Auto a metano: aspettando l’auto elettrica

9 Giu

In attesa che i prezzi delle auto elettriche scendano a livelli decenti, che la rete di colonnine di ricarica raggiunga un’estensione paragonabile a quella dei distributori di benzina, e che le autonomie raggiungano quelle delle auto a motore termico, se si vuole comunque risparmiare e inquinare meno c’è un’altra soluzione “di passaggio”, oltre alle auto ibride, anch’esse irragionevolmente costose (almeno 40.000 euro per un’ibrida in grado di percorrere qualche decina di km solo a batterie): le auto a metano.

Ma anche per poter usare le auto a metano è necessario che ci siano i distributori, che al momento sono anch’essi piuttosto rari; non come le colonnine elettriche, ma si tratta comunque di una rete che necessita di una certa espansione per diventare veramente utile.

In questo senso, una recente novità dovrebbe agevolare questa diffusione: il varo di una legge che permette il “self service” anche per i distributori di metano e GPL. Oggi ormai diamo per scontato che un distributore (di benzina) sia self service, ma questo finora non era vero per i carburanti gassosi, ovviamente un po’ più complessi da gestire.

E’ utile ricordare che il metano (CH4) può anche essere utilizzato  per ricavare direttamente a bordo di un mezzo l’idrogeno (H2) necessario a far funzionare le celle a combustibile, destinate ad avere un grosso boom a partire dal prossimo anno, grazie a progetti di ampio respiro varati tanto da USA che UE.

Se da una parte è vero che il “ciclo dell’idrogeno”, che va dal fotovoltaico+acqua (o metano+reforming) all’energia che arriva al motore elettrico, ha un’efficienza di “solo”  il  60%, contro il 90% del ciclo presa di corrente – batterie – motore, non bisogna scordare che l’efficienza della benzina è del 25% e delle centrali elettriche a combustibili fossili è del 40%! In più, l’idrogeno si può ottenere, oltre che dal metano, anche dall’acqua, evitando così di immettere CO2 aggiuntiva nell’atmosfera. In più, con l’idrogeno si possono “ricaricare” 300 km di autonomia in 5 minuti.

Per finire, il prezzo di una cella combustibile è calato in modo esponenziale negli ultimi anni: si calcola che nel 2002 il costo fosse intorno a 275 dollari per kW di potenza, mentre oggi, grazie all’enorme riduzione della quantità di platino necessario in una cella (passata da 1100 mg/kW a 200 mg/kW dal 2006 a oggi), il prezzo si aggira sui 50$/Kw, ormai vicinissimo all’obiettivo di 30$/kW individuato dal Dipartimento dell’Energia americano come livello necessario perchè le celle a combustibile diventino un fenomeno di massa.

 

Contenuto di platino

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costi

Costo celle a combustibile

In realtà, dal 2010 al 2012 il costo era sceso da 51 fino a 47$/kW, ma nel 2013 il DOE ha dovuto rialzare le stime a causa dell’aumento del prezzo del platino, che negli anni è passato da 1000 a 1500 $/kW.

Toyota, Hyundai e BMW hanno in programma di mettere in commercio auto a celle a combustibile nel 2015, forse addirittura entro fine 2014.

 

 

 

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