Archivio | giugno, 2014

Confronto autonomie

30 Giu

Grazie alla formula trovata in questa ricerca (v. anche link ), già esaminata in altro articolo, ho potuto realizzare i grafici delle autonomie teoriche a velocità costante di varie auto elettriche:

EDIT: Queste formula, per quanto sofisticata, non tiene conto del recupero in frenata, che, come si vede invece dai dati empirici per la C-Zero, può permettere di aumentare l’autonomia anche di 30-40 km quando non si usa nè aria condizionata nè riscaldamento, 10-20 quando si usa l’aria condizionata, e… nessuno quando si usa il riscaldamento.

grafici-autonomie

Grafico interattivo delle autonomie di varie auto elettriche: https://www.desmos.com/calculator/uy5tcskjst

Da notare che, essendo autonomie calcolate a velocità costanti, non sono realistiche, visto che il percorso tipico di un’auto è tutt’altro che a velocità costante.
Nella ricerca di riferimento sulla Golf si vede che l’autonomia media effettiva è circa pari alla metà di quella massima calcolata, qualunque sia il percorso di prova:

Scopo principale dell’immagine non è tanto sapere l’autonomia effettiva dei mezzi, ma rendere i mezzi stessi confrontabili tra loro. Ad esempio, vediamo che Renault Zoe, Nissan leaf e BMW i3 sono sostanzialmente equivalenti in quanto ad autonomia, con un lieve vantaggio della BMW nei percorsi urbani a bassa velocità, e della Leaf in autostrada.

Interessante anche notare che in caso di utilizzo di riscaldamento o condizionamento, che hanno assorbimento tipico intorno ai 4500 W, le autonomie calcolate si dimezzano:

Aggiornamento:

trovati dati di consumi reali:  http://www.empa.ch/plugin/template/empa/*/135716/—/l=1

imiev-consumi-BRS

Confronto nel caso non ci fosse il Breake Recovery System (recupero energia in frenata):
imiev-consumi-BRS-noBRS

Grafico in miglia per gli amici anglofoni:

imiev-miles

Tenendo conto dell’efficienza di coulomb del 76% ( rapporto tra energia immagazzinata dalle batterie e energia ricevuta dalla rete):

imiev-coulomb-all

Un interessante studio mostra come la presenza del recupero di energia in frenata renda “uniformi” i risultati dei test effettuati su cicli di test differenti: nel grafico che segue, la curva in alto è la linea di tendenza dei risultati ottenuti senza recupero, risultati che sono estremamente sparpagliati intorno alla curva stessa; la curva più in basso è quella relativa al massimo recupero in frenata applicabile, che però risulta poco confortevole per il guidatore; è però interessante notare come tutti i punti che rappresentano i risultati dei test siano vicinissimi alla linea di tendenza, quasi annullando la variabilità tra un ciclo e l’altro; la curva centrale è la “strategia proposta” per il recupero in frenata nella ricerca da cui è preso il grafico, Evaluation of EVs energy consumption influencing factors, in World Electric Vehicle Journal Vol. 6 – ISSN 2032-6653.

recupero-in-frenata

Interessante anche osservare quantè l’assorbimento medio tipicamente necessario su auto elettriche di diverse dimensioni a seconda della temperatura esterna:

riscaldamento

Tratto da Potential of an electric brake resistor to increase the efficiency of electric vehicles in World Electric Vehicle Journal Vol. 6 – ISSN 2032-6653.

E’ importante anche sapere come variano le prestazioni delle batterie alle varie temperature; questo grafico mostra enormi cali di tensione nelle batterie fredde, cosa che probabilmente ha anche effetti sull’autonomia, visto che per mantenere la stessa potenza con tensioni più basse bisogna estrarre correnti più alte dalla batteria, che a correnti più alte ha capacità equivalenti inferiori (anche se di poco: 5-10% in meno, in genere, tirando fuori 1 o 2C da una batteria al litio):

effetti-temperatura-su-batterie

Tra una temperatura esterna di +24°C e -1°C si ha un calo di tensione, in accelerazione, di 15V in meno (-5V a 24°C, -20V a -1°C), mentre tra +24°C e -15°C si hanno addirittura 40V di differenza! (rispetto ai 400V nominali, dati da 96 celle in serie da 4.16V).

