Archivio | gennaio, 2015

Per i veicoli commerciali il futuro è elettrico.

22 Gen

Quante volte avete sentito dire che il futuro della circolazione sarà su veicoli elettrici? Sicuramente molte, come pure molte saranno le volte che avrete sentito trattare l’argomento mobilità elettrica con grande scetticismo. Costo eccessivo, prestazioni non soddisfacenti, pericolosità: purtroppo sono molte le false credenze che tuttora prevalgono quando si pensa ai veicoli di questo tipo. False credenze, appunto.

Come spesso accade, infatti, solo chi sceglie di assumersi qualche rischio e si azzarda a prendere una strada diversa da quella conosciuta, nel lungo termine beneficia dei maggiori risultati. Molte istituzioni e grandi imprese sembrano essersi accorte di ciò, per lo meno a livello europeo. A Londra, ad esempio, si vedono circolare nel centro città autobus a funzionamento elettrico da oltre un anno, mentre lo scorso autunno, sempre nella capitale britannica, hanno debuttato con grande successo i taxi elettrici. Anche se in Italia il processo di conversione alla mobilità elettrica si sta dimostrando più lento, le prospettive per il futuro sono decisamente positive, giacché anche nel nostro Paese cresce costantemente il numero di imprese che decide di dotarsi di una flotta aziendale composta da veicoli elettrici.

Se la scelta di un’automobile elettrica da parte di un privato può costituire un forte investimento e, talvolta, può non restituire vantaggi tali da giustificare la scelta stessa, per le imprese la situazione si capovolge. Senza ombra di dubbio, anche per un’azienda, a prescindere dalle sue dimensioni, l’acquisto di una flotta elettrica costituisce un investimento sul quale ragionare con attenzione; tuttavia, i benefici che si ottengono in seguito la rendono sicuramente una scelta intelligente. Basti citare quanto emerso da un recente studio americano: rispetto ai veicoli commerciali tradizionali, quelli elettrici assicurano un risparmio in termini di spese di manutenzione per chilometro di quasi il 75%.

Non solo, i veicoli elettrici raggiungono la loro piena potenza già all’accensione, rivelandosi ottimi partner lavorativi. Sia che siano impiegati su strada per la circolazione tradizionale, sia che siano destinati ad usi interni all’attività – come nel caso della circolazione in parchi o zone rurali o all’interno di grandi stabilimenti – i veicoli elettrici spiccano sui convenzionali per la loro silenziosità e maneggevolezza. Inoltre, dal momento che si possono ricaricare durante la notte o in qualsiasi altro momento di inattività, l’alimentazione delle batterie non costituisce un’operazione d’intralcio all’operatività aziendale. Diversamente da quanto accade nei contesti privati, nei quali può capitare di avere necessità dell’autovettura anche in momenti imprevisti, solitamente l’uso di veicoli per scopi commerciali rispetta orari e tragitti prestabiliti e permette perciò di pianificare il loro impiego e la loro ricarica secondo necessità. Infine, il risparmio in termini monetari aumenta notevolmente quando la presenza di una flotta elettrica si accompagna all’installazione di sistemi di cogenerazione di energia elettrica, consentendo al tempo stesso grandi livelli di risparmio economico ed energetico.

Concludendo, che crediate in un futuro elettrico o meno, quello che ormai è palese agli occhi di tutti è l’incapacità del nostro pianeta di poter sostenere ancora a lungo i livelli di emissioni attualmente prodotti dalla mobilità convenzionale. Urge una soluzione che sia largamente condivisibile e l’utilizzo dei veicoli elettrici per uso professionale sembra una possibile risposta, capace di ottenere un grande impatto in termini numerici grazie anche solo alla scelta di pochi singoli.

Fonte: Alkè Veicoli Elettrici

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Test di ricarica alla colonnina Ikea Porta di Roma

15 Gen

Il terzo sopralluogo, dopo il primo di “ricerca” e il secondo di “abbonamento”, è stato quello buono.

O quasi.

Sono riuscito a vedere ed avere la famigerata scheda:

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Sono anche riuscito ad iniziare la ricarica:

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Il display segnava 16-16-16-03, che significa:

  • CORRENTE   MASSIMA  CAVO = 16A/3840W
  • CORRENTE   MASSIMA   PRELEVABILE = 16A/3840W
  • CORRENTE   IMPOSTATA = 16A/3840W
  • CORRENTE ASSORBITA = 3A/720W

Infatti avevo collegato due caricabatterie da 3A ciascuno. Il cavo è dotato di spina SCAME LIBERA 3° con circuito di controllo autocostruito.

