Archivio | agosto, 2014

Che distanza posso REALMENTE coprire col mio mezzo elettrico

31 Ago

L’ “ansia da autonomia” è il problema più grosso che affligge sia chi è in dubbio se acquistare o no un mezzo elettrico, sia per chi già lo possiede e non sa bene in quali circostanze potrà usarlo.

Foruntatamente esistono un sito e un’app per cellulare che permettono di calcolare automaticamente e visivamente fino a dove si può arrivare con una autonomia di TOT km; la cosa interessante è che non si limitano a disegnare un cerchio centrato sul punto di origine, ma calcolano la “distanza stradale”, piuttosto che la distanza “in linea d’aria”.

Tramite il sito si può ad esempio ottenere questo risultato:

raggio-autonomia-tutte

 

Consideriamo il mezzo elettrico “medio”: uno scooter con batteria al litio da 40 Ah e 50 km di autonomia, e un’auto come la Citroen C-zero, che ha 100 km di autonomia.

Con 50 km di autonomia si può andare dal centro al confine dell’area da 25 km e tornare indietro senza bisogno di ricaricare la batteria, nè dello scooter nè della macchina.

Se ci si vuole spingere fino a 50 km, lo scooter avrà bisogno di una ricarica.

Per raggiungere i 100 km dal centro di Roma, anche un’auto avrà bisogno di fare rifornimento.

Normalmente per calcolare l’autonomia REALE di uno scooter con batteria al litio, a prescindere dalla potenza e peso dello stesso, basta moltiplicare gli Ah della batteria per il “numero magico” 1,2; questo numero risulta da vari calcoli effettuati su scooter con potenze diverse e tensioni di lavoro diverse (48V o 60V), e dà una sorta di “autonomia minima garantita”, ma in certi casi potrebbe essere maggiore, mentre molto difficilmente risulterà inferiore.

Nel caso invece di uno scooter equipaggiato con batteria al piombo, considerando che la resa di una batteria al piombo è il 60% dei dati di targa, anzichè moltiplicare gli Ah per 1,2 bisognerà moltiplicarli per 0,72, o, più facile da ricordare, per “meno di 3/4”; quindi, uno scooter con batteria al piombo da 40 Ah avrà un’automomia minima garantita di meno di 30 km.

Tutto ciò tenendo conto del fatto che non bisogna mai scaricare una batteria oltre l’80% della sua capacità, altrimenti si danneggia: i due numeri magici “1,2” e “3/4” tengono già in considerazione questo fatto.

Nel caso di una minicar non si può fare questa generalizzazione perchè esistono da 48, 72 e 216 Volt; bisogna allora tenere presente che il consumo medio è di 80 Wh/km, e che i Wh totali disponibili sono dati dagli Ah delle batterie moltiplicati per la tensione: una minicar a 48V avrà 4 batterie da 12V; se sono da 100Ah, avrà 4x12x100 = 4800 Wh disponibili; se le batterie sono al litio, bisogna considerare l’80% di questo valore, cioè 0.8*4800 = 3840 Wh; nel caso del piombo bisognerà considerare anche la resa del 60%, quindi i Wh utilizzabili saranno 0.8*0.6*4800 = 2300.

Quindi, nel caso del litio si avrà un’autonomia di 3840/80 = 48 km,

nel caso del piombo 2300/80=29 km.

Il consumo tipico di un’auto è invece intorno ai 150 Wh/km,  e la capienza della batteria tra 15 e 20 kWh (100-130 km)

 

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Come ricaricare l’auto tramite cavo CHAdeMO (ricarica superveloce in corrente continua)

28 Ago

Alcune auto elettriche possono essere ricaricate a “super-velocità” tramite stazioni di ricarica in corrente continua (DC) anzichè corrente alternata (AC), utilizzando un sistema denominato CHADEMO, un assurdo acronimo/giocodiparole franco-giappponese che non riesco neanche a tradurre:

“CHAdeMO” is an abbreviation of “CHArge de MOve”, equivalent to “charge for moving”, and is a pun for “O cha demo ikaga desuka” in Japanese, meaning “Let’s have a tea while charging” in English.

Questo è l’aspetto di una spina di ricarica CHAdeMO:

Il logo:

Sfortunatamente, chi ha ideato questo sistema non ha la più pallida idea di cosa significhi “intuitivo”, e quindi ha creato qualcosa di così mostruosamente complicato che è semplicemente impossibile riuscire a caricare un’auto tramite presa Combo senza aver VISTO le istruzioni per l’uso.

Sì, perchè LEGGERLE non è certo sufficiente:

  1. Afferrare la spina senza però tirare la leva
  2. SPINGERE la spina nella presa dell’auto
  3. TIRARE la leva per ABILITARE (ma non AVVIARE) l’erogazione (!!!!), e contemporaneamente SPINGERE la parte mobile della spina (!!)
  4. Premere il pulsante di erogazione sulla colonnina per avviare l’erogazione.

E se per caso riusciste da soli a far iniziare l’erogazione, non è detto che riusciate poi a disinserire la spina:

  1. Afferrare la spina MA NON la leva… che però viene a trovarsi proprio sulla parte di spina che state afferrando; quindi dovete infilare le dita tra la leva e la spina
  2. Premere il pulsante di disinserimento sulla spina
  3. Tirare la parte mobile della spina
  4. Estrarre la spina

Vabbè, meglio un video dai:

 

Questo almeno per quanto riguarda UN connettore… dei 6 disponibili sul mercato, ognuno dei quali pare abbia una procedura di utilizzo diversa…

http://chademo.com/03_CHAdeMO_connectors.html

 

Poi dicono che non è vero che qualcuno cerca di ostacolare la diffusione dei mezzi elettrici…

Oltretutto, il CHAdeMO non è l’unico standard di ricarica superveloce in continua: è in competizione con il Combined Charging System della SAE:

A sua volta, il CCS è diverso tra USA e UE:

Se per lo standard in alternata l’Europa ha già deciso che il vincitore è la spina Mennekes per ricarica tipo 2, per lo standard in DC la guerra degli standard è ancora in pieno svolgimento.