Il test è stato fatto sulla batteria di una BMW Active E con batteria NMC (Lithium Nickel Manganese Cobalt Oxide) organizzata in struttura 96S2P

Simulating low temperature behavior of high voltage traction batteries – The challenge of real time efficiency estimation – in Conference on Future Automotive Technology Focus Electromobility München, March, 18-19th 2013

Ecco invece un confronto tra le percentuali di energia recuperabile nei vari cicli di test: nel ciclo urbano oltre il 60% dell’energia andrebbe persa se non ci fosse il recupero in frenata, mentre in autostrada si scende al 10%, perchè ovviamente ci sono pochissime accelerazioni/decelerazioni e prevale l’alta velocità:
Tratto da Potential of an electric brake resistor to increase the efficiency of electric vehicles in World Electric Vehicle Journal Vol. 6 – ISSN 2032-6653.

LINK UTILI

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Citytech 2014: niente auto elettriche per privati

11 Giu

Mercoledì 11 giugno al CityTech era previsto un worksop intitolato “Storie di succeso: bike/car sharing, mobilità elettrica, TPL, pedonalità, ciclabilità, ITS“; sfortunatamente c’era una sorta di “refuso” nel titolo; e non parlo della “S” in meno: mi riferisco al fatto che nessuno ha parlato di mobilità elettrica! O quantomeno, di mobilità elettrica privata: l’unico mezzo elettrico di cui si è parlato è stato l’autobus Bombardier/Primove a ricarica induttiva; poi si è parlato di metropolitane, biciclette, e carsharing, carsharing, carsharing… Quest’anno impazza il carsharing! Sta iniziando a gonfiarsi una bolla tipo quella delle sigarette elettroniche, scoppiata dopo pochi mesi quando qualche genio ha deciso che il vapore che esce dalle sigarette “finte” è tossico come il fumo che esce da quelle vere…

Se però non uscirà fuori qualche genio delle amministrazioni che troverà una legge per dire che il carsharing fa male (ma ci stanno già lavorando: dicono che il carsharing fa male all’economia, perchè fa vendere meno automobili), il carsharing potrebbe rivelarsi una buona soluzione per ridurre il traffico nelle città.

Si vabbè, ma le auto elettriche? Il carsharing cittadino è semplicemente perfetto per le auto elettriche: si fa in città, quindi non ci sono problemi di autonomia, e ti libera dal problema di spendere 30.000 o 40.000 euro per comprare un’auto elettrica.

E invece cosa succede a Roma? Eccoti che, dopo l’introduzione dell’elettrica Citroen C-Zero nel servizio RomaCarSharing, arrivano altri due servizi di carsharing…. che propongono solo auto a benzina! Colmo della beffa, uno dei due, EnJoy, è di proprietà dell’ENI, ditta notoriamente poco interessata a NON vendere benzina, per cui non solo fornisce solo auto a benzina: il servizio si basa su Fiat 500… che in America esiste in versione elettrica, ma in Italia no!

L’altro servizio è invece Car2Go, basato sulle Smart… tutte rigorosamente a benzina.

Ma insomma queste auto elettriche? Queste storie di successo? A parte il tizio che ha messo su un gruppo di acquisto per auto ibride, nessuna traccia di opere passate o piani per il futuro per quanto riguarda la mobilità elettrica per privati. Non parliamo poi di scooter elettrici: quelli continuano a non esistere, quello su cui viaggio io da 3 anni è frutto della mia immaginazione.

Ma veniamo alle auto elettriche esposte:

IMG_20140611_110903

Questo è tutto.

Niente di nuovo, le solite Renault: Zoe, Twizy e Kangoo. La Fluence è ormai fuori produzione. Sul lato opposto del piazzale c’era una smart elettrica, per la prima volta in livrea “standard”, anzichè in bianco e verde.