Però ci sono stati dei problemi.

Il primo, il più evidente, è che entrambe le postazioni erano occupate da veicoli abusivi:

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Ho sentito dall’altoparlante del parcheggio richiedere lo spostamento dei due mezzi dalla zona riservata ai mezzi in ricarica. Avviso un po’ generico, ma le telecamere di sicurezza non riescono a vedere le targhe, dicono.

Nessun problema, ci ho pensato io, mostrando l’immagine al Servizio Clienti…. Il successivo annuncio specificava marca, modello e targa dei mezzi da spostare 🙂 .

Nel frattempo, io stavo combattendo col secondo, più importante problema.

Dal momento che non potevo stare abbastanza vicino alla colonnina per via delle auto, ho dovuto usare una prolunga. E mi sono chiesto: cosa succede se qualcuno la stacca?!? Vediamo subito, basta staccare la spina.

Ops…

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Contattore guasto

Come “contattore”?!? Ho solo staccato la spina! Una volta riattaccata, la ricarica, secondo il manuale della colonnina, doveva ripartire!

L’interruzione della ricarica senza distacco della spina dalla colonnina è infatti un evento/errore previsto dal sistema: secondo il manuale (pag.13), per ripristinare la colonnina bisogna “riarmare l’interruttore”, anche se non specifica quale (dentro o fuori dalla colonnina?!?).

  • In  caso  di  guasto  con  estrazione  sotto  carico,  vengono  emessi  3  beep  di  allarme,  si  provoca l’intervento  RCBO,  l’illuminazione  diventa  rossa,  i  led  si  spengono,  il  display  visualizza  [CARICA TERMINATA, RILEVATO (XXX V)], [CARICA TERMINATA, DURATA CARICA, ENERGIA ASSORBITA] e poi [CONTATTORE  GUASTO,  FUORI  SERVIZIO].  fino  al  riarmo  dell’interruttore;  quando  le  protezioni vengono  ripristinate  e  se  il  guasto  è  stato  rimosso,  l’illuminazione  torna  verde,  il  led  bianco  si accende ed il display visualizza [FUORI SERVIZIO] e poi torna alla visualizzazione iniziale.
  • Se l’interruttore viene riarmato con spina inserita e se le condizioni di guasto sono state eliminate, l’illuminazione  torna  verde,  il  led  bianco  si  accende  e  il  display  visualizza  [ESTRARRE  SPINA]  fino all’estrazione  della  spina;  quando  la  spina  viene  estratta  il  display  visualizza  per  alcuni  secondi [CARICA  TERMINATA,  DURATA  CARICA,  ENERGIA  ASSORBITA]  e  se  il  circuito  di  controllo  è  ancora integro la stazione è disponibile per una nuova carica.

 

Ma non c’è stato verso.

Vado per la terza volta al banco a informare della situazione, poi scendo ad aspettare il tecnico (nel frattempo le due auto sono ancora lì). Arriva, ma non sapendo che pesci pigliare, decide di provare a spegnere/riaccendere la colonnina. Così si incammina… cammina… cammina… l’ho seguito 🙂 per un po’, ma dopo 200 metri il pedinamento diventava troppo evidente e ho lasciato perdere… Chissà da dove diavolo si spegne la colonnina!

Comunque, non è servito a niente, la colonnina è rimasta bloccata e inservibile; ho solo visto un paio di messaggi in più:

— SCAME PARRE –

Release n. 02.07.1

E poi:

PRESA N.2 (C)   D

GUASTO mirrorCONTACT

(led bianco (in alto) lampeggiante)

La “C” tra parentesi significa “Presa di tipo 3°” (p.60 del manuale). “D” indica la presenza di contatore digitale di energia (N=nessuno, I=Impulsivo, T=TA).

 

E di nuovo:

CONTATTORE GUASTO

FUORI SERVIZIO

Led spenti. Luce in alto rossa invece che verde.

 

Significato del led bianco (manuale, pag.7):

Led di funzionamento bianco: indica il funzionamento regolare quando è acceso fisso e segnala una condizione di guasto quando è spento; in fase di inizializzazione e verifiche in corso può essere spento o lampeggiante; durante la registrazione delle card è lampeggiante.

