La Cina si compra un altro pezzetto di America per produrre batterie al litio

30 Mar

Sembra un controsenso: un’azienda con sede in Cina, dove vengono prodotte praticamente tutte le batterie al litio del mondo, acquista un’azienda americana che produceva batterie, la A123, “soffiandola” ad altre due aziende, l’americana Johnson Controls e la giapponese NEC.

Considerando che il presidente Obama ritiene tanto strategico il settore delle auto elettriche da investirci due MILIARDI di dollari e spingere perchè le Forze Armate usino più elettricità che petrolio, è uno scenario un po’ bizzarro.

La “sequenza finanziaria” è stata:

La A123 è famosa per le sue futuristiche batterie al litio e nanofosfati, che uniscono la sicurezza del Fosfato di Ferro all’alta capacità di scarica, ottenendo così batterie LiFePO4 con scariche continuative di 30C (invece dei tradizionali 1 o 2) e più di 1000 cicli di ricarica in caso di scariche a 10C, e ricariche fino a 3C, dati che renderebbero possibili vetture elettriche ad alte prestazioni (più potenza con batterie più leggere) e a ricarica rapida (16 kWh, il “serbatotio medio” di un’auto elettrica da 150 km di autonomia, ricaricabili in un quarto d’ora, ipotizzando una tensione di 300V per le batterie e un caricabatterie veloce da 43 kW; 30 minuti per 300 km).

La possibilità di ricaricare “300 km in 30 minuti” e di poter realizzare auto elettriche con 300 km di autonomia (32 kWh di batterie), e di disporre di colonnine rapide da 43 kW in ogni area di servizio autostradale eliminerebbe l’ultimo ostacolo alla diffusione “esplosiva” dell’auto elettrica, ossia l’autonomia virtualmente illimitata, attualmente prerogativa delle sole auto a petrolio, uniche in grado di rifornirsi praticamente ovunque e in ogni momento: in autostrada ci sono stazioni di servizio ogni 50-100 km, quindi persino un’auto con soli 150 km di autonomia ma a ricarica rapida potrebbe percorrere l’Italia intera da Catania ad Aosta senza “ansia da autonomia”. E migliaia di tonnellate di CO2, NO2, CO, NOx, benzene, microparticolato, benzina incombusta  e quant’altro, scomparirebbero dall’atomsfera (magari le auto a benzina  emettessero solo CO2…).

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