Però qualcosa di interessante c’era, a guardar bene:

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Le scritte parlano di un progetto sperimentale di carsharing elettrico della Renault a Napoli, Ci.Ro., acronimo di City Roaming, servizio attualmente in prova partito lo scorso febbraio. Speriamo che decidano di importarlo anche a Roma! Purtroppo però al momento non trovo sul sito nessuna info sui prezzi praticati.

IMG_20140611_095107

In quest’altra foto si può vedere un altro servizio di carsharing, denominato EQSharing ed attivo a Milano. Si basa su veicoli leggeri, come la Renault Twizy, l’Estrima Birò e la terribile Ducati Freeduck, il mezzo elettrico più brutto e imbarazzante, anche nel nome, che la storia dell’auto elettrica ricordi…:

freeduck

 

Non che questo mezzo faccia bene all’immagine che il pubblico si fa dei mezzi elettrici… Ma tant’è, almeno è roba elettrica.

Di EQSharing si sanno le tariffe: 30 euro di abbonamento annuale, 10 euro per il settimanale, e 0,13 euro di costo orario per le prime 3 ore, poi è gratis (??). Interessante la trasparenza dei prezzi di penale, che invece RomaCarSharing tiene così ben nascosti che è impossibile trovarli sul sito se non si è iscritti, e una volta iscritti li si trova non nel contratto, ma nel manuale d’uso… Interessante anche che, a differenza di RomaCarSharing, il contratto non implichi il tacito rinnovo annuale:

La validità del contratto termina alla data di scadenza. Puoi rinnovarlo in autonomia tramite la tua pagina personale quando scade, utilizzando la funzione di pagamento del nuovo canone e di attivazione.

Con RomaCarSharing basta invece dimenticare di recedere dal contratto due mesi prima della scadenza per vedersi addebitati automaticamente 100 euro.

La Renault Twizy è stata scelta anche dal servizio di carsharing www.bee.it , sempre a Napoli, partito appena due mesi fa, ad aprile 2014. Le tariffe: 30 euro annuali o 10 settimanali, 0,15 euro la prima ora, 0,20 la seconda, 0,25 la terza, e poi oltre c’è l’opzione flex, con cui si può  tenere il mezzo, previa prenotazione, tutto il giorno ma pagando solo 3 ore di utilizzo.

Considerando che il carsharing elettrico è presente a Milano e Napoli, c’è da chiedersi se a qualcuno verrà voglia di portarlo anche a Roma, con tariffe e metodi più trasparenti del truffaldino RomaCaSharing…


Altro progetto  interessante segnalato in Citytech era il progetto EFRUD (Emission-Free Refigerated Urban Distribution), avente lo scopo di ridurre l’inquinamento dovuto al trasporto di merci deperibili nelle città: queste merci richiedono infatti l’utilizzo di furgoni-frigorifero, che consumano molto più dei normali veicoli, con un equivalente di quasi 17L/100km (6 km/L), con ovvi impatti sulle emissioni (430 g CO2/km, contro i 130 di un’auto). I mezzi del progetto EFRUD consumano e inquinano il 25% in meno  (12 L/100 km, 8 km/L, 323 g Co2/km) dei mezzi refrigerati tradizionali, e in taluni casi risultano essere persino più economici. Almeno questo servizio è già attivo a Roma, da settembre del 2013. Anche se è un po’ avvilente che in tutti i report di EFRUD confondano i Watt con i Wattora (link1, link2, link3), comunque i risultati sono interessanti.


 

Un’ultima nota interessante della visita a Citytech è stata la possibilità di scoprire come distinguere una colonnina ENEL di nuova generazione, che supporta la ricarica da due prese contemporaneamente, da una vecchia dove ne funziona solo una per volta.
Colonnnina vecchia:
 colonnina-vecchia

Colonnina nuova:

IMG_20140611_091919

Purtroppo non ho potuto vedere o ascoltare di più, perchè il convegno si svolgeva all’interno di una vera e propria serra (il semenzaio dell’aranceto di San Sisto), e potete immaginare che temperature si possano raggiungere in un edificio in cui metà delle pareti sono in cemento e metà delle pareti più il tetto sono in vetro, quando fuori ci sono i 35°C di questi giorni… quindi alle 12.00 me ne sono andato (dalle 9.00 che stavo lì e rispetto alle 18 che finiva il convegno).