Subito sotto al led bianco c’è un led blu:

Led di funzionamento blu: indica la carica in corso quando è acceso fisso e carica sospesa quando è lampeggiante; durante la registrazione delle card è lampeggiante.

 

Il “contattore” è l’interruttore elettromeccanico di potenza che avvia l’erogazione di corrente se cavo e veicolo sono in regola.

RCBO, il dispositivo che, stando al manuale, scatta in caso di guasto, sta per “Residual Current Circuit Breaker with Overload protection”; in italiano “Residual Current Circuit Breaker” si traduce in “interruttore differenziale”, che in volgare si traduce in “salvavita”, ma la “O” finale ci dice che nell’RCBO è incluso anche un rilevatore di sovraccarico, che normalmente nei salvavita non c’è (https://it.wikipedia.org/wiki/Interruttore_differenziale ); cioè, l’RCBO, a differenza del salvavita, “stacca” sia se il contatto elettrico finisce in acqua o viene toccato da qualcuno, sia se si cerca di prelevare più corrente di quella per cui è tarato.

In america gli RCBO sono chiamati GFCI breaker (Ground Fault Circuit Interrupter – Circuito di interruzione per guasto a terra)

 

Inoltre, stupidamente il firmware prevede 4 soli messaggi di errore (pag.60):

  1. [Lettore RF, FUORI SERVIZIO]
  2. [Misuratore Energia, FUORI SERVIZIO]
  3. [Scheda COIMP, FUORI SERVIZIO]
  4. [CONTATTORE GUASTO, FUORI SERVIZIO]

Logicamente il n.4 fa pensare a un guasto elettrico permanente, mentre in realtà, almeno nel mio caso, significa “interruttore da riarmare”!!!

 

———————

 

Colgo l’occasione per riassumere il funzionamento di massima della colonnina:

 

Luce superiore:

  • spenta = colonnina spenta
  • verde = colonnina pronta
  • blu = colonnina in ricarica
  • rossa = colonnina guasta

 

Led di funzionamento bianco:

indica il funzionamento regolare quando è acceso fisso e segnala una condizione di guasto quando è spento; in fase di inizializzazione e verifiche in corso può essere spento o lampeggiante; durante la registrazione delle card è lampeggiante.

 

Led di funzionamento blu:

indica la carica in corso quando è acceso fisso e carica sospesa quando è lampeggiante; durante la registrazione delle card è lampeggiante.

Colonnine di ricarica “ScameMobility”: istruzioni per l’uso

5 Gen

Ho trovato il manuale di istruzioni per l’utilizzo delle colonnine di ricarica Scame Mobility, una delle quali recentemente installata presso Ikea Porta di Roma:

http://www.scame.com/doc/InstructionSheet/ZP90856-I-6.pdf

Non l’ho ancora letto, intanto lo “appoggio” qui…

In seguito aggionerò il posto con un riassunto semplificato delle istruzioni.

Ancora sulla colonnina di ricarica di Ikea Porta di Roma

5 Gen

Piccolo approfondimento dopo il post precedente.

Sono stato al servizio clienti di Ikea per fare la tessera per la colonnina. La prima commessa non sapeva niente, ma per fortuna un’altra sapeva dov’era il foglio con le spiegazioni della colonnina. Così ho scoperto che:

– per ricaricare la colonnina serve un’apposita tessera, che NON è la card Ikea Family

– la card Ikea Family è comunque necessaria (ma tanto è gratuita)

– per ricaricare, bisogna portare la carta Ikea Family (o anche Ikea Business) al Servizio Clienti; in cambio verrà consegnata la tessera che permette di effettuare la ricarica, per la quale però non viene fornito nessun supporto tecnico, bisogna già sapere come si fa

– essendo necessario l’accesso al Servizio clienti per poter ricaricare, di fatto la ricarica si può effettuare solo durante l’orario di apertura, che è 10.00-21.00.

Poichè ero lì in auto e non in scooter, e stavo andando al cine e non a cazzeggiare 😉 , non ho provato a ricaricare, quindi servirà una terza puntata.

NOTA: per fare la card Ikea Family (o Business) non serve andare al servizio clienti, basta usare da soli uno dei PC all’ingresso di Ikea per registrarsi e farsi stampare sul momento la card.

—–

Il giorno dopo passavo dalle parti di Ikea Anagnina, e mi sono fatto un giro al parcheggio tanto per curiosità, ma non ho trovato colonnine.