.
  2. Se a un certo punto leggiamo sulla colonnina “230 Wh” e lo scatto successivo avviene dopo, che so, 12 secondi e la lettura è “252 Wh”, la cosa è solo un po’ più complicata: 252-230 fa 22, quindi abbiamo caricato 22 Wh in 12 secondi; cerchiamo quindi il 12 in basso nel grafico (non è indicato, ma ovviamente è poco dopo il 10), e saliamo finchè non incontriamo la linea dei 22 Wh; risultato: stiamo caricando a 7.4 kW.

 

Va bene, ma una volta ricavata la potenza, come faccio a sapere quanto ci vuole a ricaricare?

Usando questa tabella (valida per automobili, consumi medi 150 Wh/km):

L’immagine che segue riporta i dati per le varie famiglie di veicoli:

specchietto velocità di ricarica e tempo di ricarica mezzi elettrici

Riportato in forma grafica da origine a questo specchietto, apparentemente complicatissimo, ma in realtà permette di fare i calcoli molto rapidamente… una volta imparato a usarlo:

Sul lato sinistro c’è il grafico già visto, che permette di determinare la potenza di ricarica; una volta nota questa potenza, basta seguire la corrispondente linea orizzontale verso destra, fino al grafico adatto al proprio veicolo, e fino all’autonomia che ci interessa, in modo da scoprire il tempo necessario a ricaricarla.


Esempio – tempo necessario per ricaricare 50 km a 7.4kW su un’auto

  1. abbiamo stabilito che stiamo ricaricando a 7.4 kW
  2. il nostro veicolo è un’auto
  3. vogliamo sapere quanto ci vuole a ricaricare 50 km

Partiamo dalla linea dei 7.4kW (5a dal basso), procediamo verso destra fino al primo grafico e ci fermiamo alla linea obliqua dei 50km; scendiamo fino ai numeri in basso e vediamo che il tempo necessario è “poco più di un’ora”.

Controprova: in “poco più di un’ora”, diciamo 1.2 ore, a 7.4 kW si ricaricano 7.4*1.2 = 8.88 kWh; per consumi di 0.15 kWh/km questo significa un’autonomia ricaricata di 8.88/0.15 = 59.2 km.

Chiaramente, il  grafico, essendo consultato a occhio, non dà risultati precisi ma approssimativi.


Esempio – tempo necessario per ricaricare 50 km a 7.4kW su uno scooter (caso impossibile):

Usando gli stessi dati sopra, ma considerando un fantastico ciclomotore che si ricarica a 7.4 kW 🙂 , quanto ci vorrebbe a ricaricare 50km?

Questa volta dovremo scorrere fino all’ultimo grafico, sempre seguendo la linea dei 7.4 kW, e scendere una volta arrivati alla linea dei 50 km; risultato? Con 7.4 kW un ciclomotore ricaricherebbe 50 km in circa 12 minuti.


Esempio – tempo necessario per ricaricare 100 km a 2.3kW su uno scooterone (caso “Vectrix”):

Si segue la linea dei 2.3 kW fino al penultimo grafico, ci si ferma alla linea obliqua dei 100 km e si scende in basso, trovando un tempo di meno di circa 4 ore

(4h*2.3 kW = 9.2 kWh; 9.2/0.06 = 153 km)


Esempio – quanti km si ricaricano a 50 kW per un’ora su un’auto?

In questo caso si parte dai numeri in basso nel grafico per le “berline” (1 ora equivale alla quarta linea verticale) , si sale fino alla linea dei 50 kW, e si controlla quale linea obliqua viene intersecata: il risultato è che in un’ora a 50 kW si ricaricano circa 300 km.

(1h * 50 kW = 50 kWh; 50 kWh/0.15 kWh/km   = 333 km )