(Foto qualunque presa da internet, niente a che vedere con Citytech; ma notate le vetrate… e le piante tropicali alte 3 metri che crescono all’interno dell’edificio!)

Auto a metano: aspettando l’auto elettrica

9 Giu

In attesa che i prezzi delle auto elettriche scendano a livelli decenti, che la rete di colonnine di ricarica raggiunga un’estensione paragonabile a quella dei distributori di benzina, e che le autonomie raggiungano quelle delle auto a motore termico, se si vuole comunque risparmiare e inquinare meno c’è un’altra soluzione “di passaggio”, oltre alle auto ibride, anch’esse irragionevolmente costose (almeno 40.000 euro per un’ibrida in grado di percorrere qualche decina di km solo a batterie): le auto a metano.

Ma anche per poter usare le auto a metano è necessario che ci siano i distributori, che al momento sono anch’essi piuttosto rari; non come le colonnine elettriche, ma si tratta comunque di una rete che necessita di una certa espansione per diventare veramente utile.

In questo senso, una recente novità dovrebbe agevolare questa diffusione: il varo di una legge che permette il “self service” anche per i distributori di metano e GPL. Oggi ormai diamo per scontato che un distributore (di benzina) sia self service, ma questo finora non era vero per i carburanti gassosi, ovviamente un po’ più complessi da gestire.

E’ utile ricordare che il metano (CH4) può anche essere utilizzato  per ricavare direttamente a bordo di un mezzo l’idrogeno (H2) necessario a far funzionare le celle a combustibile, destinate ad avere un grosso boom a partire dal prossimo anno, grazie a progetti di ampio respiro varati tanto da USA che UE.

Se da una parte è vero che il “ciclo dell’idrogeno”, che va dal fotovoltaico+acqua (o metano+reforming) all’energia che arriva al motore elettrico, ha un’efficienza di “solo”  il  60%, contro il 90% del ciclo presa di corrente – batterie – motore, non bisogna scordare che l’efficienza della benzina è del 25% e delle centrali elettriche a combustibili fossili è del 40%! In più, l’idrogeno si può ottenere, oltre che dal metano, anche dall’acqua, evitando così di immettere CO2 aggiuntiva nell’atmosfera. In più, con l’idrogeno si possono “ricaricare” 300 km di autonomia in 5 minuti.

Per finire, il prezzo di una cella combustibile è calato in modo esponenziale negli ultimi anni: si calcola che nel 2002 il costo fosse intorno a 275 dollari per kW di potenza, mentre oggi, grazie all’enorme riduzione della quantità di platino necessario in una cella (passata da 1100 mg/kW a 200 mg/kW dal 2006 a oggi), il prezzo si aggira sui 50$/Kw, ormai vicinissimo all’obiettivo di 30$/kW individuato dal Dipartimento dell’Energia americano come livello necessario perchè le celle a combustibile diventino un fenomeno di massa.

 

Contenuto di platino

Contenuto di platino

 

costi

Costo celle a combustibile

In realtà, dal 2010 al 2012 il costo era sceso da 51 fino a 47$/kW, ma nel 2013 il DOE ha dovuto rialzare le stime a causa dell’aumento del prezzo del platino, che negli anni è passato da 1000 a 1500 $/kW.

Toyota, Hyundai e BMW hanno in programma di mettere in commercio auto a celle a combustibile nel 2015, forse addirittura entro fine 2014.

 

 

 

Raduno inter-regionale di auto elettriche, minicar elettriche, moto elettriche, scooter elettrici, bici elettriche – domenica 21 settembre 2014 (ex 20 settembre)

6 Giu

 

 

volantino2014

Volantino formato A5:

volantino-A5

 

Biglietto da visita:

bigliettino

I partecipanti si riuniranno presso il parcheggio di Piazza Venezia, lato via dei Fori Imperiali, esponendo al pubblico mezzi elettrici di qualunque tipo: biciclette, scooter, moto, minicar, auto.

Alle 16.00 e alle 18.00 chi lo desidera potrà partecipare a un “corteo elettrico” della durata di qualche minuto, col seguente itinerario:

 

  1. Via del Plebiscito
  2. Corso Vittorio Emanuele II
  3. Ponte Vittorio Emanuele II
  4. Lungotevere Sassia
  5. Via della Lungara
  6. Lungotevere Gianicolense
  7. Lungotevere Farnesina
  8. Lungotevere Raffaello Sanzio
  9. Ponte Garibaldi
  10. Via Arenula
  11. Largo Arenula
  12. Via Florida
  13. Via delle Botteghe Oscure
  14. Via di San Marco
  15. Via di San Venanzio
  16. Via del Teatro di Marcello
  17. Piazza di San Marco
  18. Piazza Venezia

 

https://mapsengine.google.com/map/edit?mid=zkFmr16rI9Bs.k0IaRYKokTas

 

AGGIORNAMENTO 8 agosto 2014:

Raduno spostato da sabato  20 a domenica 21 settembre – 15.00-19.00, in gemellaggio col raduno analogo di Monza.


In occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, che si svolge ogni anno dal 16 al 22 settembre, a Roma organizziamo  un “raduno elettrico”, dove però questa volta sono invitati non solo i possessori dei rarissimi, quasi mitologici ormai, scooter elettrici, ma tutti gli “elettro-Romani”, cioè chiunque a Roma possieda un mezzo elettrico a 2, 3 o 4 ruote (i monocicli elettrici non sono ammessi. scherzo.), di qualunque potenza (però non portate il triciclo elettrico del bimbo, ok? 😉 ). Però sarebbe bello se lo stesso giorno si riuscissero a organizzare eventi simili in tutta Italia: a quel punto nemmeno il telegiornale delle 20 potrebbe più ignorarci!

Milano, Pisa e Firenze sono le città più “elettrificate” d’Italia, quindi se abiti in una di queste città e hai un mezzo elettrico, prova a contattare il tuo comune per vedere se organizza qualcosa!


Il 16 settembre è martedi’, il 22 settembre è lunedì.

L’appuntamento per quest’anno è Sabato 20 settembre alle 10.30. Domenica 21 settembre, dalle 15.00 alle 19.00.

Il luogo dell’evento è [updated] Piazza Venezia, angolo via dei Fori Imperiali

A questi indirizzi è possibile vedere dove sono tutte le colonnine di ricarica:

https://www.eneldrive.it/

http://www.colonnineelettriche.it/index.php?d=206

Colonnine vicino  Piazza Venezia:

  • Angolo Piazza Santi Apostoli/ Via Cesare Battisti:

https://www.google.it/maps/@41.896915,12.48326,3a,15y,324.57h,83.46t/data=!3m5!1e1!3m3!1sqQTwDU01B6OlCX9f8t5wWg!2e0!5s2012-11

  • Piazza Santi Apostoli: (nel 2008 non c’era, quindi in foto non si vede, ma ci ho ricaricato lo scooter a Giugno 2014)

https://www.google.it/maps/@41.897556,12.48311,3a,75y,248.93h,81.94t/data=!3m5!1e1!3m3!1sanyEGb6Kiq9N7-64vnJ-qA!2e0!5s2012-11

Se sei interessato all’evento, iscriviti al blog o a questo articolo per ricevere tutti gli aggiornamenti, o mandami direttamente una mail a jumpjack at libero dot it  .

Planimetria dell’evento:
mappa2

Percorso dei cortei elettrici delle 16.00 e delle 18.00:

percorso

 

Lunghezza percorso: 5 km

 

Colonnina di ricarica Via Cesare Battisti:

Colonnina di ricarica Piazza Santi Apostoli:

Esposizione auto elettriche a Roma (10-11 giugno 2014) e Milano (26-28 ottobre 2014): MoTechEco diventa CityTech

4 Giu

Attenzione!

Ho “scovato” la presunta-morta fiera dell’auto elettrica “Motecheco”! (adesso si chiama CityTech; e meno male, la “fiera del macaco” 😉 non era un nome molto accattivante!).

La scoprii nel “lontano” 2011, facendo poi un report sul mio blog per l’edizione dell’anno successivo, report da cui traggo pari pari, adattando solo le date, un piccolo stralcio:

 

Si svolgerà in giorni feriali (da martedì 10 a mercoledì 11 giugno 2014) in orari lavorativi (9.00-17.00), onde evitare che qualcuno possa imbattercisi per caso; tuttavia, se per caso qualcuno dovesse passare dalle parti della fiera nei giorni ed orari prestabiliti, per maggior sicurezza di invisibilità la fiera è organizzata all’interno di una specie di vivaio, “l’Aranciera di San Sisto”, con la scusa che è la sede dell’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale (Via di Valle delle Camene, 11, zona Terme di Caracalla, fermata metro Circo Massimo, autobus 118, 628 e 714). Non ci sarà neanche pericolo che chi abita lì intorno si accorga della fiera in allestimento, se, come l’anno scorso, le auto elettriche giungeranno sul posto nascoste all’interno di grossi tir senza insegne , interamente gialli o interamente rossi, senza nessun indizio sul loro contenuto.

 

MoTechEco/CityTech è anche la fiera dove ENEL mi preannunciò che “presto” avrebbe introdotto la tariffa a consumo  per la ricarica (avvenuta in effetti nel 2013), dove provai la prima volta la Twizy, ma dove non provai la Ford Focus elettrica… perché la prova era riservata ai giornalisti! In Italia la Focus elettrica non è nemmeno in vendita…

 

A garanzia che nessuno possa visitare la fiera solo per caso, l’ingresso è sì gratuito e aperto a tutti… ma solo se siete registrati!

Quindi ecco il modulo per andare a ficcanasare:

http://citytech.eu/index.php/it/component/form/?view=form&id_evento=3

 

Cercate di inventare un’azienda credibile! 🙂

 

Volendo si possono già scaricare le slide dei workshop…  ma per precauzione è meglio mettere online un link guasto e interporre un paio di link di rimbalzo prima di arrivare ai pdf scaricabili… Primo link, rimbalzo, atterraggio, ed ecco finalmente le slide:

 

Martedì 10:

 

Mercoledì 11:

 

Gli orari delle presentazioni sono nel suddetto link di atterraggio.

 

Per gli operatori del settore che volessero partecipare all’evento come sponsor… c’è solo da pagare tra i 7.000 e i 35.000 euro per uno stand. Ma purtroppo bisognava iscriversi entro il 30 maggio.

 

Gli sponsor, ossia gli espositori, di CityTech Roma sono:

Bombardier (camion elettrici e ibridi), Renault (auto elettriche), Car2Go (carsharing), Sicurstrada (sito su sicurezza stradale e mobilità elettrica), CNH Industrial (mezzi pesanti, autobus, trattori), Energica (moto elettriche), Bee (carsharing elettrico di Napoli), più Enel e aziende varie di Comunicazione che non ci interessano. Insieme a CityTech si svolge anche BUSTech (ma solo nell’edizione di Milano, a ottobre), con prove su strada, ergo forse saranno esposti e provati autobus elettrici e ibridi.

 

Ecco infine un elenco di “siti elettrici”, comunque su ecologia e ambiente, trovati nella sezione “rassegna stampa” di CityTech:

  1. www.magazine.greenplanner.it
  2. www.e-gazette.it
  3. www.sicurstrada.it
  4. www.greenstart.it
  5. www.eco-sostenibile.blogspot.it
  6. www.greenreport.it
  7. www.veicolielettricinews.it
  8. www.alternativasostenibile.it
  9. www.ecologica.piazzagrande.info
  10. www.eco-sostenibile.blogspot.it
  11. www.greencity.it
  12. www.smartforcity.it